AVVICINAMENTO
Dalla stazione d'arrivo della funivia
si scende a sinistra lungo la strada non asfaltata verso i
prati dove una prima chiara segnaletica indica la giusta
direzione per la ferrata inizialmente coincidente con il
sentiero normale -n.5- di salita al rifugio Azzoni (Cima
Resegone)
.Dopo
circa 15' di cammino nel bosco a tratti in discesa,ad un
bivio,il sentiero si biforca conducendo a destra -n.5- verso
il Passo del Fò mentre a sinistra -n.1- prosegue nella
nostra direzione,ora in salita,facendo molta attenzione dopo
altri 15' sul lato sinistro del sentiero stesso alla seconda
segnaletica per la ferrata (paletto con targa
metallica),poco prima del canale Comera,che ci invita a
lasciare il sentiero principale per una traccia in parte
coperta dall'erba che inizialmente a ritroso sale in
direzione di alcune facili roccette non attrezzate
(tralasciare
un ulteriore traccia a sinistra) già in vista delle prime
catene.
LA FERRATA
Contrariamente a ciò che spesso capita nelle vie
ferrate,l'attacco della Gamma 2 non è certo il tratto più
impegnativo poichè la roccia particolarmente gradinata
agevola notevolmente la progressione
,breve
in quanto dopo pochi metri già ci si ritrova lungo un
sentiero
di avvicinamento ad un nuovo tratto attrezzato.Inizialmente
alcuni passaggi non complicati
,poi
un piccolo camino
attrezzato anche con staffa,da affrontare sfruttando gli
ottimi appigli,infine in appoggio lungo alcune roccette
raggiungendo così un nuovo breve sentiero
diviso da un "innocuo" salto roccioso
.In
rapido avvicinamento ad un nuovo tratto attrezzato ci si
ritrova alla base di un secondo camino
più lungo ed impegnativo del precedente
,assicurato
anche con staffe vista la roccia abbastanza levigata,dal
quale si esce in spaccata a sinistra
per procedere ancora lungo sentiero
panoramico
.Alcune
roccette
,un
breve sentiero
verso destra,altri passaggi gradinati
alternati ad un nuovo sentiero
e si raggiunge idealmente la seconda parte della ferrata
caratterizzata da una maggiore esposizione e da passaggi
verticali e sostenuti lasciandosi così alle spalle la serie
di roccette che in buona parte ha caratterizzato la via fino
qua.I primi passaggi in verticale li troviamo superando un
diedro con buoni appoggi per i piedi
mentre l'utilizzo
della sola catena rende precario l'equilibrio in quanto fin
troppo poco tesa quindi è consigliabile l'utilizzo degli
appigli offerti direttamente dalla roccia
.Un
piccolo pulpito panoramico ed un nuovo tratto verticale
impegnativo dove sopratutto all'attacco l'utilizzo della
catena risulta necessario vista la roccia particolarmente
levigata
mentre all'interno della fessura alcune staffe
agevolano la progressione che rimane comunque
impegnativa anche se l'uscita è vicina ed un ennesimo breve
sentiero
porta all'attacco di un successivo salto verticale
.Da
notare che spesso all'uscita di questi tratti verticali vi è
del materiale detritico cui bisogna prestare molta
attenzione per non smuoverlo in basso.La salita prosegue
inizialmente all'interno di una fessura
poi si traversa brevemente a sinistra
,si
risale nuovamente in verticale ed esposti
mentre a destra un pulpitino alla base di uno spigolo
ci attende per una sosta.Aggirato lo spigolo in questione ci
si trova ad uno dei punti chiave della via rappresentato da
un robusto torrione lungo il quale impressiona lo sviluppo
della ferrata se osservato indietreggiando lungo la traccia
di sentiero panoramica alle nostre spalle.In effetti i primi
metri sono estremamente impegnativi
,si
attacca seguendo la linea dello spigolo
per traversare poi in diagonale a sinistra
in fortissima esposizione e con indispensabile utilizzo
della catena,solo nella parte alta la via si porta lungo lo
