AVVICINAMENTO
Dalla frazione
Belvedere di Valmadrera
(290mt-scarsa possibilità di parcheggio) si segue la
bella strada con fondo a ciottoli per S.Tomaso (frecce
segnavia
)
e,dopo circa 25' (segnavia n.5),sovrastati dal Corno Rat
presso la fonte "Treminola" la si lascia per prendere a
destra un sentiero
che si stacca nei pressi di un pannello con vie
d'arrampicata
al Corno Rat.Guadato un torrente,si perviene ad un bivio ove
si prende la traccia che sale a sinistra,breve ma ripida,nel
bosco (freccia segnavia per l'itinerario attrezzato
),pervenendo
così dopo circa 40' dall'auto all'attacco della ferrata
(741mt).
LA FERRATA
La prima sezione sale il Sasso OSA ed è subito impegnativa
nei primissimi metri
per la carenza di appoggi naturali ed artificiali.Poi
qualche placchetta per i piedi
aiuta la progressione che rimane comunque impegnativa
.In
verticale
si raggiunge la parte alta di questo primo tratto
rappresentata da un breve ma esposto spigolo
superando così questi primi 30mt (tratto più impegnativo
della ferrata con sviluppo di 45mt).Si esce così in cima al
Sasso OSA lungo un sentierino
che porta in salita a sinistra alla parete del Corno Rat
(784mt).Questo secondo tratto (ca.100mt) è un po' meno
impegnativo del precedente in quanto presenti varie staffe
metalliche ma mantiene in parte lo stesso grado di
esposizione e verticalità.Si inizia con una
bella parete liscia da superare inizialmente in diagonale
verso destra
poi in verticale con l'ausilio di alcune di placchette per i
piedi
,dopo
alcuni metri si raggiunge un pulpito panoramico alla base di
un secondo tratto molto esposto.L'inizio ha buoni appoggi
per i piedi
mentre nel proseguo si affronta una placca assolutamente
verticale dove le tante staffe metalliche inserite risultano
effettivamente indispensabili
;si
termina l'estrema verticalità aggirando a sinistra lo
spigolo finale
,in
spaccata,alla base di una nuova salita verticale dove
nonostante la roccia abbastanza gradinata l'impegno rimane
comunque sostenuto
con un primo passaggio all'interno di una fessura
ed un secondo attraverso un breve camino
per raggiungere un nuovo pulpito panoramico
che invita anche ad una breve sosta.Si riparte subito in
verticale,caratteristica praticamente costante
dell'intera via,con roccia che alterna tratti più gradinati
ad altri decisamente più levigati
,l'impegno
è costante ed i passaggi pur non essendo estremamente
difficili non risultano comunque mai banali fino alle
roccette finali del tratto
che,anche tramite un ripido sentiero nel bosco,portano
all'attacco dell'ultimo tratto rappresentato da una parete
(ca.15mt) esposta ed inclinata che risulta ben arrampicabile
nella prima metà mentre la seconda richiede sicuramente un
maggior utilizzo delle attrezzature oltretutto rappresentate
unicamente da cavo-catena senza la presenza di alcun
appoggio metallico
.Eccoci
al terrazzo finale
sulla cima del Corno Rat (905mt).
DISCESA
Dalla cima si scende mantenendo inizialmente la sinistra
e seguendo l'evidente traccia nel bosco (segnavia n.8) in
rapida discesa verso i prati per incontrare la segnaletica
iniziale.
CONSIDERAZIONI
Si può scegliere,in alternativa,di proseguire per la seconda
parte dell'itinerario attrezzato.Dalla vetta del Corno Rat
si evita la discesa a sinistra per proseguire diritto
risalendo il crestone boscoso per sentiero incontrando due
paretine attrezzate con catene,sino a giungere ad una zona
più aperta al cospetto dell'anticima del Corno Orientale di
Canzo.La si vince grazie ad un tratto attrezzato con catene
e placchette (esposto)
e si esce su
sentiero,raggiungendo in breve la cima del Corno Orientale
di Canzo (1232mt).Con comodo sentiero si può scendere al
rifugio SEV passando sotto la parete NE del Corno
Centrale.Dal rifugio si torna a S.Tomaso seguendo il
sentiero n.7 e poi il n.5.Oppure,giunti alla sella tra Corno
Orientale e Centrale,si prende il sentiero n.8 ripercorrendo
il crestone fino al Corno Rat e quindi scendendo a S.Tomaso.
"In questi due decenni di esistenza,all'itinerario sono
state dedicate molte ore di manutenzione e
pulizia,ultimamente è stato anche sostituito tutto il cavo
metallico con uno di diametro maggiore avente l'anima in
corda,per rendere più dinamica,per quanto possibile,la
caduta.Sempre nell'ottica di migliorare la sicurezza,sono
stati aggiunti diversi freni sullo stesso cavo,e si stanno
anche sperimentando alcuni ultimi ritrovati in materia di
"ferrata".Oltre ai numerosissimi ripetitori, anche molti
giovani del nostro Corso di Escursionismo l'hanno avuta come
meta in una delle loro uscite,e da una dozzina di anni a
questa parte,la squadra di Valmadrera del Corpo Nazionale
del Soccorso Alpino la usa per organizzare una simpatica
fiaccolata nella notte dell'antivigilia di Natale.In
conclusione,tutti gli amanti della montagna hanno la
possibilità di cimentarsi in un'arrampicata non troppo
impegnativa,remunerativa e in sicurezza,se si rispetteranno
tutte quelle norme che il buon senso ci detta:casco,e "set
da ferrata" sempre,per non rovinare quella che potrebbe
essere una bella giornata."
Tratto dal libro stampato per il 50° di fondazione OSA
Valmadrera.