Il monte Monte Due Mani domina l’inizio
della Valsassina e l’abitato di Ballabio. La ferrata si
sviluppa lungo la cresta sud e salvo innevamento
molto abbondante è percorribile per gran parte dell’anno.
PERCORSO STRADALE
Percorrendo la s.s. 36 si giunge a
Lecco,si
seguono quindi le indicazioni per Ballabio e la
Valsassina.
Se si giunge a Ballabio dalla strada vecchia passante per le
frazioni di Lecco, appena arrivati a Ballabio, prima del
lungo pianoro si trova il cartello per Morterone che fa
deviare a destra. Percorrendo invece la strada "nuova" che
parte da Lecco e attraversa diverse gallerie, si arriva in
cima alla strada trovando una rotonda molto ampia, si prende
direzione Lecco superato un distributore sulla destra, 300mt
dopo c'è la deviazione a sinistra (che poi non è altro che
la stessa che si trova salendo dalla vecchia strada). Si prosegue per 4,5 km circa su una strada
piuttosto stretta e vari tornanti fino a trovare,sulla
sinistra,l’indicazione per la ferrata. Dove si trova
l'indicazione per la ferrata vi è la possibilità di
parcheggiare solo 2-3 auto quindi l'eventuale alternativa è
parcheggiare nei piccoli spiazzi che si trovano lungo la
sede stradale.
LA FERRATA
Parcheggiata l’automobile
ed indossato subito casco e imbrago
si raggiunge
in circa 10' di ripido sentiero,che durante la salita si
ritrova spesso,l’inizio della ferrata -900mt ca.- segnalato da una targa
con dedica a Simone Contessi
. Si
superano agevolmente le prime facili roccette
raggiungendo a breve una prima paretina
levigata
da superare con l'aiuto della catena,si esce alla sinistra e
ci si trova alla base di una seconda parete più lunga ed
impegnativa ma stavolta attrezzata anche con staffe metalliche
che aiutano a guadagnare rapidamente quota rispetto
all'attacco. Si traversa in obliquo,esposti a sinistra
,per
superare un salto roccioso con un passaggio piuttosto
insidioso al di là di uno spigolo
.
In uscita ci si trova lungo il primo tratto che offre un pò
di riposo in quanto si percorre una traccia di sentiero
in direzione in direzione del seconda
sezione della ferrata. Si sale in verticale lungo roccia più
appigliata
della precedente,si superano alcune facili roccette
e ci si ritrova a percorrere il sentiero
che costantemente accompagna la ferrata e rende così
possibile abbandonare quest'ultima in diverse occasioni
indicando di volta in volta la duplice possibilità
. Il
sentiero porta all'attacco della terza sezione della via che
dopo un iniziale traverso
devia nettamente in verticale con esposizione piuttosto
sostenuta e con alcuni passaggi anche spettacolari risale
una parete piuttosto impegnativa
terminando con un breve diedro finale
.
Nuovamente lungo il sentiero,si risale un pendìo erboso
in direzione della quarta sezione attrezzata rappresentata
stavolta da un breve spigolo
che si supera in divertente arrampicata
sicuramente con minor ausilio della catena rispetto alle
sezioni precedenti della via. Come detto,lo spigolo è
piuttosto breve quindi ci si ritrova rapidamente a
percorrere un lungo sentiero che inizialmente perde la quota
guadagnata
con il tratto precedente,poi aggira la parete,risale un
canalino erboso
e con un tratto in finale cresta
porta alla base della quinta sezione ovvero una bella parete
inizialmente piuttosto tecnica
,poi
più appoggiata
con un esposto traverso nella parte centrale
.
Inizia un lungo sentiero anch'esso in gran parte attrezzato
con un breve tratto piuttosto ripido
che raggiunge la sesta sezione
piuttosto breve costituita da una placchetta
;
pochi metri in cresta
e si affronta la settima sezione piuttosto facile essendo
costituita da alcune "innocue" roccette
.
