AVVICINAMENTO
Ad Oropa (Biella),con la funivia,in
prossimità del
Santuario
(1200mt),si sale ad Oropa Sport (1813mt).Seguendo il
sentiero D23 (a sinistra dall'uscita della funivia,
transitando a fianco del rifugio Savoia) in 50' si è
all'attacco (Colle Chardon 2221mt). L'ambiente austero
dell'immensa pietraia
sotto il Colle Chardon (2221mt) invita con anticipo a
pregustare "Ciao Miki",nuovissima via ferrata allestita per
superare la prima parte della cresta N-E del Monte MARS
(2600mt). Il tempo di ascoltare l'eco gridando un paio di
"o...ohh!!!" e si giunge all'attacco della via
.
LA FERRATA
Qui,l'ormai solita ma preziosa targa ci
ricorda le minime norme di sicurezza da osservare. Iniziando
l'ascesa si apprezza fin da subito l'ottimo lavoro
fatto:"ferratura" di tutto rispetto (!!!),con generoso cavo
d'acciaio e gradini tipo "MARINARO"
in esubero (anche ogni 30cm).Ciò fa si che la Via,nonostante
in alcuni tratti l'esposizione a cui è sottoposto il "ferratista"
sia notevole,assuma carattere di percorso
didattico. Adottando il moschettonaggio alternato (cavo+gradino)
sui passaggi complessi si acquisisce sicurezza,si evita "l'incrodatura"
e si procede con serenità. Si affronta questa
prima,corta,possente roccaforte scalando alternativamente:su
piccoli diedri,ora a destra ora a sinistra;spuntoni e
roccette emergenti;brevi placche verticali,
a volte leggermente strapiombanti e,per condire il
tutto,anche qualche piccolo tetto obliquo
. Raggiunta
e superata la sommità si perde quota discendendo dalla parte
opposta e seguendo con lo sguardo
la fune d'acciaio in lontananza, stupisce apprendere
che la Via corre lungo il crinale spartiacque fra le Regioni
Piemonte e Valle d'Aosta.Si ha così l'opportunità di
apprezzare la splendida vista sul maestoso massiccio del
Monte Rosa (4637mt) al quale fanno da corollario le più
belle vette delle Alpi Pennine. Si prosegue. Percorrendo la
seconda breve tratta verticale si ha subito la conferma
della similitudine con la precedente scalata. La stessa
impressione accompagnerà l'escursionista fino al termine di
"Ciao Miki",seppur intercalata da brevissimi tragitti di
tipico sentiero su cresta,a volte molto esposto. Infido in
caso di umidità o bagnato,a causa dell'erba,tanto da
consigliare la tecnica di "progressione in
conserva".Inaspettatamente,ben prima che ce lo si aspetti,il
bel granito serizzo,lascia spazio al vero e proprio sentiero
di cresta,attrezzato con una "grossa corda"
al posto del ben più rassicurante "cavo d'acciaio". Il
cambiamento indica che la Via Ferrata è terminata. Proseguendo con un'estenuante sgroppata fra
roccette instabili e snervanti saliscendi,
si giunge in cima al monte Mars (2600mt-2,30h) dove
una piccola croce ed alcune targhe commemorative ci
accolgono e il panorama a 360° avvolge lo spettatore e lo
induce a ripetere più volte il nome delle vette
riconosciute: il Cervino,il Bianco,il Gran Paradiso e..
forse?Il Monviso!. E giù,giù perfino l'Appennino!.
DISCESA
Seguire,attraversando il versante
SUD,il sentiero D23 che,ricongiungendosi con la tratta già
percorsa in salita,riporta alla funivia.
CONSIDERAZIONI
Le Alpi biellesi, come destino per
tutte quelle montagne che occhieggiano la pianura,sono
tormentate per moltissimi giorni l'anno da nebbie fitte e,in
particolar modo durante l'estate,risulta estremamente facile
imbattersi in acquazzoni pomeridiani. Quindi si raccomanda la
massima prudenza nell'affrontare e programmare le proprie
ascensioni.
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