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Tempo di percorrenza

Difficile con esposizione e verticalità costanti.

Tempo di percorrenza

-1.30/2.00h al Corno Rat

-1.00h la discesa.

Dislivello
Complessivamente in salita 620mt ca.
Punto di appoggio

-rifugio SEV solo se si prosegue per il Corno Orientale

-ristoro San Tomaso

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Difficoltà tecniche 3.6
Esposizione 4
Varietà passaggi 2.9
Impegno fisico 3.1
Interesse paesaggistico 2.3
Numero votazioni 22
 
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Titolo
 

VIA FERRATA 30° OSA

CORNO RAT
BY- VIEFERRATE.IT-Ottobre 2007
 
 

AVVICINAMENTO

Dalla frazione Belvedere di Valmadrera (290mt-scarsa possibilità di parcheggio) si segue la bella strada con fondo a ciottoli per S.Tomaso (frecce segnavia ) e,dopo circa 25' (segnavia n.5),sovrastati dal Corno Rat presso la fonte "Treminola" la si lascia per prendere a destra un sentiero che si stacca nei pressi di un pannello con vie d'arrampicata al Corno Rat.Guadato un torrente,si perviene ad un bivio ove si prende la traccia che sale a sinistra,breve ma ripida,nel bosco (freccia segnavia per l'itinerario attrezzato ),pervenendo così dopo circa 40' dall'auto all'attacco della ferrata (741mt).

LA FERRATA

La prima sezione sale il Sasso OSA ed è subito impegnativa nei primissimi metri    per la carenza di appoggi naturali ed artificiali.Poi qualche placchetta per i piedi aiuta la progressione che rimane comunque impegnativa .In verticale si raggiunge la parte alta di questo primo tratto rappresentata da un breve ma esposto spigolo superando così questi primi 30mt (tratto più impegnativo della ferrata con sviluppo di 45mt).Si esce così in cima al Sasso OSA lungo un sentierino che porta in salita a sinistra alla parete del Corno Rat (784mt).Questo secondo tratto (ca.100mt) è un po' meno impegnativo del precedente in quanto presenti varie staffe metalliche ma mantiene in parte lo stesso grado di esposizione e verticalità.Si inizia con una bella parete liscia da superare inizialmente in diagonale verso destra poi in verticale con l'ausilio di alcune di placchette per i piedi ,dopo alcuni metri si raggiunge un pulpito panoramico alla base di un secondo tratto molto esposto.L'inizio ha buoni appoggi per i piedi mentre nel proseguo si affronta una placca assolutamente  verticale dove le tante staffe metalliche inserite risultano effettivamente indispensabili ;si termina l'estrema verticalità aggirando a sinistra lo spigolo finale ,in spaccata,alla base di una nuova salita verticale dove nonostante la roccia abbastanza gradinata l'impegno rimane comunque sostenuto con un primo passaggio all'interno di una fessura ed un secondo attraverso un breve camino per raggiungere un nuovo pulpito panoramico che invita anche ad una breve sosta.Si riparte subito in verticale,caratteristica praticamente costante dell'intera via,con roccia che alterna tratti più gradinati ad altri decisamente più levigati ,l'impegno è costante ed i passaggi pur non essendo estremamente difficili non risultano comunque mai banali fino alle roccette finali del tratto che,anche tramite un ripido sentiero nel bosco,portano all'attacco dell'ultimo tratto rappresentato da una parete (ca.15mt) esposta ed inclinata che risulta ben arrampicabile nella prima metà mentre la seconda richiede sicuramente un maggior utilizzo delle attrezzature oltretutto rappresentate unicamente da cavo-catena senza la presenza di alcun appoggio metallico .Eccoci al terrazzo finale sulla cima del Corno Rat (905mt).

DISCESA

Dalla cima si scende mantenendo inizialmente la sinistra e seguendo l'evidente traccia nel bosco (segnavia n.8) in rapida discesa verso i prati per incontrare la segnaletica iniziale.

CONSIDERAZIONI

Si può scegliere,in alternativa,di proseguire per la seconda parte dell'itinerario attrezzato.Dalla vetta del Corno Rat si evita la discesa a sinistra per proseguire diritto risalendo il crestone boscoso per sentiero incontrando due paretine attrezzate con catene,sino a giungere ad una zona più aperta al cospetto dell'anticima del Corno Orientale di Canzo.La si vince grazie ad un tratto attrezzato con catene e placchette (esposto) e si esce su sentiero,raggiungendo in breve la cima del Corno Orientale di Canzo (1232mt).Con comodo sentiero si può scendere al rifugio SEV passando sotto la parete NE del Corno Centrale.Dal rifugio si torna a S.Tomaso seguendo il sentiero n.7 e poi il n.5.Oppure,giunti alla sella tra Corno Orientale e Centrale,si prende il sentiero n.8 ripercorrendo il crestone fino al Corno Rat e quindi scendendo a S.Tomaso.

"In questi due decenni di esistenza,all'itinerario sono state dedicate molte ore di manutenzione e pulizia,ultimamente è stato anche sostituito tutto il cavo metallico con uno di diametro maggiore avente l'anima in corda,per rendere più dinamica,per quanto possibile,la caduta.Sempre nell'ottica di migliorare la sicurezza,sono stati aggiunti diversi freni sullo stesso cavo,e si stanno anche sperimentando alcuni ultimi ritrovati in materia di "ferrata".Oltre ai numerosissimi ripetitori, anche molti giovani del nostro Corso di Escursionismo l'hanno avuta come meta in una delle loro uscite,e da una dozzina di anni a questa parte,la squadra di Valmadrera del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino la usa per organizzare una simpatica fiaccolata nella notte dell'antivigilia di Natale.In conclusione,tutti gli amanti della montagna hanno la possibilità di cimentarsi in un'arrampicata non troppo impegnativa,remunerativa e in sicurezza,se si rispetteranno tutte quelle norme che il buon senso ci detta:casco,e "set da ferrata" sempre,per non rovinare quella che potrebbe essere una bella giornata."

Tratto dal libro stampato per il 50° di fondazione OSA Valmadrera.

 

 


 
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