Nuovo pendìo erboso
in avvicinamento all'ottava sezione che richiede
però un
discorso a sè in quanto il livello di difficoltà risulta essere
senz'altro superiore al resto di tutta la via così come
un'evidente targa segnala
e quindi è richiesta un'adeguata valutazione da parte di
ciascuno prima dell'attacco anche perchè non è assolutamente
obbligatorio proseguire lungo la parete attrezzata in quanto
il sentiero
l'aggira sulla destra. La parete,attrezzata sia
con cavo che catena ed in alcuni punti con provvidenziali
pioli e gradini,copre un dislivello di circa 30-35mt
e la si attacca inizialmente attraverso una cengia che permette dapprima di aggirare verso
sinistra un prominente tetto
,poi
risalendo molto faticosamente sempre verso sinistra
a ,si arriva ad un terrazzino dove si riprende
fiato e concentrazione. Ora si supera
con notevole sforzo una paretina,si
traversa
di nuovo la parete verso destra con
abbondante utilizzo del gioco di aderenza e si affronta
quindi l’ultimo esposto salto,grazie alla presenza
quasi indispensabile di alcuni gradini metallici. Si sbuca
presso un pianoro erboso dove giunge anche il sentiero,da
qui a breve si raggiunge la vicina parete attrezzata,nona
sezione
,che
non ha le caratteristiche di difficoltà del tratto
precedente ma richiede comunque un certo impegno. A prima
vista la placca sembra piuttosto levigata
ma una volta "attaccata" si trovano più appigli del
previsto,si attraversa una pianta della quale si sfrutta la
presenza come appoggio
e si affronta un passaggio un pò delicato anche con
l'ausilio di una staffa
in forte esposizione arrivando in pochi metri nella parte
alta del torrione roccioso
.
Inizia una lunghissima camminata in cresta in gran parte
ancora attrezzata alternando traccia di sentiero
a facili roccette
che porta a superare più 300mt di dislivello. Da notare che
al termine della cresta,poco prima del raggiungimento della
cima si incontra quella che può essere considerata la decima
sezione della via ferrata così come anche indicato su un
masso
ma quest'ultima risulta sinceramente di poca utilità in
quanto porta a risalire
e ridiscendere
un salto roccioso ormai negli ultimi metri dell'escursione
quando sicuramente si ha poco desiderio di saliscendi vari
quindi risulta consigliabile aggirare in quota direttamente
sulla sinistra quest'ultimo tratto attrezzato raggiungendo a
breve al croce sommitale a 1656mt
.
Bel panorama verso il gruppo della Grigna e la sottostante
Valsassina.
DISCESA
La discesa con ritorno,ovviamente
all'auto,può essere effettuata principalmente tramite 2
differenti vie. La prima consiste nel ripercorrere a ritroso
il sentiero che in buona parte costeggia la ferrata e che si
è talvolta percorso in salita. La seconda soluzione è
indicata per chi vuole compiere un escursione ad anello e si
tratta di ridiscendere di pochi metri dalla cima sempre dal
lato di salita ritornando così al termine dell'ultima
sezione attrezzata e,guardando a valle,prendere il sentiero
di sinistra che passa sotto la cresta sommitale e scende da prima per prati
per poi perdersi talvolta
nella vegetazione boschiva in direzione della strada asfaltata
passando per un vecchio alpeggio abbandonato presso il quale
si tiene la destra. Lo stesso sentiero lo si può
intercettare proseguendo dalla cima lungo la cresta seguendo
poi,in discesa,le indicazioni per Maggio (segnavia n.22). Purtroppo
la soluzione ad anello è caratterizzata dal fatto che si
ritorna sì sulla sede stradale per Morterone ma a circa 4km a monte
rispetto all'auto.
CONSIDERAZIONI
Gran parte di questo entusiasmante e
panoramico percorso è
di difficoltà media con però qua e là alcuni passaggi
più impegnativi rispetto alla media della via. Valutare bene
la fattibilità del tratto più impegnativo e riconoscibile
anche dalla targa. Il sentiero incrocia costantemente
l'inizio e la fine di ogni bastionata attrezzata quindi
all'occasione è possibile sia abbandonare definitivamente la
via o saltare solo le singole sezioni.