PERCORSO STRADALE
Accesso: da
Canazei-Tn
in Val di Fassa percorrere la
strada asfaltata fino al Passo e al lago Fedaia. Attraversare
il lago sulla diga e parcheggiare l’auto nei pressi della
partenza della cabinovia per Pian dei Fiacconi. Il lago Fedaia è raggiungibile dal lato orientale salendo da Malga
Ciapela.
AVVICINAMENTO
Appena scesi dalla cabinovia,prendere la
traccia in direzione ovest. Il percorso
si snoda lungo rocce montonate,attraverso dossi dalla
chiara fisiografia glaciale. Seguire gli ometti in pietra e
le tracce di vernice -segnavia n.606- fino ad aggirare uno
sperone roccioso che,perdendo circa 150mt di quota,porta in
1.00h alla base del Ghiacciaio del Vernel. Indossati i
ramponi si sale agevolmente il ghiacciaio sino alla piccola
crepaccia terminale,che si supera facilmente,dove si
incontrano le prime corde fisse.
LA FERRATA
Spogliati i ramponi e indossato il kit da
ferrata seguire il cavo di acciaio sino alla vicina Forcella
della Marmolada.Negli anni di buon innevamento è possibile
superare questo tratto stando a sinistra del cavo
metallico,salendo con i ramponi e la piccozza il breve
scivolo nevoso che porta alla forcella. Da quest’ultima si
gode di un suggestivo scorcio panoramico sulla Val Contrin e
l’omonimo rifugio. In caso di maltempo è possibile scendere
al rifugio lungo l’impervio canale attrezzato in circa
1.00h. Dalla Forcella della Marmolada la ferrata sale lungo
ripide e levigate placche di roccia. File di staffe si
alternano a brevi traversate a volte molto esposte e tratti
con corrimano che seguono il filo della cresta. Anche in
piena estate è facile che le staffe e il cavo, quando questo
corre aderente alla roccia,possano essere completamente
foderati di ghiaccio. In questo caso valutare attentamente la
situazione in quanto potreste
trovarvi in qualche punto esposto senza adeguate
protezioni
. Più
in alto,si raggiunge la cresta ovest della Marmolada
. A
destra si apre il baratro della sud,novecento metri di
placche lisce e strapiombanti che precipitano nel vuoto. Potrete in questo punto comprendere quanto coraggio e
abilità occorra per arrampicarsi fin quassù dalla parete
sud. Non è un caso se su questi strapiombi gialli si sono
cimentati solo i più forti alpinisti di ogni epoca. La via
"Ideale" di Aste o la famosa "Attraverso il pesce" con le
sue placche lisce e strapiombanti. Enormi cornici
nevose,nonostante la stagione avanzata,si proiettano nel
vuoto di alcuni metri. Meglio tenerne conto e camminare un
po’ più a sinistra. In questo punto il filo della cresta
piega decisamente a sinistra e,dopo aver aggirato un orrido
imbuto di ghiaccio e rocce rotte,termina sull’ampio nevaio
terminale. Per tracce di sentiero sulla neve o sulle rocce in
caso di scarso innevamento si raggiunge la cima,dove si
trova la caratteristica Capanna Punta Penìa. Poco più in alto
la croce di vetta,posta a 3343mt,sul tetto delle Dolomiti
. Se
avete la fortuna di imbattervi in una giornata serena,il
panorama spazia a 360 gradi su tutte le Dolomiti. Purtroppo
l’occhio cadrà pure sulla orrenda, assurda ed inutile
funivia di Punta Rocca. Chiudete gli occhi e fate finta di
niente,forse un giorno l’abbatteranno. Prendete un tè alla
capanna Marmolada in compagnia dei gracchi,che aspettano
come sempre la loro spettanza di cibo,quindi calzate i
ramponi e non spogliatevi l’imbrago.
DISCESA
Legati in cordata e piccozza alla mano si
scende lungo la facile cresta della Schena de Mul fino alla
dorsale rocciosa
. Quest’ultima
scende per 150mt con facili passaggi di I° grado
direttamente sul ghiacciaio sottostante. I passaggi possono
presentare qualche insidia in caso di neve o ghiaccio, nel
qual caso potrete fare assicurazione sfruttando i numerosi
spuntoni di roccia e alcuni pioli metallici già in loco. Il
passaggio è spesso affollato nei due sensi, quindi prestate
attenzione a non smuovere sassi (casco!). Questo tratto,per
chi non ha confidenza con la roccia, può essere considerato
il più impegnativo dell'intero giro. Le rocce terminano su
una zona di rocce rotte. Un cavo fissato in alto facilita
l'attraversamento di questo tratto che si può anche superare
traversando a destra e aggirando a monte questa
zona. Attenzione al superamento della crepaccia terminale
che, in anni con apporti nevosi scarsi, può essere molto
aperta. La discesa prosegue poi per traccia nevosa lungo il
ghiacciaio della Marmolada,fino a raggiungere il rifugio e
gli impianti di Pian dei Fiacconi dove si conclude questo
splendido anello in quota.
