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Tempo di percorrenza
Difficile.
Tempo di percorrenza
Complessivamente 7.30-8.00h.
Dislivello
Complessivamente in salita 1480mt,idem in discesa.
Punto di appoggio

-rifugio Alpe di Tires

-rifugio Molignon

-rifugio Antermoia

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Difficoltà tecniche 3.4
Esposizione 3.7
Varietà passaggi 3.3
Impegno fisico 4
Interesse paesaggistico 4
Numero votazioni 8
 
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Titolo
 

VIA FERRATA LAURENZI


MOLIGNON

segnalataci da DANIELE ROSSINI-Luglio 2006
 
 

PERCORSO STRADALE

Dall'uscita del casello di Bolzano nord (A22),proseguire per qualche km in direzione Brennero,fino ad incrociare sulla destra la strada che porta all'Alpe di Siusi,e una volta giunti,proseguire sino a Compaccio (non fermarsi alla prima seggiovia che si incontra,ma proseguire sino alla seconda).

AVVICINAMENTO

Si parcheggia (attenzione ai divieti e restrizioni),e ci si avvia sino all'evidente stazione della seggiovia che sale a Panorama (2011mt). Dalla stazione a monte si segue il sentiero n.2,che all'inizio sale dolcemente per prati,ma s'inerpica ripidamente per sfasciumi e ghiaioni,sino alla forcella dei Denti di Terrarossa (eccezionale vista sullo Sciliar) ,e valicata,porta in breve al rifugio Alpe di Tires (2440mt-1.15h). Si segue il sentiero sulla destra,puntando verso il passo di Molignon,superando un avancorpo roccioso con qualche tratto di cavo,sino ad un bivio con segnavia,dove a sinistra sale la traccia che porta in breve all'attacco di questa via molto bella e particolare.

LA FERRATA

Ci si imbraga,ma il primo tratto di cavo finisce presto ,lasciando posto a roccette da risalire in libera (1°-2°grado) ,sino ad incontrare di nuovo il cavo. La via è un continuo saliscendi ,segue le frastagliate creste del Molignon ,ed offre una divertente arrampicata,ma bisogna prestare attenzione perchè il cavo non è sempre presente  ,in parecchi tratti,anche molto esposti,si deve "saltare"da un tratto di cavo all'altro,su fondo tutt'altro che stabile(ci sono anelli nella roccia per assicurarsi,sui traversi esposti e privi di assicurazione). Si toccano le cime del Molignon di Dentro (2779mt),del Molignon di Mezzo (2820mt),sino a raggiungere il punto più alto dell'intera escursione,il Molignon di Fuori,che con i suoi 2850mt offre una magnifica visuale sul Catinaccio e le Torri del Vajolet,sul Sassopiatto e sui vari gruppi Dolomitici che lo circondano. Dopo aver spaziato lo sguardo si riparte,ritornando qualche passo indietro,dove parte una traccia che,prima ripidamente,e poi con salti di roccia,porta all'ultimo tratto di cavo,che permette di superare un gigantesco paretone roccioso,ben appigliato tranne nei metri finali ,tutti su lisce placche. Usciti dalla via,ci si trova ad affrontare un'enorme ghiaione ,che scende sin quasi alla riva del lago di Antermoia (2495mt-2.10h-4.00h),un vallone dall'aspetto lunare,dominato dal massiccio dell'Antermoia e dalla Croda del Lago,dove,sopra ad uno sperone roccioso,si intravede il rifugio Antermoia.

DISCESA

Il ritorno meno impegnativo (come dislivello) passa dal rifugio Antermoia (2497mt),dal passo di Dona (2516mt),scendendo sino al passo delle Ciaregole (2282mt),dove una traccia (segnavia 555) permette di accorciare il cammino,tagliando la val Duron,sino a superare malga Docoldaura (2046mt),per poi risalire brevemente sino a passo Duron (2204mt),costeggiando l'albergo Dialer,e su sentiero n.7 scendere al rifugio Molignon (2053mt),ed infine proseguire sino a Panorama (2011mt).Questo percorso è lungo (4-4.30h),ma non impegnativo come dislivello,mentre la seconda alternativa,partendo dal lago d'Antermoia (2495mt),è risalire sino al passo di Antermoia (2770mt),scendere sino al passo del Principe (2600mt,omonimo rifugio,quindi scendere il vallone sottostante (2350mt,punto più basso),e risalire sino al passo del Molignon (2598mt),per ridiscendere al rifugio Alpe di Tires (2440mt),risalire sino alla forcella dei Denti di Terrarossa (2500mt),ed infine scendere sino a Panorama (2011mt).

CONSIDERAZIONI

I tempi di quest'ultimo percorso sono inferiori rispetto al primo (3.30h,con qualche sosta),ma è da affrontare solo da chi ha un'ottima resistenza,i continui saliscendi stroncano gambe e fiato,sopratutto se fà molto caldo. Via prettamente alpinistica,poco adatta ai ferratisti puri,visto che in parecchi tratti manca il cavo,il fondo è franoso e l'esposizione è spesso alta. Attenzione ai tempi di percorrenza,l'ultima corsa della seggiovia parte verso le 17.30.

 

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