PERCORSO STRADALE
Da
Cortina d'Ampezzo-Bl si sale verso il
passo Falzarego.Poco prima del passo si parcheggia l'auto
presso il bar da Strobel posto di fronte al rifugio Col
Gallina (2.050mt).
AVVICINAMENTO
In fondo al parcheggio del bar si imbocca
un sentiero che sale a zig zag in mezzo ad alberi e mughi
(cartello segnaletico indicante Col dei Bos) e che,in un
quarto d'ora, porta ripidamente alla strada militare che
passa sotto le pareti rocciose delle torri del Falzarego. Si
segue la strada militare verso destra fino ad arrivare ai
resti di postazioni della prima guerra mondiale. Di fronte si
erge la parete sud-ovest del Col dei Bos
. In
corrispondenza di un muretto di pietra (bollino rosso
segnaletico
parte un sentierino
che, in pochissimo tempo, porta all'attacco della ferrata
(circa 30 minuti dal bar Strobel). Fare attenzione a non
imboccare l'evidente traccia di sentiero posta più a
sinistra e che costituisce la via di discesa .
LA FERRATA
La via ferrata percorre la parete
meridionale della Piramide del Col dei Bos ed è costituita
esclusivamente da corde,con l'aggiunta di pochissime staffe
poste nei punti più critici. Il percorso, tuttavia,è molto
logico e le difficoltà non sono eccessive. Visti da sotto, i
primi metri della ferrata incutono un certo timore
. In realtà,pur essendo l'inizio il tratto più
impegnativo di tutta la via,la difficoltà,comunque
sostenuta,è minore di quello che pur sembrare. Si comincia
subito verticalmente lungo un diedro con pochi appigli
naturali
per affrontare il quale è
necessario sfruttare bene la corda. Al termine del diedro un
tratto in spaccata sulla destra porta in prossimità di una
fessura nella roccia. Il cavo sale a sinistra della
fessura. Una staffa posta all'inizio risulta essere molto
utile nel percorrere questo tratto (punto chiave della
ferrata) che viene superato prevalentemente facendo forza
con le braccia
. Al termine,un'ampia e
facile cengia sulla sinistra ci porta ad una paretina di un
paio di metri da affrontare in aderenza
. Successivamente
si sale per tratti più facili, dove la corda serve per lo
più come corrimano,fino ad un'altra parete piuttosto
impegnativa
. Al
termine della parete ci attende un traverso sulla destra
molto esposto. Da qui inizia la seconda parte della
via,costituita da pezzi di sentiero ottimamente attrezzati
con cavo
intervallati da punti un pò
più tecnici
. Questo è il tratto
decisamente più facile di tutto il percorso e finisce con
una breve cresta in discesa, al termine della quale esiste
una via di fuga (attenzione: corde in pessimo stato) che
permette di evitare l'ultimo tratto della ferrata costituito
da una parete alta una ventina di metri. La parete è
abbastanza esposta
ma ricca di appigli naturali e,fatta eccezione per un tratto
un po' più liscio e bagnato posto a pochi metri dalla
fine,affrontabile senza particolari problemi
. Una volta
terminata la parete si è anche alla fine della via ferrata
(circa 2.15h dall'attacco),la quale sbuca su un prato
(2.500mt di altitudine ca.). Da qui la vista verso le più
belle cime delle Dolomiti Ampezzane è veramente affascinante
.
DISCESA
Dalla fine della via un'evidente traccia
ci conduce verso sinistra ad una forcella. Da qui il sentiero
scende nel canalone posto tra il Col dei Bos e le Torri del
Falzarego e,piuttosto ripidamente, riporta ai resti delle
postazioni militari nei pressi delle quali si trova
l'attacco della ferrata (45 minuti circa dalla fine della
via).Seguendo poi lo stesso percorso dell'andata si ritorna
al parcheggio (un'ora circa dalla fine della ferrata).
CONSIDERAZIONI
La ferrata militare al Col dei Bos è
stata costruita nel 2007 dagli alpini i quali utilizzano
questa via come percorso di allenamento. Ancora,ufficialmente
(2008),non ha un nome e viene chiamata semplicemente "Via
ferrata militare al Col dei Bos".Non è da escludere che in
futuro venga battezzata diversamente. Questa via,nel momento
della scrittura della presente relazione,non è nemmeno
inserita nelle cartine topografiche della zona e i cartelli
posti all'inizio del percorso indicano semplicemente "Col
dei Bos" senza fare riferimento alla ferrata. In ogni caso
si riesce a trovare facilmente. La via è,complessivamente, di
media difficoltà. Il tratto più difficile è costituito, senza
dubbio,dai primi 20 metri superati i quali non ci sono punti
particolarmente ostici, anche se diversi passaggi successivi
non sono affatto banali. Questo percorso è ottimamente
combinabile con la vicina galleria del Lagazuoi e,per un
giro di due giorni, con la più impegnativa ferrata Tomaselli.