AVVICINAMENTO
L’itinerario ricalca parzialmente quello percorso
nell’agosto del 1869 da Leslie Stephen nel corso della
solitaria prima salita della cima nota fino ad allora col
nome di Cima di Sora Ronz e ribattezzata dal primo salitore
Cima di Ball,in onore del grande pioniere dolomitico John
Ball.Da
San Martino di
Castrozza la
cabinovia del Colverde e la funivia della Rosetta (entrambe
recentemente rinnovate) conducono in circa mezz’ora alla
stazione a monte (2633mt) alle pendici della Rosetta,da cui
in pochi minuti di comoda discesa si raggiunge il rifugio
Pedrotti (2581mt),punto di partenza dell’itinerario e di
tante splendide escursioni nel gruppo delle Pale.Dal rifugio
si imbocca in direzione S il sentiero n.702 e,oltrepassato
dopo pochi minuti il Passo di Roda (2572mt),si comincia a
scendere per una lunga sequenza di tornanti e,con un’ultima
traversata,si raggiunge l’erboso Col delle Fede
(2278mt-1.00h).Proseguendo,si abbandona il sentiero n.702
(che scende sulla destra verso San Martino di Castrozza) per
imboccare verso sinistra il sentiero n.715 che,passando
sotto alla Pala di San Martino e sullo zoccolo della Cima
Immink,conduce fino al Passo di Ball (2443mt-45'-1.45h).In
corrispondenza della Cima Immink il sentiero è quasi tutto
su roccia viva e priva di detriti,in alcuni punti un po’
esposto ed attrezzato con cavo metallico;è possibile trovare
neve,in particolare nell’attraversamento del canalone che
separa Pala di San Martino e Cima Immink;sulla destra i
Campanili e la Cima di Val di Roda e,in fondo,il
caratteristico Campanile Pradidali e la Cima di Ball.Dal
Passo di Ball si abbandona il sentiero che,proseguendo verso
SE,scende in pochi minuti al rifugio Pradidali per imboccare
le evidenti tracce (segnavia n.714) in direzione O che,su
ghiaione e brevi tratti innevati,consentono di risalire
verso lo stretto canalone incassato tra la Cima di Ball e la
Cima di Val di Roda,fino a raggiungere l’inizio delle rocce
e degli infissi in corrispondenza di una targa metallica
(2500mt circa-15'-2.00h).
LA FERRATA
Il tratto attrezzato,che si sviluppa
prevalentemente sulla parete N della Cima di Ball,è molto
gradevole e poco faticoso,ma non banale,alternandosi tra
caminetti ed alcune belle placche lisce ma
provvidenzialmente inclinate;uno spigoletto viene inoltre
superato con l’aiuto di alcuni pioli metallici.Traversando
verso destra si raggiunge alla fine un tratto di ghiaie e
detriti addossato alla parete S della Cima di Val di Roda,e
lo si risale fino a raggiungere la Forcella Stephen
(2705mt-30'-2.30h),ariosa insellatura sulla cresta che
collega la Cima di Ball e la Cima di Val di Roda.Volendo
dare un senso escursionistico compiuto all’itinerario e
rileggere una pagina di storia dell’alpinismo dolomitico,si
consiglia vivamente l’ascensione completa della Cima di
Ball:dalla Forcella Stephen si imbocca verso sinistra l’evidente e
a tratti sottile cresta ONO,dapprima quasi pianeggiante poi
in leggera salita,seguendo tracce ed ometti di pietre che
consentono di aggirare agevolmente alcune gobbe della
cresta;uno speroncino (ometto) viene superato traversando un
paio di metri su una cornicetta con uno svelto
passaggio,facile ma in grandissima esposizione verso il
Campanile Pradidali e la sottostante Furchetta Adele.Si
raggiunge un ballatoio che domina una sottostante conca di
ghiaie e detriti,sulla parete E;abbassandosi in diagonale
verso sinistra di una decina di metri (II°
grado;consigliabile l’assicurazione a corda per la
friabilità della roccia e per il sottostante ripido e
sprofondante canalone;abbassandosi subito la roccia è più
solida) si discende nella conca,che si attraversa per
raggiungere la successiva costola che si segue verso destra
per canalini e detriti fino all’ampia cupola sommitale
(2802mt-1.00h-3.30h-libro di vetta).Le tracce di passaggio
sono quasi sempre evidenti,e ben guidate da numerosi
ometti;il panorama dalla cima è entusiasmante,e ci si illude
di poter saltare con una buona rincorsa sulle cime della
Pala di San Martino,della Cima Canali,del Sass Maor e della
Cima della Madonna.
DISCESA
Si rientra alla Forcella Stephen
ripercorrendo l’itinerario di salita (2705mt-45'-4.15h) e si
gira a sinistra scendendo fino ad una zona di rocce e
detriti sospesa sulla parete O della Cima di Ball,che si
attraversa in saliscendi (alcuni tratti attrezzati,solo un
canalino in salita di una decina di metri richiede un po’ di
impegno tecnico) fino a risalire per pochi metri lungo un
canalino terroso alla stretta Forcella delle Fede (2550mt
circa-45'-5.00h).Da qui si scende,dapprima ripidamente per
ghiaie e tratti erbosi,poi più dolcemente attraversando ampi
prati,raggiungendo con un ultimo breve tratto di leggera
salita la caratteristica e profonda Forcella del Porton
(2480mt-30'-5.30h);qui giunge anche,proveniente dal rifugio Pradidali sul versante opposto,la Ferrata del Porton.Dal
Porton,senza attraversarlo,ci si avvia in discesa (segnavia
n.739) verso la Ferrata del Velo,ma giunti rapidamente nel
punto più basso si svolta verso destra per evidenti tracce
di sentiero che portano a scendere lungo la Val de la Vecia
(segnavia n.739a);il sentiero,che percorre in discesa
prevalentemente su ghiaie l’ampio catino tra la Cima di Ball
ed il gruppo Sass Maor/Cima della Madonna,è ben marcato
quasi esclusivamente con ometti di pietre,ma può presentare
qualche difficoltà di individuazione in caso di nebbia o
maltempo.Si raggiungono quindi i primi tratti erbosi, dove
iniziano gli infissi della Ferrata de la Vecia (2050mt
circa-30'-6.00h) cavi e gradini metallici,alcuni su
paretine ben strapiombanti,conducono in breve alla
base della Val de la Vecia (1950mt
circa-30'-6.30h;attenzione ad alcuni gradini metallici
rotti). Da qui si imbocca verso N (destra) il sentiero n.721
che,costeggiando la base dei versanti O della Cima di Ball e
della Cima di Val di Roda,conduce infine a San Martino di
Castrozza proprio in corrispondenza della stazione a valle
della cabinovia Col Verde,da cui era iniziata l’escursione
(1466mt-2.30h-9.00h).Invece di scendere per la Val de la
Vecia e l’omonima ferrata,si può anche proseguire per la
Ferrata del Velo raggiungendo l’omonimo rifugio,e da qui
scendere a San Martino di Castrozza per il sentiero n.721
che,più a N,diventa comune al percorso di rientro sopra
descritto (tale soluzione comporta un aggravio pressoché
insignificante del dislivello ed un allungamento del tempo
di percorrenza di circa 1.00h).In alternativa all’itinerario
sopra descritto,che consente il rientro in giornata al punto
di partenza,è possibile anche fare capo al rifugio Pradidali:si
raggiunge in 30' circa il Passo di Ball,si seguono le
indicazioni soprariportate fino al Porton che si attraversa
per raggiungere nuovamente in circa 1.30h il punto di
partenza.
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