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Salita :
- fino al bivacco Reali
3.30/4.00h ca.
- dal bivacco alla vetta della Croda
Granda (opzionale) 1.30h
Discesa:
- sentiero Vani
Alti 3.15/3.30h
- sentiero Scalette
4.30h
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Salita:
- da malga Canali al bivacco Reali
1.300mt ca.
- dal bivacco alla vetta
200mt
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-rifugio Treviso
-bivacco Reali
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| Difficoltà tecniche |
2.7 |
| Esposizione |
2.1 |
| Varietà passaggi |
3 |
| Impegno fisico |
3.4 |
| Interesse paesaggistico |
4.2 |
| Numero votazioni |
23 |
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VIA
FERRATA
FIAMME GIALLE
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CRODA GRANDA
segnalataci da MICHELE MARTIN &
MAURIZIO CELLI-Settembre 2011
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PERCORSO STRADALE
Da
Fiera
di Primiero-Tn
si imbocca la strada che porta verso il passo Cereda. Dopo
pochi chilometri si gira a sinistra seguendo la strada che
percorre la Val Canali. La si percorre tutta fino al punto
in cui finisce, in prossimità della Malga Canali (parcheggio
sul lato destro della strada).
AVVICINAMENTO
Dal parcheggio presso Malga Canali
-1330mt- si segue la larga sterrata
ignorando la prima deviazione a destra (Troi dei Todeschi -
che porta sì al rifugio ma per via più ripida nel bosco e
poi in falsopiano) e con segnavia n.707
attraversare il largo greto. Il sentiero segue dapprima il
rio sulla destra per poi salire con diversi veloci tornanti
nel fitto del bosco fino al rifugio (1630mt
- 45’/1.00h).Dal
rifugio seguire il sentiero numero n.707
verso nord inizialmente nel bosco in falsopiano poi in
leggera ascesa. Si esce dalle ultime macchie alzandosi
costantemente sulla fiancata d estra
sotto la Pala del rifugio.
Si superano greti e ghiaioni fin sotto una spalla rocciosa
con mughi, che si sormonta ripidamente contornandola sulla
destra. Oltre si intravvedono già i
due valloni paralleli obiettivi del percorso. Ancora in
salita su comoda traccia a passare l’indicazione del
sentiero che scende dal vallone Vani Alti -1960mt-
fino a portarsi al successivo bivio del Vallon
del Coro poco oltre (2040mt - 50’/1.00h
dal rifugio - 2.00h ca.
dal parcheggio). Si approccia il
vallone,al centro,faticosamente,su
strette e ripide serpentine
con ghiaie e sfasciumi
ma con buon passo, seguendo il sentiero
sempre ben segnalato e marcato. Prima del suo culmine si
devia a sinistra sormontando alcune balze rocciose giungendo
ad un pianoro erboso con grossi massi a pochi metri dalla
visibile targa dell’attacco (2350mt -
50’/1.00h - 3.00h
ca. dal parcheggio).
LA FERRATA
Il tracciato presenta ora attrezzature
rinnovate e ben disposte e, al mattino, rimane nell’ombra
fino al suo termine presso la stretta forcella del Marmor.
Si attacca un comodo traverso a sinistra
portandosi a destra del largo colatoio dove salgono le funi
spesso in esposizione
.
Si risale una prima parete con divertente arrampicata

e brevi traversi. Dopo un’ altro traverso a sinistra ci si
trova alla base di una non brevissima parete verticale
ben gradinata, lungo la quale alcune staffe possono
agevolare alcuni passi .
Al suo termine si aggira uno spigolo panoramico
e si accede ad un più stretto ma meno ripido colatoio
in vista ormai dell’intaglio della forcella di termine
ferrata. Si aggira sulla destra il colatoio a portarsi sotto
gli ultimi metri di uno stretto camino
che velocemente si arrampica fin sotto la stretta e
panoramica forcella del Marmor-2600mt.
Seguire i segnavia sulla destra che in modesta salita
risalgono comode balze rocciose
in direzione Corda Grande, fino ad
affacciarsi sul piano dove si trova il biv. Reali
(2650mt -
1.00/1.15h
dall’attacco -
4.00h ca.
dal parcheggio). Dal bivacco
scendere su roccette in direzione Croda Grande
per una ottantina di metri verso l’intaglio
di forcella Sprit,non ancora visibile dal bivacco. Dalla
forcella si va oltre lungo l’evidente traccia diagonale che
taglia tutta la base del contrafforte sotto la parete ovest.
In costante salita si passa una cascatella e dopo pochi
minuti ci si alza su roccette più marcate
.
