PERCORSO STRADALE
Il punto di partenza è l’albergo Alto
Matanna,situato in una conca
erbosa ai piedi del versante meridionale del Monte
Nona,raggiungibile in poco meno di un’ora da Lucca seguendo
la strada per la Garfagnana che percorre la valle del fiume
Serchio,girando a sinistra in corrispondenza di Diecimo ed
oltrepassando Pescaglia e la sua frazione di Pascoso (da qui
indicazioni per Matanna);l’ultimo tratto di strada è a
tratti stretto e ripido,ma comunque asfaltato ed in buone
condizioni;è disponibile un ampio piazzale per il
parcheggio;nonostante il nome,l’albergo Alto Matanna non
fornisce servizio di albergo ma solo di bar e ristorante.
AVVICINAMENTO
Sul retro dell’edificio si
imbocca il sentiero n.5 che sale puntando verso nord ovest e
lungo una verde ed ampia conca prativa conduce al Callare di
Matanna (1130mt-15'),tra il Monte Nona ed il Monte Callare;da
qui si scende verso destra in direzione nord, dapprima con
alcuni tornanti quindi traversando sotto l’aggettante parete
occidentale del Monte Nona;si abbandona il sentiero n.5
quando questo gira a sinistra per scendere verso il rifugio
Forte dei Marmi,proseguendo diritti sotto la parete con un
breve strappo finale di risalita alla Foce del Procinto
(1000mt-40'-50'),che si attraversa grazie ad un
caratteristico ponticello in legno che consente di
guadagnare la cengia circolare detta Cintura del Procinto;si
imbocca la cengia verso sinistra e,con un ultimo tratto in
salita tra gli alberi si raggiunge l’attacco della
ferrata,caratterizzato da numerose lapidi commemorative
(1020mt circa-5'-1.00h);può comunque valer la pena di fare
il giro completo della Cintura, imboccando la cengia verso
destra invece che verso sinistra e percorrendola
integralmente in senso antiorario (circa 20' per il periplo
completo,con dislivelli pressochè insignificanti).
LA FERRATA
La ferrata inizia con
una scaletta metallica
,installata per la prima volta nel
1954,quindi si prosegue per il primo terzo dell’itinerario
lungo una parete abbastanza compatta sulla cui roccia è
stata scalpellata,con sapiente andamento,una lunga fila di
ampi gradini
;questo tratto di via è costantemente
accompagnato da una catena a sinistra e da un cavo metallico
a destra,da utilizzare in maniera intensiva insieme ai
numerosi pioli infissi nella roccia per la generale assenza
di buoni appigli naturali per le mani;la salita non è
faticosa ma dopo qualche metro l’esposizione e la sensazione
di essere isolati sulla roccia si fanno abbastanza impressionanti.Il tratto successivo,integralmente
accompagnato da catena metallica,inizia in un canalino che
si attacca salendo verso sinistra
con uno dei pochi passaggi
dotato di appigli ed appoggi quasi completamente naturali;si
prosegue in salita nella vegetazione,superando qualche breve
risalto roccioso reso più agevole da numerosi gradini
scavati,fino ad imboccare una cengia ampia ma esposta
che,traversando la parete verso sinistra,conduce
all’ingresso del canalone terminale
.Si entra con decisione
nel canalone mantenendosi sulla destra,e sempre in presenza
di una catena metallica lo si risale, sfruttando
alternativamente il fondo del canale oppure superando
qualche bella paretina sulla destra dove i vari passaggi
sono comunque resi meno impegnativi dai gradini scavati;si
esce infine nel boschetto sommitale del Procinto (ultimi
tratti di sentiero dotati di mancorrente in cavo
metallico),con un paio di tornanti in modesta pendenza si
esce dalla vegetazione e,percorrendo gli ultimi pochi metri
allo scoperto,si raggiunge il cucuzzolo sommitale con croce
metallica
e libro di vetta
(1177mt-40'-1.40h).La vetta è
abbastanza ampia e molto panoramica,con splendide viste
soprattutto sul gruppo delle Panie
e sul Monte Corchia;il
Mar Tirreno sembra comunque a due passi
.
DISCESA
Per la
stessa via percorsa in salita si rientra alla base del
Procinto (20'-2.00h) e ripercorrendo a ritroso l’itinerario
dell’andata,si attraversa nuovamente il Callare di Matanna e
si fa rientro all’albergo Alto Matanna (1.00h-3.00h).In
alternativa è possibile concatenare il presente itinerario
con la ferrata del vicino Monte Forato:una volta scesi dalla
vetta,si attraversa il ponticello sulla Foce del Procinto e
ci si cala immediatamente a destra per una breve rampetta
erbosa che conduce sotto al ponte,proprio all’imbocco del
canale che separa il Procinto dal Monte Nona;lo si segue in
discesa verso nord e,dove si allarga,si piega a destra
costeggiando la parete dell’avancorpo settentrionale del
Monte Nona;quando si intravedono delle tracce verso
sinistra,si piega decisamente verso valle fino a
raggiungere,in taluni punti senza via obbligata nella
vegetazione,il sentiero n.6 che si imbocca verso destra;
dopo pochi metri si oltrepassa una conca con alcuni
manufatti dell’acquedotto (Fonte Moscoso,800mt,punto più
basso dell’itinerario) e,dopo avere trascurato alcune
diramazioni laterali,si giunge al punto in cui si congiunge
a destra dall’alto il sentiero n.109 proveniente dalla Foce
delle Porchette;da qui si veda la relazione della
ferrata del
Monte Forato
(circa 1.00h dalla Foce del
Procinto a Foce di Petrosciana);tale concatenamento consente
di percorrere uno splendido itinerario di circa 6.00h di
cammino effettivo e circa 1000 metri di dislivello
complessivo.
CONSIDERAZIONI
Il Procinto (1177mt)
costituisce certamente la più caratteristica struttura
rocciosa di tutte le
Alpi Apuane:
un torrione squadrato alto circa 150 metri,strapiombante su
tutti i lati ed appoggiato su un basamento roccioso poco più
largo,che dà origine ad una singolare cengia boscosa (la
Cintura) che gira tutt’attorno al torrione;sulla cima si
trova un caratteristico boschetto detto Giardino.Si ritiene
che il monte sia stato salito per la prima volta da alcuni
boscaioli locali nel 1848,ma la prima salita sportiva è
attribuita a Aristide Bruni (cui è dedicato il sentiero di
accesso) e C. Dinelli,con le guide E. Bertozzi,E. e G.
Evangelisti,il 17 novembre del 1879; proprio questa via fu
attrezzata nel 1893 a cura della sezione fiorentina del
CAI,continuando a rimanere l’unico itinerario di salita fino
al 1933.La via è facile e non presenta passaggi tecnici di
particolare impegno,tuttavia alcuni punti sono
particolarmente esposti;la roccia è molto solida nel tratto
inferiore,mentre nella parte alta si fa più rotta ed occorre
fare molta attenzione a non scaricare sassi;l’itinerario
sale in maniera abbastanza diretta ,superando
un dislivello di circa 150 metri interamente attrezzati.Per
la bassa quota e l’esposizione favorevole,con adeguate
condizioni meteorologiche è un itinerario che si presta
benissimo ad essere percorso anche nei mesi invernali.
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