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Tempo di percorrenza
Facile.
Tempo di percorrenza
-3.00h per la sola salita
-30' per la sola via ferrata.
Dislivello
Il dislivello totale dell'escursione è di 850 metri dei quali 180 la sola ferrata.
Punto di appoggio
Abitato di Arni
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Difficoltà tecniche 1
Esposizione 1.6
Varietà passaggi 1.2
Impegno fisico 1
Interesse paesaggistico 3.5
Numero votazioni 6
 
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Titolo
 

VIA FERRATA  RICCIARDO MALFATTI

MONTE SUMBRA

segnalataci da DAVID & RUBEN ONOFRI
 
 

PERCORSO STRADALE

L'abitato di Arni può essere raggiunto in due modi:
1) da Castelnuovo Garfagnana (principale centro della Garfagnana) per mezzo della strada provinciale che scavalca le Alpi Apuane scendendo poi in Versilia. Dopo una ventina di Km,nel cuore della
Alpi Apuane,si trova a destra il bivio che in qualche km porta ad Arni.
2) In senso inverso,salendo dalla Versilia e attraversando i paesi di Seravezza e Terrinca. Naturalmente il bivio per Arni è questa volta a sinistra oltre i paesi in questione.

AVVICINAMENTO

Si parcheggia presso la chiesa di Arni;si sale la scalinata dietro di essa che intercetta,poco sopra,il tornante di una strada secondaria che raggiunge le ultime case di Arni. Poco oltre la strada ha termine,e prima delle ultime abitazioni,si sale a destra su sentiero (segnavia n.144) tra prati e cespugli abbandonando definitivamente il paese. Si sale ripidamente per la striscia di sentiero invasa da erbe e cespugli di ginepro con la vista che si allarga verso nord alle cave di marmo in direzione di Passo Sella. Si aggira a sud la ripida parete erbosa di M.Fiocca raggiungendo poi,in salita,uno spallone discendente dalla cima stessa. Siamo al Malpasso (1425mt) dove compare,per la prima volta,la grande sagoma di M.Sumbra. Affrontiamo in lieve discesa alcune delicate roccette in lieve esposizione verso destra per poi procedere senza difficoltà,con un lungo traverso,nella bellissima faggeta del Fatonero. Nell’ombroso sottobosco guadiamo alcuni piccoli ruscelli per tornare poi,sempre in falsopiano,all’aperto tra prateria d’alta quota. In breve raggiungiamo un’esile sella con le pendici del M.Fiocca a sinistra e un’esile cima arrotondata senza nome sulla destra (quotata 1620mt nelle carte).Volgendo a sinistra siamo in breve al Passo di Fiocca (1560mt) in un panorama insolito caratterizzato da immensi lastroni di marmo che hanno ormai sostituito la vegetazione. Lasciamo il sentiero n.144 che prosegue verso Passo Sella per passare a destra sul segnavia n.145. Siamo sovrastati dalla cima di M.Sumbra che appare verticale e difficilmente rimontabile. Il sentiero è invece assai più semplice delle apparenze:rimontate alcune roccette ci portiamo sotto l’enorme parete verticale che precipita direttamente dalla cima.

LA FERRATA

Aggiriamo sulla destra gli strapiombi che ci sovrastano per poi salire gli ultimi 180mt di dislivello con la facile e breve via ferrata Ricciardo Malfatti. Comode funi metalliche d’assicurazione rimontano alcuni gradoni rocciosi e balze erbose non molto esposte. Con piede fermo e assenza di vertigini non vi sono difficoltà tecniche e in breve accediamo così alla cresta sommitale. Da qui,in 3-4 minuti,volgendo a sinistra,siamo infine sulla cima (1765m-libro di vetta-3.10h dalla partenza). Sensazionale il panorama dalla vetta sulle più alte cime delle Alpi Apuane e su un lungo tratto della costa versiliese e sul Mar Ligure. Verso oriente possiamo osservare un lungo settore del crinale appenninico Tosco Emiliano.

CONSIDERAZIONI

Si tratta forse della più semplice via ferrata delle Alpi Apuane. E' il classico itinerario per chi si addentra per la prima volta nello splendido mondo delle vie ferrate. Il tratto attrezzato richiede appena 20 minuti di cammino e l'esposizione è contenuta,tuttavia l'itinerario è in ogni caso assai meritevole in quanto consente la conquista di una bellissima cima rimasta miracolosamente incontaminata in un settore letteralmente devastato dalle cave di marmo. E' un itinerario sconsigliabile in piena estate per le eccessive temperature raggiunte; nonostante la forte nevosità delle Alpi Apuane tende invece a liberarsi relativamente presto in primavera per via dell'esposizione dell'itinerario a mezzogiorno. E' comunque sconsigliabile avventurarsi sulla via prima di aprile. Le mezze stagioni sono quindi le migliori per un itinerario semplice ma che stupisce per le sue splendide vedute dalla cima su un vasto settore del Mar Ligure.

 

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