PERCORSO STRADALE
L'abitato di Arni
può essere raggiunto in due modi:
1) da Castelnuovo Garfagnana (principale centro della
Garfagnana) per mezzo della strada provinciale che scavalca
le Alpi Apuane scendendo poi in Versilia. Dopo una ventina di
Km,nel cuore della
Alpi Apuane,si
trova a destra il bivio che in qualche km porta ad Arni.
2) In senso inverso,salendo dalla Versilia e attraversando i
paesi di Seravezza e Terrinca. Naturalmente il bivio per Arni
è questa volta a sinistra oltre i paesi in questione.
AVVICINAMENTO
Si
parcheggia presso la chiesa di
Arni;si
sale la scalinata dietro di essa che intercetta,poco
sopra,il tornante di una strada secondaria che raggiunge le
ultime case di Arni. Poco oltre la strada ha termine,e prima
delle ultime abitazioni,si sale a destra su sentiero
(segnavia n.144) tra prati e cespugli abbandonando
definitivamente il paese. Si sale ripidamente per la striscia
di sentiero invasa da erbe e cespugli di ginepro con la
vista che si allarga verso nord alle cave di marmo in
direzione di Passo Sella. Si aggira a sud la ripida parete
erbosa di M.Fiocca raggiungendo poi,in salita,uno spallone
discendente dalla cima stessa. Siamo al Malpasso (1425mt)
dove compare,per la prima volta,la grande sagoma di
M.Sumbra. Affrontiamo in lieve discesa alcune delicate
roccette in lieve esposizione verso destra per poi procedere
senza difficoltà,con un lungo traverso,nella bellissima
faggeta del Fatonero. Nell’ombroso sottobosco guadiamo alcuni
piccoli ruscelli per tornare poi,sempre in
falsopiano,all’aperto tra prateria d’alta quota. In breve
raggiungiamo un’esile sella con le pendici del
M.Fiocca a sinistra e un’esile cima arrotondata senza nome
sulla destra (quotata 1620mt nelle carte).Volgendo a
sinistra siamo in breve al Passo di Fiocca (1560mt) in un
panorama insolito caratterizzato da immensi lastroni di
marmo che hanno ormai sostituito la vegetazione. Lasciamo il
sentiero n.144 che prosegue verso Passo Sella per passare a
destra sul segnavia n.145. Siamo sovrastati dalla cima di M.Sumbra che appare verticale e difficilmente rimontabile. Il
sentiero è invece assai più semplice delle
apparenze:rimontate alcune roccette ci portiamo sotto
l’enorme parete verticale che precipita direttamente dalla
cima.
LA FERRATA
Aggiriamo
sulla destra gli strapiombi che ci sovrastano per poi salire
gli ultimi 180mt di dislivello con la facile e breve via
ferrata Ricciardo Malfatti. Comode funi metalliche
d’assicurazione rimontano alcuni gradoni rocciosi e balze
erbose non molto esposte. Con piede fermo e assenza di
vertigini non vi sono difficoltà tecniche e in breve
accediamo così alla cresta sommitale. Da qui,in 3-4
minuti,volgendo a sinistra,siamo infine sulla cima
(1765m-libro di vetta-3.10h dalla partenza). Sensazionale il
panorama dalla vetta sulle più alte cime delle Alpi Apuane e
su un lungo tratto della costa versiliese e sul Mar
Ligure. Verso oriente possiamo osservare un lungo settore del
crinale appenninico Tosco Emiliano.
CONSIDERAZIONI
Si tratta
forse della più semplice via ferrata delle Alpi Apuane. E' il
classico itinerario per chi si addentra per la prima volta
nello splendido mondo delle vie ferrate. Il tratto attrezzato
richiede appena 20 minuti di cammino e l'esposizione è
contenuta,tuttavia l'itinerario è in ogni caso assai
meritevole in quanto consente la conquista di una bellissima
cima rimasta miracolosamente incontaminata in un settore
letteralmente devastato dalle cave di marmo. E' un itinerario
sconsigliabile in piena estate per le eccessive temperature
raggiunte; nonostante la forte nevosità delle Alpi Apuane
tende invece a liberarsi relativamente presto in primavera
per via dell'esposizione dell'itinerario a mezzogiorno. E'
comunque sconsigliabile avventurarsi sulla via prima di
aprile. Le mezze stagioni sono quindi le migliori per un
itinerario semplice ma che stupisce per le sue splendide
vedute dalla cima su un vasto settore del Mar Ligure.
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