AVVICINAMENTO
Partenza dal parcheggio del
passo Sella
(2240mt),più precisamente l'inizio del sentiero
(n.649) che abbandona la strada asfaltata del passo si
trova,a sinistra,alcune decine di metri prima dell'albergo
Maria Flora arrivando dalla Val Gardena dove un primo
cartello indica l'esatta direzione
.In
avvicinamento al versante Ovest del Sella si traversa in
lieve salita alla base delle Torri del Sella inizialmente su
terreno erboso poi avanzando su materiale detritico
ed in circa 30' si raggiunge l'attacco della via
(2290mt) mentre alle nostre spalle,maestoso,fà bella mostra
di sè il Sasso Lungo
.
LA FERRATA
Il cavo metallico è raggiungibile dopo 2-3
metri di roccette non attrezzate
e ormai da anni è stato spostato a destra rispetto
all'originale.Si traversa inizialmente in diagonale a
sinistra
ma ben presto si inizia la risalita verticale della
via affrontando una fessura da prima gradinata
passando poi
ad un lungo tratto attrezzato con pioli metallici
che alterna passaggi con roccia levigata
ad altri dove la presa è sicuramente migliore
.Si
guadagna circa un centinaio di metri di quota raggiungendo
così una breve cengia che,alla nostra destra
,porta
alla base
del primo tratto chiave della via,sia per spettacolarità che
per impegno,rappresentato inizialmente da una profonda
fenditura
da
superare senza cavo di sicurezza eccetto una staffa nel
tratto alto
con almeno un passaggio di II° in una situazione in cui
potrebbe essere utile avere una corda per assicurare
eventualmente persone in difficoltà.Si fuoriesce dalla
fenditura,si scende brevemente ad un pulpito di sosta ed è
naturale volgere lo sguardo
al tratto appena percorso in quanto molto suggestivo
inoltre una breve sosta non guasta prima di risalire
la scaletta metallica in quanto siamo a pochi passi dal
secondo punto chiave della via,stavolta non rappresentato da
una fenditura bensì da un "caminone"
di una ventina di metri attrezzato con gradini in ferro
ancorati alla parete.I gradini,cui ci si può
assicurare con i moschettoni,non salgono verticalmente ma
spostandosi progressivamente sulla destra ed è necessario
procedere con cautela,eventualmente puntando la schiena
anche sulla parete opposta (quella di valle),per evitare di
perdere l’equilibrio sotto il peso dello zaino
.Gli
ultimi gradini sono fissati sulla parete opposta (di valle)
,sicchè
è necessario fare attenzione perché,per la limitatezza dello
spazio a disposizione,il carico e l’ingombro dello zaino
possono ostacolare la rotazione del corpo di 180° necessaria
per invertire il senso di salita.Spettacolare l’uscita alla
sommità della gradinata
:essendo
il diedro coperto orizzontalmente,il percorso aggira sulla
sinistra la roccia di valle riportandoci all’esterno su
un’esile terrazzino,da dove una seconda scala in ferro
ci fa subito innalzare di quota
di qualche metro.Il passaggio è molto esposto ma,in
compenso,risulta perfettamente attrezzato e davvero
spettacolare.Superata la scaletta,ancora un breve
tratto con roccia levigata
poi la progressione risulta più semplice in quanto la
roccia molto frastagliata offre più possibilità di appigli
,una
terza scaletta agevola ulteriormente la progressione
e si guadagna quota senza incontrare particolari
difficoltà alternando brevi tratti verticali all'interno di
fessure
ad altrettanti brevi tratti in traversata
.Breve
sentiero a mezzacosta,alcune facili roccette
e si raggiunge la base di un'ampia conca detritica
nella quale ci si addentra
in completa ammirazione mentre sotto di noi si mostra in
tutta la sua bellezza la
Val Gardena
arricchita dal fascino del gruppo Odle-Puez
.Rapidamente
ci si avvicina al margine destro della conca dove solo i
primi metri sono ancora attrezzati
e poi una lunga traversata su traccia di sentiero
(segnavia bianco-rossi)
indubbiamente più affannosa
nella seconda parte (tornanti nel ghiaione) che porta in