CONSIDERAZIONI
In questo tratto bisogna prestare la
massima attenzione ai crepacci. Sebbene non siano
insidiosissimi e numerosi,costituiscono sempre un serio
pericolo.
Per rendere sicura questa breve traversata è sufficiente
rispettare queste semplici norme:
1-Procedere
legati in cordata e in fila indiana,con i ramponi ai piedi e
la piccozza nella mano. L’alpinista più esperto dovrebbe
stare alla fine della cordata.
2-Non fate
cordate con più di tre quattro persone,lasciate tre metri di
corda tra un componente e l’altro.
3-Si avanza in
discesa col busto flesso in avanti,gambe leggermente
divaricate e semiflesse e con le punte leggermente
divaricate. Appoggiare tutta la pianta del piede,non solo
sulla punta o il tallone. Il braccio deve essere disteso
lungo il corpo e la piccozza impugnata per la testa,becca in
avanti e palmo della mano appoggiato sulla paletta. Il
puntale deve piantarsi nella neve, perciò è indicata una
piccozza relativamente lunga muovendosi solo quando è ben
piantata. Si procede piantando la piccozza e muovendo due
passi,quindi piantare di nuovo la piccozza e muovere ancora
due passi,ecc.
4-Se la neve è
molle,fate attenzione allo zoccolo di neve che facilmente si
forma sotto ai ramponi,impedendo agli stessi di fare
presa. Ogni tre quattro passi abituatevi a staccarlo
aiutandovi con il manico della picca.
5-Per nessuna
ragione deviate dalla traccia,specialmente per aggirare un
crepaccio.
6-Se il
crepaccio è stretto e i suoi bordi sono ben visibili è
meglio saltarlo piuttosto che azzardare il passaggio su
ponti di neve.
7-Se il
passaggio sui ponti di neve è necessario,fatelo uno alla
volta e velocemente, mentre il compagno vi assicura con la
piccozza. Questa raccomandazione è tanto più valida, quanto
più la temperatura è elevata.
8-In caso di
scivolata,se la corda tra un componente e l’altro è
lasca,potreste acquistare velocità. Per arrestarsi ci si deve
girare pancia sotto con la faccia al monte e con l'altra
mano impugnare il manico della piccozza. Piantare la becca
nella neve all'altezza dello sterno. Il peso la fa penetrare
nella neve rallentando la caduta; tenere le gambe divaricate
e i piedi alzati per evitare ribaltamenti. Durante la
scivolata è importante mantenersi col capo in alto.
9-Non perdete
la concentrazione e l’attenzione fino a che toccate la zona
di rocce,a questo punto potrete dire di essere fuori dai
pericoli e solo ora potete togliervi imbrago e ramponi.
Indispensabile il casco,il set da
ferrata,una corda da alpinismo,ramponi e piccozza. Portarsi
inoltre indumenti caldi, guanti pesanti,giacca
impermeabile,bevande calde e scarponi che garantiscano una
buona tenuta alla neve. Se non avete esperienza su ghiacciaio
e sull’uso di piccozza e ramponi,il consiglio è quello di
rivolgervi ad una guida alpina. In questi anni di scarso
apporto nevoso,il tratto finale su ghiacciaio è infatti
diventato abbastanza insidioso,in quanto ricco di zone
crepacciate. In caso di nebbia e di scarsa conoscenza del
percorso,può essere facile smarrire la traccia e perdersi
tra i crepacci. Vorrei inoltre segnalare una nota ad
integrazione della ferrata “Punta Penia cresta ovest
Marmolada”,che si rende necessaria a causa dell’eccezionale
situazione del ghiacciaio della Marmolada. Ho percorso
nell’Agosto 2003 il ghiacciaio fino alla vetta trovandolo
estremamente pericoloso. A causa del ridotto apporto nevoso
degli ultimi anni e del caldo eccezionale di questa
estate,si sono aperti numerosi crepacci,molto larghi e
profondi,specialmente nella zona mediana del
ghiacciaio. Questi obbligano a seguire un percorso ben
preciso ma non sempre facile da trovare,specialmente in
salita o con scarsa visibilità. A questo va aggiunto che la
crepaccia terminale,sotto alle roccette,è molto aperta e si
attraversa solo su di un ponte di neve. Si raccomanda
pertanto la massima attenzione nei tratti di ghiacciaio se
non si è in compagnia di una guida alpina. In alternativa è
sempre possibile percorrere la ferrata della cresta Ovest
sia in andata che al ritorno,evitando cosi il
ghiacciaio. Allego alcune foto a maggior chiarezza ed
integrazione della descrizione precedente.