PERCORSO STRADALE
Da
Menaggio-Co
si segue la statale della Val Solda (Porlezza-Lugano) per
circa 1km; al primo bivio si volge a destra seguendo le
indicazioni per Plesio. Da qui si prosegue lambendo lo
stabilimento di produzione dell'acqua minerale Chiarella per
giungere, poco dopo, alle bella frazione di
Breglia annidata in una splendida conca prativa
(circa 3 Km dal bivio). Poco prima della chiesa del paese
(cartello indicatore),una stradicciola asfaltata sale verso
sinistra raggiungendo,dopo circa 3Km,le case dei Monti di Breglia 996mt; la carrareccia prosegue ora,
accidentata,stretta e poi non più asfaltata,ad un tornante
c'è il parcheggio ove è opportuno lasciare l'auto.
AVVICINAMENTO
Si prende, allora, a
sinistra sulla mulattiera che dopo aver lambito di nuovo la
strada presso un tornante continua fra spazi erbosi e rado
bosco di betulle. A quota 1120mt,presso una zona di
rimboschimento cintata,il percorso si divide. Seguendo una
delle due diramazioni,si giunge al rifugio. A nostro parere
è più consigliabile il percorso alto, quello di destra,che è
assai più panoramico. Si sale ancora lungamente con parecchi
tornanti finché ha inizio un lunghissimo tratto a mezza
costa che,dopo aver traversato la Val Pessina,raggiunge il
panoramico dosso erboso dove sorge il rifugio già visibile
da lontano. Dal rifugio 1383mt- si prende il sentiero
(cartelli indicatori) che in piano punta verso Sud-ovest
raggiungendo la base dei denti di Grona,la serie di torrioni
calcarei che formano lo sperone Sud-est del monte.
Traversato lo sbocco del canalone detritico percorso dal
sentiero della "Direttissima" si raggiunge la base dello
sperone dove, presso una pianta,si trova la partenza della
ferrata (targa indicatrice).
LA FERRATA
La via si sviluppa
lungo tre torrioni -Denti-,seguendone per lo più il filo di
cresta. L'inizio è subito verticale,ma i lavori di
ristrutturazione hanno addolcito molte difficoltà,anche con
l'aggiunta di molte staffe per i piedi (prima assenti). Poi
si prosegue più agevolmente e raggiunta la vetta della prima
torre la via piega a sinistra sino ad un settore di rocce
adagiate che si risalgono per poi deviare nuovamente a
sinistra. Si riprende a salire superando uno speroncino
arrotondato per poi arrivare all'intaglio posto alla base
della "seconda torre",dove si incontra una prima uscita
verso il sentiero della "Direttissima". Si scala il
torrione,dapprima verso destra,poi a sinistra, lungo uno speroncino,cui seguono placche in aderenza e tratti di
salita divertente e panoramica. Poco oltre,roccette adagiate
portano alla base della "terza torre" (ove è presente una
seconda uscita dalla ferrata verso il sentiero della
direttissima). Questo torrione è il più lungo ed esposto, si
inizia con il tratto più impegnativo di tutta la ferrata a
causa di una difficile placca rocciosa,una serie di staffe
per i piedi risultano quasi indispensabili per la
progressione; al termine della placca il tracciato piega
bruscamente verso sinistra,dove si trova un attraversamento
aereo di un canalino, che costringe ad una spaccata sul
baratro. Le difficoltà diminuiscono parzialmente,e si
prosegue su una serie di placche in aderenza,al cui termine
si esce in vetta al monte Grona-1736mt.
DISCESA
Per la Via Normale: dalla
sommità si segue il sentiero che volge a Nord-est
raggiungendo la sella ove giunge il canalone della
"Direttissima". Si risale brevemente sulla sommità Nord del
Grona e,seguendo il sentiero fra roccette e detriti,ci si
abbassa con attenzione seguendo la cresta Nord della
montagna e raggiungendo la sella della Forcoletta. Da
qui,sempre per ripido sentiero detritico,si scende sul dosso
erboso ove sorge il rifugio Menaggio.
Per la Via Direttissima: dalla sommità si
segue il sentiero che volge a Nord-est raggiungendo la sella
dalla quale diparte l'evidente canalone sud. Percorso un pò
piu' ripido ed esposto rispetto alla via normale.
CONSIDERAZIONI
Durante l'inverno e nella prima parte
della primavera 2006,rispetto alla costruzione iniziale
della via,è stato completamente sostituito il
cavo con uno plastificato,aggiunta una catena per tutta la
lunghezza,rifatta una buona parte della chiodatura,aggiunti
scalini di 'aiuto',aggiunti ulteriori ancoraggi nei tratti
di passaggio da un torrione all'altro. La Ferrata è ora di
completa proprietà del CAO di Como con la rinuncia del CAI di Menaggio.
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