spigolo sinistro del torrione in progressione più appoggiata
e sicuramente meno impegnativa
raggiungendo così il punto alto coincidente da prima con una
aerea crestina attrezzata
poi più semplicemente in un comodo sentiero
che rapidamente porta alla base di una nuova placca
verticale
con attacco impegnativo
che impone una notevole trazione sulla catena mentre
successivamente anche con l'ausilio di una staffa metallica
ed alcuni utilissimi appoggi naturali
si superano più agevolmente gli ultimi metri di roccia
mantenendo l'equilibrio divaricando con sicurezza le gambe
.Lungo
sentiero che dopo alcuni metri nel verde
diventa una vera e propria cengia molto caratteristica
mentre alle nostre spalle fà bella mostra di sè la cresta
che abbiamo in parte risalito e ci ritroviamo a dover
superare alcuni brevi risalti verticali talvolta ben
gradinati
altre no
addentrandoci così nell'ultima parte della via non prima di
aver superato un interessante passaggio su placca
accessibile tramite una ripida traccia nel verde
.Siamo
ormai ad un passo
dal secondo punto chiave della ferrata rappresentato
stavolta da un impressionante "caminone"
che richiede un minimo di tecnica nella progressione
pur con la presenza di alcune staffe metalliche.Quest'ultimo
tratto è molto suggestivo
ma poichè lo si affronta al termine di un'intensa via
ferrata probabilmente a molti può risultare molto faticoso
specialmente se ci si affida
solamente alla catena.All'uscita dal camino le fatiche non
sono ancora terminate,un brevissimo passaggio verticale
ci porta ad un pulpito di sosta dal quale si nota in basso
il sentiero -n.1- che sale al rifugio Azzoni ed a cima
Resegone
.Siamo
giunti stavolta agli ultimi metri impegnativi che lo
sarebbero ben più se la placca non fosse attrezzata con
molte staffe
ed in effetti ve ne sono più qui che in tutta la via,davanti
a noi alcuni gradoni di roccia
ed un pendìo erboso
portano rapidamente al termine della via.Dopo circa 2.30h
dall'attacco siamo giunti nel punto alto della ferrata dal
quale in circa 15' di sentiero con alcuni sali/scendi
si raggiunge la croce di vetta del Resegone e subito sotto
il rifugio Azzoni.
DISCESA
Le alternative per il ritorno sono varie,dalla più lunga
alla più rapida ma semplificando il tutto e volendo
ritornare come punto di partenza alla stazione a monte della
funivia possiamo optare per 2 alternative:
1-raggiungere in 15' di saliscendi un pò affannosi,dal
termine della catena,il rifugio Azzoni e da lì con il
sentiero -n.1- scendere in circa 1.30 al punto di partenza.
2-dal
termine della catena scendere alcuni metri lungo sentiero ed
al bivio invece di proseguire a destra seguendo così
l'itinerario del punto 1,proseguire a sinistra dove dopo 5'
si incontra un ulteriore bivio:di fronte una targa indica
"percorso per esperti"
e prosegue in salita
lungo le creste del Resegone mentre a sinistra rispetto alla
targa il segnavia -n.10- indica l'immeditata discesa a valle
tramite il canale Bobbio
che inizialmente si
presenta come un ripido sentiero ma presto assume tutte le
caratteristiche del canale che richiede molta attenzione per
non provocare caduta massi e nei punti più delicati è
assicurato con brevi tratti di catena.Dopo circa 30' il
canale prosegue come sentiero Carlo Villa comunque molto
esposto.Altri 30' e si raggiungono i prati di Erna.
CONSIDERAZIONI
Il mattino la ferrata è in buona parte in
ombra.Nonostante risulti ottimamente attrezzata ed i vari
tratti verticali siano continuamente interrotti da brevi
sentieri o pulpiti di sosta è assolutamente sconsigliabile
affrontarla se privi di esperienza in escursioni simili.La
funivia,eccetto periodi straordinari,è aperta tutto l'anno.
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