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Tempo di percorrenza

Estremamente difficile in particolare la prima metà.

Tempo di percorrenza

2.30h solo ferrata.

Dislivello
400mt la ferrata.
Punto di appoggio
abitato di Sarche ed al ritorno Ranzo
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Difficoltà tecniche 5
Esposizione 5
Varietà passaggi 3.4
Impegno fisico 4
Interesse paesaggistico 2.1
Numero votazioni 31
 
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Titolo
 

VIA FERRATA RINO PISETTA


DAIN PICOL

BY- VIEFERRATE.IT-Marzo 2002
 
 

PERCORSO STRADALE

Raggiungere l'abitato di Sarche-Tn tramite uscita autostradale Rovereto (Modena-Brennero) o direttamente da Riva del Garda e parcheggiare l'auto nel piazzale della concessionaria auto FIAT da dove parte il sentiero -260mt- che in circa 45' porta all'attacco della ferrata.

AVVICINAMENTO

Questo sentiero di accesso è molto faticoso,franoso e privo di vere indicazioni per l'attacco anche se guardando prima lo sviluppo della via sul tabellone SAT,posto sul marciapiede dopo la Chiesa,è intuibile la direzione giusta.Arrivati all'attacco -570mt- è il caso di prendere fiato indossare l'imbracatura e di guardare la splendida vista sul lago di Toblino ed il suo castello,panorama che oltretutto accompagnerà quasi costantemente durante l'intera salita .

LA FERRATA

I primi venti metri della ferrata sono estremamente verticali e tramite cavo ma con pochissimi appoggi per i piedi si supera la prima placca ed un arioso camino che ci aiutano subito a capire di che pasta è fatta questa via e dà la possibilità,in caso di ripensamento,di abbandonarla a destra tramite un sentiero facile ed inizialmente anch'esso attrezzato.A sinistra si prosegue la Pisetta tramite un esposto traverso e successivamente con un'alternanza di placche diedri e traversi si raggiunge il primo posto di riposo all'ombra rappresentato da un sentiero di collegamento tra i primi due spezzoni di ferrata .Terminata l'eventuale sosta si riparte subito con un tratto verticale e molto esposto che dà la sensazione di "volare" su l'abitato di Sarche in particolare qualche decina di metri più su vi è una placca caratterizzata da una fessura che se non in possesso di tecniche di arrampicata viene superata facendo gran forza sul cavo cercando la massima aderenza con le suole delle scarpe.La parte superiore la definirei nel complesso leggermente meno impegnativa soprattutto per la presenza di 3-4 chiodi per appoggiare i piedi ed anche una maggiore presenza di appigli naturali che aiutano a dare sicurezza e stabilità ad una posizione spesso molto verticale ed esposta.Il secondo punto di sosta si trova a circa 100mt prima del termine della ferrata ed è il caso di approfittarne poichè nonostante questi 100mt non siano particolarmente impegnativi,la stanchezza nelle braccia incomincia a farsi sentire.Ripresa la salita affrontiamo questo tratto finale con molta calma gustando il piacere di risalire finalmente una parete sì molto esposta ma con alcuni appigli per i piedi forse non visibili immediatamente ma procedendo con cautela li si trovano,è necessario però affrontare il tratto con l'ottica dell'arrampicata più che della ferrata!!.E possibile capire quando mancano solo alcune decine di metri dalla fine della ferrata dalla presenza di una piccola madonnina e dall'agenda con le firme di chi ci ha preceduto.Terminato il cavo,il sentiero ci porta all'inizio di roccette molto facili anche se un pò pesanti per gambe e fiato ed in fine sulla crestina finale molto suggestiva e con passamano rappresentato da un cavo in acciaio.Alla fine di una quindicina di metri di crestina a circa 970mt una panchina in legno indica il termine della Pisetta!!.

DISCESA

Lasciata la cima,dopo 7-8mt,ad un bivio tenere la sinistra ed iniziare questo sentiero ripido e talvolta con traccia incerta che ci porta su una carrozzabile dove un cartello indicante la ferrata Pisetta ci indica la sinistra e dopo alcuni noiosi saliscendi ed una discesa su sentiero molto scivoloso e ripido e talvolta assicurato con cavo si torna al punto di partenza (parcheggio FIAT) o dopo la Chiesa a seconda della via presa nell'ultima decina di metri.

CONSIDERAZIONI

Nel complesso questa ferrata risulta estremamente difficile soprattutto per le tre placche verticali ed esposte praticamente prive di chiodi per i piedi (max.3-4) anche se,affrontandole e studiandole con calma,vi si possono trovare più appoggi naturali per i piedi di quanto non possa sembrare al primo impatto.

 

 

 

 

 

 

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