PERCORSO STRADALE
Da
Falcade-Bl,al
bivio di Caviola,a sinistra
si sale in località Colmean
(1270mt) dove la strada finisce in uno slargo e vi è la
possibilità di parcheggio.
AVVICINAMENTO
Si prende la carrareccia n.689,che ricalca
la pista di slittino (volendo si può tagliare nel bosco,la
traccia parte di fianco alla baita e si evita qualche
tornante).Seguendo il 689 si giunge ad un bivio,dove
proseguendo a sinistra si raggiunge in pochi minuti il
rifugio"Baita dei Cacciatori"(1750mt-1.00h),mentre
continuando sul 689 si giunge in circa 15' alla baita
Giovanni Paolo I (1900mt-1.15h). Vale la pena fermarsi a dare
uno sguardo a questa bella baita ideale per un pernottamento
in quanto c'è una stufa economica,pentolame,zucchero e
persino la grappa!!.Dal pianoro,alzando gli occhi,svettano
maestose le cime gemelle dell'Auta
,ma
siccome il dislivello è ancora tanto,si lascia la bella
baita e si continua sul sentiero che,oltrepassato il
bosco,diventa ripida traccia,salendo verso il canalone che
scende dalla forcella del Medil,posto trà le due cime. Si
giunge un pò affannosamente ad un bivio,dove a destra si
sale alla cima per via normale,mentre a sinistra (tracce
poco visibili,tenersi comunque a sinistra,tra le 2
cime),dopo un'ultimo faticoso strappo,si giunge all'attacco
della ferrata (2280mt-2.20h)
.
LA FERRATA
Affrontiamo Si inizia con una scaletta
senza cavo,cosi come il primo tratto di gradini che salgono
obliquamente
sino ad una seconda scaletta
,e
sin qui ci son solo due spezzoni di cavo,e il tratto non è
proprio banale,anche se ci sono gradini che favoriscono la
progressione. Per finire questo primo tratto,si affronta un
difficile camino
,dove
si sale in spaccata,altre due o tre paretine aiutano a
superare questo bastione di 25mt abbastanza verticale. Poi si
sale aggirando la base della parete occidentale,dove il cavo
è si presente,ma qui serve a poco,visto la facilità della
salita,sino a giungere alla forcella del Medil
(2470mt-3.00h). Si prosegue a destra,per un breve
sentiero,che porta alla base della cima d'Auta orientale.Si
sale tagliando a zig zag la parete,incontrando un'ultima
scaletta,come le altre un pò vecchiotta e senza cavo,ed un
paio di placche su roccia poco appigliata,anche se
appoggiata
. Superate
alcune paretine povere d'appigli,si arriva al bivio,dove a
sinistra un delicato passaggio da inizio alla discesa
,mentre
a destra,in breve,si raggiunge la cima,con la grande croce
che segna il punto più alto (2624mt-3.50h).Se si è fortunati
lo sguardo spazia sul gruppo della Marmolada,delle Pale,il
Sas Vernale,l'Ombretola e giù fino al Monzoni. Non è stato il
mio caso,visto che la nebbia ha impedito qualsiasi visuale.
DISCESA
Per la discesa,si
ritorna al bivio lasciato in salita e,pur essendoci qualche
tratto di cavo,bisogna prestare attenzione solo sul
passaggio iniziale. Giunti ad un bivio su di un verde
pianoro,si taglia a destra per il sentiero attrezzato
Attilio Bortoli,dove il cavo costeggia la base della parete
S,e nel primo tratto è evitabile,seguendo la ripida traccia
alla sinistra dello stesso. Sentiero pessimo,ripido e
franoso,direi il tratto più difficile dell'intera
via,prestare attenzione sopratutto se il giorno prima ha
piovuto. Si giunge infine al bivio lasciato al mattino (via
normale),e quindi alla baita Giovanni Paolo I (1.40h dalla
cima-5.30h),e in poco meno di un'ora al parcheggio (
2.20h-6.20h).
CONSIDERAZIONI
Bella escursione,in
ambiente ricco d'acqua e poco frequentato,dove è facile
incontrare grossi gruppi di stambecchi
e i fischi delle marmotte ci fan
compagnia. Il tratto iniziale è privo di cavo tranne due
brevi spezzoni ed è abbastanza esposto. Volendo ci si può
assicurare ai pioli od ai gradini/maniglie di metallo. La
ferrata si potrebbe classificare facile,ma la mancanza
appunto del cavo nell'esposto tratto iniziale,il bel
camino,placche e paretine poco appigliate,la rendono di
media difficoltà.
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