circa 30' senza nessuna difficoltà ad immergersi verso
l'altipiano delle Mesule raggiungendo così la sella
detritica racchiusa tra la cresta spiovente del
Piz Ciavazzes ed il
lati sud del Piz Selva,proprio
quest'ultimo sarà l'obiettivo terminale della nostra
salita.Lasciamo dopo una breve ma sicuramente benefica sosta
la sella
,dalla
quale il panorama si conferma strepitoso
,seguendo
i segnavia verniciati sulla roccia
inizialmente lungo una breve ed esposta cengia
poi nuovamente in verticale
superando tratti attrezzati mai impegnativi anzi talvolta
utilizzando il cavo esclusivamente come scorrimano
all'interno di un canalino
gradinato.Ci si addentra
in un paesaggio sempre più strepitoso ricco di
pinnacoli molto suggestivi
,la
cima è ormai molto vicina,tempo di superare ancora alcune
roccette
,un
comodo sentiero
,e
si sbuca letteralmente
sull'altipiano delle Mesule
.Lasciamo
il terrazzo detritico
ed in pochi minuti raggiungiamo
la tanta sospirata ampia vetta del Piz Selva
(2940mt) dopo circa 3.00h dall'attacco.Ad est il
paesaggio lunare dell’altipiano delle Mesules e del Sella
con il Piz Boè a
dominare la scena e la Marmolada sullo sfondo,ad ovest il
massiccio del Sassolungo,il Catinaccio,a nord le Odle con il
gruppo del Puez ed i Cir sopra
Passo Gardena;in
lontananza ad est si scorgono le Tofane,il Cristallo e l’Antelao,e
a sud le Pale di S. Martino con la Fradusta,la
Cima Vezzana ed il
Cimon della Pala.
DISCESA
Tolta l'imbragatura si inizia il
ritorno che in pratica nella prima parte non è altro che una
lunga traversata e già in partenza offre una doppia
possibilità infatti pochi metri sotto la vetta si trova la
segnaletica che non lascia alternativa indicando come unico
ritorno il sentiero n.649
lungo l'altipiano delle Mesules
.La
seconda possibilità consiste nel trascurare la prima
segnaletica e quindi l'evidente traccia di sentiero
proseguendo invece già dal Piz Selva,in quota,verso nord
lungo la spettacolare cresta delle Mesules "toccando" così
dapprima la vetta del Piz
Gralba (2972mt) e poi del
Piz Miara (2965mt)
dove è posto un grande crocefisso
.Dal
Piz Miara si scende
alla Forcella dei Camosci (2920mt-qui una traccia di
sentiero permette la discesa nel versante Gardena) e da qui
i segnavia bianco-rossi portano rapidamente alla
Sella Pisciadù
(2910mt) dove proseguendo a sud-est (destra) si incrocia in
basso la traccia di sentiero da percorrere optando per la
prima alternativa
.A
questo punto le due possibili varianti si unisco e si
prosegue in direzione del piano carsico della
Forcella d'Antersass
,si
incontra un paletto con ricca segnaletica
e si giunge dopo circa 1.40h alla forcella
dalla quale in effetti inizia la vera discesa
attraverso il sentiero n.647 che devia a destra rispetto al
tracciato percorso finora.Inizialmente si attraversa ancora
l'altipiano detritico delle Mesules
dove alcuni ometti di pietra fanno da guida
ma in breve ci si "immerge"
nella selvaggia Val
Lasties
che si percorre in tutta la sua lunghezza fino a raggiungere
il Pian de Sella (2053mt)
dopo circa 1.30h dalla
Forcella d'Antersass.Sotto
di noi ora vediamo la strada che porta al passo Sella dal
versante Pordoi,strada che dobbiamo
raggiungere ora in circa 40' procedendo a destra a
quest'ultimo bivio tramite sentiero n.656
oltrepassando,prima di entrare nel bosco,un simpatico
torrente.Giunti su strada asfaltata bisogna risalire 7
tornanti per riportarsi al Passo.
CONSIDERAZIONI
Varie le considerazioni che si potrebbero fare davanti ad
escursioni di tale portata.Principalmente ci teniamo a
specificare una particolarità riguardante il percorso di
ritorno.Oltre alla già citata alternativa possibile in
partenza dal Piz Selva,si può optare per un'ulteriore
variante:se si sceglie come via di ritorno il sentiero
n.649,quindi quello indicato dalla segnaletica presente poco
sotto il Piz Selva