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La Via attrezzata del Masarè percorre l'omonima cresta senza
giungere ad una cima specifica ma "tocca" il culmine di
alcuni pinnacoli rocciosi. Viene generalmente percorsa con
partenza ed arrivo al rifugio Roda di Vael. Tuttavia può
essere anche percorsa associata alla Via ferrata Roda di Vael
ed in questo caso,l'attacco
consigliato dal passo del Vajolon,può anche essere
raggiunto in tempi simili dal rifugio Fronza alle Coronelle
e Paolina. Nella relazione che segue viene descritto il
solo percorso attrezzato del Masarè con partenza da
rifugio Roda di Vael via rifugio Paolina.
PERCORSO STRADALE
Proveniendo da
Nova Levante-Bz
in direzione del passo di
passo di Costalunga,1km dopo il lago di
Carezza,si trova sulla sinistra la stazione a valle della
seggiovia Paolina che conduce all'omonimo rifugio.
AVVICINAMENTO
Dal rifugio Paolina -2125mt- si raggiunge in 40' il rifugio
Roda di Vael -2280mt- (segnavia n.539-549) passando per
il famoso monumento Christomannos (aquila di bronzo
).
Dal rifugio, una chiara segnaletica
indica la direzione per la
ferrata Masarè,in salita in direzione di un bivio presso il
quale,come indicato da una seconda segnaletica,è vivamente
consigliata la percorrenza verso destra in modo da
effettuare il percorso attrezzato in senso antiorario. In
circa 40' dal rifugio Roda di Vael si raggiungono i cavi e
quindi l'attacco della Via - 2500mt ca..
LA FERRATA
L'attacco non risulta particolarmente
verticale,anzi,il cavo,in diagonale
,aiuta
a superare alcuni facili gradoni per terminare,a
sinistra,dopo pochi metri. Alcuni passi per aggirare uno
spigolo e ritorna il cavo che,dopo un breve salto verticale
,conduce
da prima a superare alcune facili roccette
anche con
l'ausilio di una staffa metallica
,poi
alla base del primo camino entro il quale è incastonata una
scala
.
Superato il passaggio,con l'unica difficoltà eventualmente
dovuta allo zaino un pò ingombrante,si esce su una cengia
panoramica
oltre la quale,un bivio
,dà
la possibilità di salire alla vicina Torre Finestra
(arrivo dalla ferrata Roda di Vael) oppure proseguire,a
sinistra,tramite sentiero,con il percorso del Masarè. Si
raggiungono nuovamente le attrezzature,si prosegue ora per
lungo tratto con il
cavo che funge da scorrimano
interrotto qua e là da brevi passaggi più verticali senza
particolari difficoltà
e,dopo un breve sentiero,si aggira uno spigolo con un salto
roccioso
raggiungendo alcuni metri di roccette
più verticali e divertenti ed un esposto traverso
verso un secondo spigolo
.
Un'intaglio,si affronta in divertente arrampicata
,all'uscita
ci si tiene sulla destra
dove una breve cengia porta ad un secondo intaglio
,si
supera attraverso facili gradoni
e si aggira la parte superiore di un canalino,da prima
tramite un breve ma esposto traverso
e poi una comoda cengia
.
Il cavo devia all'interno di un camino piuttosto gradinato
dal quale si esce a sinistra in esposta traversata
fino ad una comoda cengia
.
Si ritorna in parete,in verticale,la roccia è molto
appigliata
si salgono alcuni metri che permettono di toccare il filo di
cresta ma subito si perde quota con il cavo che scende
nettamente alternando tratti in cengia
a
passaggi su roccette
.
Davanti a noi impera il Torrione da risalire sfruttando una
fessura/camino lungo il suo fianco destro
e nella quale già si intravedono
le attrezzature. Inizia l'avvicinamento,si risale un fessura
attrezzata con molte staffe
,ci
si tiene sul lato sinistro della stessa
,si
scende in una forcellina
,in
spaccata ci si porta sul versante opposto della forcella
e si risalgono le roccette
che in pochi metri portano alla base del lungo camino
.
I primi metri sono attrezzati solo con cavo
quindi ci si "infila" nella fessura con movimenti che lo
zaino rende impacciati
,si
utilizzano nel limite del possibile le staffe presenti e si
termina,curiosamente,all'interno della cima del Torrione che
risulta "spaccata" in due creando un suggestivo pulpito. La
fessura davanti a noi rappresenta l'uscita dal Torrione
oltre la quale il cavo prosegue da prima orizzontalmente
lungo cengia poi perde quota tramite roccette sempre ben
attrezzate
ed infine scende decisamente
in verticale. La discesa,delicata,è da effettuare con molta
cautela studiando in particolare gli appoggi dei piedi sia
naturali che artificiali
. Pur senza sottovalutarlo,questo
tratto,se fatto con attenzione,alla vista risulta più
impegnativo del dovuto. In calata,si arriva ad una sella,il
cavo prosegue a sinistra lungo breve sentiero,si scavalca un
primo salto roccioso
,si
raggiunge
un secondo salto
,un
terzo
ed aldilà dello spigolo,un comodo sentiero in cresta
raggiunge,brevemente,il culmine della Via con notevole
panorama
,in
primis,da sinistra,il Sasso Lungo,il Sella ed il gruppo
della Marmolada.
DISCESA
Alla nostra destra,il rifugio Paolina,alla sinistra il
rifugio Roda di Vael
da raggiungere con comodo sentiero in circa 30'.
CONSIDERAZIONI
Il percorso attrezzato del Masarè presenta
caratteristiche un pò anomali rispetto a molti altri
percorsi attrezzati Dolomitici in quanto alterna vari tratti
trasversali assimilabili a sentiero attrezzato ad alcuni
tratti verticali sempre ben attrezzati,da percorrere in
salita o discesa,da non sottovalutare che,a ragione,inducono a classificarla Via ferrata. Proprio le
caratteristiche di questi passaggi verticali ci portano a
consigliarne vivamente la percorrenza,con partenza dal
rifugio Roda di Vael,in senso antiorario così da renderli
più "godibili".
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