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-20' per l'attacco
-1.20h la sola ferrata
-40' in discesa;
prosecuzione al monte Tovo:
-1.30h di salita dal termine della
ferrata -1.45h di ritorno in discesa
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avvicinamento:150mt
(1250-1400mt)
-via ferrata:200mt
(1400-1600mt)
-estensione al monte Tovo:630mt
(1600-2230mt)
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| Difficoltà tecniche |
2.9 |
| Esposizione |
2.3 |
| Varietà passaggi |
2.6 |
| Impegno fisico |
2.4 |
| Interesse paesaggistico |
2.5 |
| Numero votazioni |
12 |
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VIA
FERRATA
NITO
STAICH
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MONTE
TOVO
segnalataci da ROBERTO CAUCINO-Novembre 2005
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PERCORSO STRADALE
Autostrada A4 uscite Santhià oppure Carisio:direzione
Biella;ad
Oropa raggiungere l'omonimo
Santuario
e da quest'ultimo imboccare la strada per la
“Galleria Rosazza”,dopo meno di un 1 km,all’altezza di un
tornante,si nota un “tempietto” diroccato;a fianco della
costruzione inizia una strada sterrata e qui è possibile
lasciare l’autovettura.
AVVICINAMENTO
L’avvicinamento incomincia
sulla cosiddetta “strada della Pissa”
,al
cui inizio sono posti evidenti cartelli che indicano la
direzione da seguire per giungere al rifugio Rosazza:seguite
tale direzione.La carrareccia prosegue salendo gradualmente
la valle fino a giungere ad una pietraia che impone alla
strada una netta deviazione per aggirarla:a questo punto,nei
pressi di una piccola cappella e di un traliccio
elettrico,si nota su un masso il cartello indicante la
direzione da prendere per l’attacco della ferrata
:seguire
i segni rossi salendo alla belle meglio lungo la pietraia.
LA FERRATA
A questo punto risulta evidente lo sperone
roccioso che sarà oggetto della nostra salita;è possibile
anche individuare sia il traliccio metallico in uso,sia i
vecchi tralicci in cemento dismessi
.Durante
la breve salita alcune targhette poste sui massi della
pietraia indicheranno la strada migliore da seguire
.Ai
piedi dello sperone si nota l’attacco della ferrata
,un
cartello ricorda l’uomo a cui è intitolata la via e le
regole basilari di comportamento
.Si
inizia con un breve tratto verticale,un traverso tra alcuni
arbusti (notate alla vostra destra il colpo d’occhio sul
Santuario di Oropa), alcune placche ed altro traverso.Un
ulteriore tratto verticale porta ai piedi del traliccio
dimesso
;il
cavo ed i pioli proseguono sul cemento:un corto “ponte
tibetano” ci trasporta sulla parete opposta al traliccio
;su
tale parete si traversa a destra per giungere ad un ripiano
erboso.Si prosegue non assicurati per una decina di metri
fino a giungere ai piedi di un imponente diedro granitico
;la
parete viene affrontata direttamente sulla sinistra
per uscire su una cengia.Da qui si superano una serie di
paretine
e piccoli traversi fino ad arrivare su un pendio posto
proprio sotto i cavi della funivia
(diciamo che arrampicate sotto gli occhi dei turisti che
salgono al lago del Mucrone).Un salto di roccia verticale ed
una placca liscia ma appoggiata vi conducono ai piedi di una
piccola torre rocciosa
:l’ampio
camino che la separa dalla parete parallela viene superato
con un secondo “ponte tibetano”
.Risalendo
la parete si fuoriesce su un traverso esposto che porta alla
parte finale,e più impegnativa,della ferrata.Si salgono una
serie di placche
fino a giungere sotto un evidente tetto che si supera
aggirandolo sulla sinistra
;in
questo punto l’esposizione è evidente ed è necessario essere
concentrati e veloci,in particolare se è la prima volta che
ci si trova in ambienti così “aerei”.Ancora pochi metri di
salita e si esce sul pianoro che segna il termine della
nostra piccola “avventura”
;a
sinistra,proprio accanto al traliccio dove passa la
funivia,si notano i segni rossi che indicano la via di
rientro.La mia proposta, per rendere l’escursione più
completa e logica,è di proseguire lungo l’evidente e vasta
cresta prativa che sale verso la sommità del monte Tovo.Prima
per tracce di sentiero, poi seguendo i segnavia bianchi e
rossi n.14
,si
giunge alla sommità del monte sormontato da una croce
metallica
e dalle caratteristiche “piramidi” del Tovo
.Da
qui una magnifica vista sulla pianura padana,su tutti i
monti biellesi,sul gruppo del Monte Rosa (F22).
DISCESA
Seguendo sempre i segnavia bianchi-rossi
in direzione della sottostante bocchetta Finestra e quindi
per il sentiero n.32 che riporta alla "strada della Pissa”
che abbiamo percorso all’andata.
CONSIDERAZIONI
La via ferrata è stata voluta dalla Provincia di Biella su
un’idea delle guide alpine Tike Saab;è stata intitolata al
grande alpinista biellese Nito Staich che ha dedicato molto
tempo della sua vita proprio alle montagne di Oropa dove è
stato direttore sportivo delle funivie e gestore dello
storico albergo Savoia.La ferrata è posta in una zona di
facile e rapido accesso;l’esposizione a sud e la relativa
bassa quota permettono di frequentarla da inizio primavera
fino ad autunno inoltrato,ovvero nei periodi in cui
l’innevamento è modesto o assente.L’opera è stata realizzata
a cura delle guide alpine Tike Saab (come del resto tutte le
altre ferrate biellesi);i materiali e la posa in opera
risultano di ottimo livello qualitativo.I pioli sono
posizionati a distanze ottimali e sempre in numero
corretto.La difficoltà,nel complesso, non risulta
eccessiva:sia per estensione che per grado tecnico è
accessibile senza particolari problemi a tutti gli alpinisti
dotati di una discreta esperienza di vie ferrate;può anche
essere un valido banco di prova per coloro che volessero
accostarsi alla disciplina senza affrontare difficoltà ed
esposizioni proibitive.In sintesi il percorso affronta uno
sperone roccioso che, partendo dal fondo valle del torrente
Oropa, termina sulla dolce ed ampia cresta che sale al monte
Tovo.Lo sperone non si presenta monolitico ma costituito da
una serie contigua di pareti e salti di roccia intervallati
da brevi terrazzi erbosi.La morfologia impone di conseguenza
un percorso tortuoso e discontinuo,permettendo per contro di
non dover affrontare esposizioni estreme e di diluire
l’impegno fisico su diverse pareti di limitata altezza
avendo inoltre la possibilità di ammirare, da posizione
privilegiata,il complesso architettonico che costituisce il
Santuario di Oropa.Interessante è la presenza antropica sul
percorso:lo sperone roccioso è infatti base sia per il
traliccio intermedio dell’attuale funivia che da Oropa
Santuario porta al lago del Mucrone sia per i due vecchi
tralicci in cemento della smantellata funivia anteguerra.La
via stessa utilizza curiosamente uno di questi tralicci
dismessi per salire una parete:intelligente riferimento
all’opera terrena di Nito Staich.La discesa è effettuabile
mediante un sentiero chiaramente indicato che riporta nei
pressi del punto di partenza;in alternativa (come descritto
nella relazione) si può rendere la gita completa e logica
proseguendo lungo la semplice ed evidente cresta prativa
fino a giungere sulla sommità del monte Tovo, da cui si gode
di una magnifica vista sulla pianura padana, sui monti
biellesi,sul gruppo del Monte Rosa.
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