PERCORSO STRADALE
Da
Alba
di Canazei-Tn,a piedi o con la
funivia del Ciampac -partenze ogni 30’- si raggiunge la
stazione a monte della funivia 2060mt.Si percorre un breve
tragitto in discesa fino ad un laghetto artificiale e poi si
segue un breve sentiero che si snoda a zig zag sul ghiaione
che porta all'attacco della ferrata -2150mt-
.
LA FERRATA
I primi metri sono facili e invitanti,ma
la vera personalità di questa via non tarda a
manifestarsi.Un lungo diedro abbattuto si apre sul fianco
della montagna, ben visibile anche dal basso, aperto e
pronto a ricevere tutto quello che cade dall’alto.Come se
non bastasse le placche d'appoggio sono perennemente bagnate
dallo sgocciolio che proviene dai tetti soprastanti.Si segue
la rampa rimanendo sempre a ridosso della parete
verticale.Dopo una breve discesa si risale un tratto più
ripido che porta alla base del passaggio chiave.Per evitare
il tratto più esposto alla caduta delle pietre,i simpatici
finanzieri, hanno deciso di attrezzare una variante, molto
verticale e strapiombante,che risale per circa 100mt una
serie di camini.In verità il lavoro è ben fatto, attrezzato
con gradini metallici in tutta la sua lunghezza.L’unico
problema è nella notevole, anzi, notevolissima e spaventosa
esposizione in cui ci si viene a trovare!.Subito dopo la
parete si appoggia e si riprende a salire per brevi salti e
paretine non troppo impegnativi.Qui bisogna prestare la
massima attenzione alla caduta di sassi dalla parte
superiore della via.L'ideale sarebbe non avere nessun
alpinista troppo sopra di voi.In verità,percorrere tutta la
ferrata senza smuovere neppure un sasso è impresa veramente
ardua.Il vero rischio che si corre sul Colàc è quello di
essere mitragliati dall'artiglieria!.Un ultimo salto piu’
ripido permette di accedere al canale terminale e poi verso
sinistra si raggiunge l’intaglio della cresta terminale.Una
breve cresta conduce direttamente alla croce di vetta a
quota 2713mt
.Questa
cima,lungi dall’essere una meta storica, è comunque un bel
balcone nel cuore del massiccio della Marmolada,dalla sua
vetta, con un mirabile colpo d’occhio a 360° sulla Val di
Fassa,si possono scorgere tutte le sue cime più famose.Da
occidente a oriente,la Roda di Vael,Catinaccio,l’Antermoia,il
Larsec,i Denti di Terra Rossa,il gruppo del Sasso Lungo,con
il Sasso Piatto,la Punta Grohman e le Cinque Dita.Lo sguardo
indugia poi sui gruppi del Sella,del Boè,il Viel del Pan il
Lago Fedaia il Vernel e,infine,maestosa, con il suo versante
alpinisticamente più famoso,la sud della Marmolada che
lascia intravedere la cresta Ovest e la cupola di ghiaccio
della Punta Penia,massima elevazione delle Dolomiti.Il
fantastico giro tondo di vette prosegue con le cime di
Ombretta,il Sasso Vernale,la Cima Uomo,le creste di
Costabella con i Lastei,per terminare a sud con la Punta
Vallaccia e le cime Undici e Dodici,mi scuseranno i monti
non nominati,ma sono andato a memoria.
DISCESA
Dalla cima si scende per roccette un ripido canale
attrezzato,per poi passare sul versante est che,sempre per
canali scoscesi,conduce in modo vertiginoso e rapido, vista
l’inclinazione,fino alla base della strapiombante parete est
del Colàc.Da questo versante,che è quello che si
osserva risalendo la Val Contrin,il Colàc acquista tutto il
fascino delle più nominate pareti dolomitiche.A questo punto
si hanno tre possibilità: seguire il sentiero che porta alla
Forcia Neigra (dal colore delle rocce di origine eruttiva) e
da qui o scendere al Ciampac lungo la valle soprastante le
piste da sci,oppure traversare i pendii erbosi sotto la
Croda Nera e il Sasso di Rocca per raggiungere il Passo
S.Nicolò e quindi la Val Contrin.Questo itinerario è molto
lungo ma remunerativo dal punto di vista paesaggistico e
“gastronomico”.Si passa infatti per la malga Contrin dove si
puo degustare una ricca varietà di torte e yogurt fatti sul
posto.Terza e più rapida possibilità,gettarsi a capofitto
nel ghiaione che sovrasta la sottostante Val Contrin,per
sbucare,500mt più sotto,sul sentiero che si ricongiunge alla
strada che scende dalla malga Contrin e dal rifugio omonimo
che porta ad Alba.