Si devia ora a sinistra lungo una cengia solo per pochi
passi esposta ma solida ed inclinata fino alla base
dell’ultimo ghiaione del quale si seguono le evidenti
tracce, con solo gli ultimi metri faticosi ed instabili,
mettendo piede sulla stretta forcella
. Ora a sinistra seguendo sbiaditi segnavia
verdi poco al di sotto del filo di cresta lungo cengette
, salti di roccia e ghiaie, su buone tracce
mai oltre alcuni passi di I°+. Dopo una
prima visione sul sottostante pianoro del bivacco si ritorna
sulle ghiaie fino alla croce della cima. Immensa visione
sulle Pale di San Martino (2849mt - 50’/1.00h dal
bivacco Reali)
.
Si ridiscende per la stessa via oppure si
prosegue facilmente a nord toccando due cime secondarie,
quindi a destra verso un piccolo laghetto
e su evidente comoda traccia alla forcella e
quindi rientro al bivacco Reali (2650mt
- 30'/40’
dalla cima).
DISCESA
Dal bivacco ci si alza lentamente per
pochi metri verso SO seguendo i pochi segnavia su sassi
(attenzione in caso di neve o nebbia) poco al di sotto delle
cime sulla nostra destra. Si sormonta un modesto spigolo e
si scende leggermente verso un ampio circo
sul quale, su
più accentuata pendenza, si tiene un ampio giro sulla destra
verso l’ormai visibile tabella del bivio per le Scalette
(sinistra) ed i Vani Alti (destra)
-2530mt-
. Da questo punto è
possibile rientrare al
rifugio Treviso e al parcheggio sia
per il sentiero delle Scalette che per il sentiero dei Vani
Alti. Il primo è più lungo e più faticoso (almeno un’ora in
più con un ulteriore breve tratto in salita) ma più facile,
benché presenti comunque alcuni passaggi di I grado. Il
sentiero dei Vani Alti costituisce un tragitto più breve ma
più difficile. Si tratta infatti di un percorso a carattere
alpinistico,con tratti in marcata esposizione e nessuna
attrezzatura fissa. Sono tuttavia presenti, su tutto il
tragitto, diversi fittoni nei quali fare scorrere una corda
per effettuare la discesa in sicurezza. Nella presente
relazione descriviamo la discesa per il sentiero dei Vani
Alti. Dal bivio si scende ora
ripidamente su canalini e roccette
costeggiando la base delle Cime Vani Alti
fino al primo grosso anello sulla roccia. Inizia qui la
sequenza regolare di anelli ben fissati della parte più
delicata della discesa: dopo una svolta a sinistra appare
ora evidente la stretta cengia quasi sempre alquanto esposta,ora sulla nostra destra,peraltro sempre ben appigliata
.
Il fondo è ben scalinato ma alcuni passi con ghiaino o su
corte placche obbligano ad un incedere attento
.
Contando sempre su ottimi appigli si termina la prima parte
ad uno stretto ma comodo tornante dopo il quale si procede a
destra. Pochi passi e la cengia diventa più comoda e poco
meno esposta con alcuni salti su roccia da arrampicare in
discesa
.
Oltre questi torna ad essere stretta e lineare fino al punto
più basso poco sopra le ghiaie, una decina di metri esposti
e con pochi appoggi; l’incedere è ora più tecnico e gli
anelli possono essere sfruttati per assicurare il
superamento dell’ultimo spigolo
.
Oltre questo,uno stretto ed instabile canalone di ghiaie
porta con ripida e delicata (terreno
instabile) discesa
in un punto spesso deposito di neve fino ad inizio stagione.
Si taglia il canale sul nevaio o su ghiaie e costole
faticose fino al normale sentiero che faticosamente e
lungamente discende tutto il vallone Vani Alti
fino al
bivio toccato in mattinata. Da qui al rifugio
Treviso è solo
l’ultima fatica (1630mt
-
2.30/2.45h dal bivacco
Reali). Per il percorso dell’andata infine scendiamo
comodamente dal rifugio al parcheggio presso Malga Canali
(40’ ca.
dal rifugio Treviso
-
7.30/8.00h
dall’inizio
dell’escursione).
CONSIDERAZIONI
Escursione lunga e molto bella in una
parte delle Pale di San Martino non molto frequentata. La
sola ferrata può considerarsi di difficoltà media o
medio-alta. La lunghezza dell’intero percorso e il notevole
dislivello rendono certamente la via delle Fiamme Gialle un
itinerario difficile e da affrontare in buon condizioni
fisiche, specie se si vuole anche salire in cima alla Croda
Granda. Fare molta attenzione nel caso in cui si decida di
scendere per il sentiero dei Vani Alti. Si tratta infatti,come già detto, di un itinerario alpinistico da affrontare
con le dovute cautele e con l’attrezzatura necessaria.
Benché più lunga e faticosa, la discesa per il sentiero
delle Scalette (non descritta nella presente relazione) è da
preferire nel caso in cui non si abbia la dovuta
dimestichezza con i rudimenti dell’alpinismo.
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