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Tempo di percorrenza
Estremamente difficili i primi 100mt poi la difficoltà diminuisce progressivamente fino alla  fine.
Tempo di percorrenza
-attacco 1.00h
-ferrata 1.30h
-tratto finale 1.00h.
Dislivello
Complessivamente 900mt di cui 200mt solo ferrata.
Punto di appoggio

-passo Pordoi

-rifugio Piz Boè

-rifugio forcella Pordoi 

-rifugio Maria

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Difficoltà tecniche 4.4
Esposizione 4.1
Varietà passaggi 2.1
Impegno fisico 3.3
Interesse paesaggistico 3.9
Numero votazioni 25
 
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Titolo
 

VIA FERRATA CESARE PIAZZETTA


PIZ BOE'

BY- VIEFERRATE.IT-Agosto 2003
 
 

PERCORSO STRADALE

Raggiunto Passo Pordoi è necessario raggiungere l'Ossario di forma circolare tramite strada asfaltata (1km).

AVVICINAMENTO

Dal Monumento si segue un ripido sentiero per pascoli e successivamente ci si immette sul segnavia 7 tenendo la destra e portandosi così alla base del massiccio roccioso .

LA FERRATA

L'attacco -2630mt- rende subito l'idea:una parete giallo-rossa estremamente verticale e con scarsi appigli sia naturali che artificiali .La prima decina di metri deve essere superata con forza di braccia ed usare i piedi in aderenza fino ad una deviazione a sinistra che porta ad una breve cengetta ed a un nuovo salto verticale alla cui base vi sono delle curiose ma utili staffe metalliche .La salita è faticosa ma fortunatamente porta poi a destra per un tratto di roccia più gradinato e si inizia ad intravedere un ponte pensile.Deviazione a destra e risalita successiva di una fessura molto liscia ma ben attrezzata con appigli metallici fino ad un profondo strapiombo da superare con un ponte pensile di 7-8mt .Una grossa cengia  segna anche la fine del tratto più impegnativo o meglio,di passaggi verticali se ne trovano ancora ma la roccia agevola maggiormente la progressione e gli appoggi per i piedi non sono più una rarità .La via continua sulla sinistra con cengetta ed alcuni gradoni fino ad un ultimo passaggio delicato poco prima della parte finale,una placca verticale che termina su un bel pulpito.A questo punto tempo fa le roccette non erano attrezzate con funi,vi stavano solo degli anelli metallici per assicurazione in cordata,ora gran parte di questa sono attrezzate anche se il cavo aiuta più mentalmente che non fisicamente in quanto la salita è solo moderatamente difficile fino al dosso detritico finale dove si incrocia a destra il sentiero 638 -2820mt- che porta un pò  affannosamente alla cima del Piz Boè e quindi al rifugio Piz Fassa -3152mt- generalmente molto affollato di escursionisti provenienti dalla funivia.

DISCESA

Per il ritorno si scende dal Piz Boè lungo il costone sudovest per gradoni rocciosi e successivamente per comodo sentiero fino alla forcella Pordoi -30'- e rifugio Boè dove è possibile scendere nel canalone dietritico prima e lungo i pascoli poi per raggiungere il passo Pordoi -1.50h- oppure dalla forcella risalire per altri 30' fino al rifugio Maria (stazione monte funivia Pordoi) e scendere in Funivia.Nel complesso è solo il primo tratto a stancare molto le braccia mentre la parte superiore della via (cresta) appesantisce non poco il cammino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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