PERCORSO STRADALE
Dal
paese di
Cencenighe-Agordino,si sale alla frazione Bastiani
(971mt),arrivando ad un piccolo parcheggio (5/6 posti
auto),a lato del quale parte il sentiero n.562 (con
indicazioni via ferrata).
AVVICINAMENTO
Dopo un breve tratto su mulattiera si
entra nel bosco,dove un ripido sentiero fa guadagnare quota
in fretta,e uscendo in un ambiente semiselvaggio,ci troviamo
a superare un'insidioso tratto,con qualche spezzone di cavo
nei punti più franosi,che ci porta in circa 1.00h
all'attacco del primo tratto di ferrata
-1300mt ca.-.
LA FERRATA
La via si può suddividere in 4 parti,dato
che è intervallata da tratti più o meno lunghi di
sentiero,anch'esso molto ripido e franoso. L'inizio fa subito
capire di che pasta è fatta questa via,le difficoltà sono in
crescendo (grado III+),e il tutto è appesantito dalla
lunghezza del percorso,dove esposizione e verticalità sono
al top (si sale quasi a picco sul paese di Cencenighe). Si
supera un'avancorpo coperto da ciuffi d'erba e
mughi,intervallando tratti verticali su placche
ed esposti traversi
,a
tratti più arrampicabili,sino ad uscire,dopo circa 30'
(1.30h) su una cengia,dove un lungo tratto di ripido sentiero
ci porta,in 30' (2.00h) all'attacco del secondo tratto,il
meno impegnativo dei 4,essendo più gradinato
e appigliato,il quale in altri 30' (2.30h) porta
all'uscita
,dove
con un breve sentiero arriviamo all'attacco del terzo tratto
di ferrata. Qui le difficoltà aumentano con l'aumentare della
quota,e dopo una serie di lisce ed esposte placche
,si
affronta uno spigolo in massima esposizione (foto),dove
servono destrezza e forza di braccia,essendo gli appigli
molto difficili da trovare. Si comincia ad intravedere la
cima della Palazza Alta,anche se la ferrata riserva ancora
lunghi ed impegnativi tratti e la stanchezza si fa
sentire. Una serie di ripide pareti a picco
,porta
a superare un'avancorpo
,e
dopo una serie di placche,si giunge all'uscita del terzo e
difficile tratto
. Un
breve sentiero ci porta ad un masso,dove si hanno 2
possibilità,in funzione dell'energia residua:a destra la via
meno impegnativa per la cima,mentre proseguendo sul sentiero
si arriva alla base dell'ultimo e più impegnativo tratto
della ferrata,un concentrato di difficoltà,visto anche in
funzione della stanchezza. Un traverso su liscia roccia
,porta
su di uno spigolo
,superato
il quale si arriva alla base di un difficile quanto
impegnativo diedro
,quindi
qualche ultima parete finale
porta finalmente in cima (2255mt),dopo 4,30h dalla
partenza (soste incluse). La visuale spazia dalla maestosa Moiazza al Civetta,con in primo piano le torri Venezia e
Trieste,e già questo ripaga dalla fatica della salita.
DISCESA
Per la discesa,dalla cima si seguono le
indicazioni per il rifugio Vazzoler e giunti ad un bivio si
hanno 2 possibilità: la prima è di ritornare a Bastiani
seguendo l'indicazione "I SECH" (indicazione già incontrata
in salita,dopo il primo tratto di ferrata,che permetteva la
salita alla cima per la via normale),oppure si continua per
il rifugio Vazzoler,passando un tratto di sentiero tra i
mughi e,dopo 1.00h ca. (5.30h) si arriva in vista di malga Favretti
(1827mt),e deviando a destra,in 45' (6.15h) al
rifugio Vazzoler. Dal rifugio si può proseguire per
carrareccia (n.555),che agevolmente porta in poco più di
1.00h a Capanna Trieste,ma se si vuole accorciare la discesa
si può prendere la scorciatoia,che parte dietro al rifugio
(cartello Costa Baga),la quale più ripidamente,ma in 45' ca.
(7.00h) porta a ricongiungersi,dopo aver guadato un
torrente,con la carrareccia,poco prima della capanna
Trieste. Se si sceglie questa via di ritorno,un poco più
lunga ma sicuramente più appagante,è opportuno lasciare un
mezzo alla capanna,con il quale si superano i 4km di
stretta ma asfaltata strada,che giunge a Listolade. Da li si
ritorna a Cencenighe e quindi a Bastiani.
TORNA MENU' RELAZIONI
|