PERCORSO STRADALE
A
Mazzin,lasciare
l’auto nell’ampio parcheggio del bus navetta per Gardeccia.Descrizione
del percorso:il viaggio a bordo del pulmino fino a Gardeccia,rappresenta
sicuramente il tratto più impegnativo della gita!.La
pendenza,i sobbalzi e i numerosi passaggi a filo di scarpata
su una strada non sempre pavimentata,metteranno a dura prova
il vostro stomaco.Un consiglio:conservate accuratamente il
biglietto valido per il ritorno. a
Varenna-Lc
seguire per Esino
Lario-Cainallo sino alla fine della strada con ampio
parcheggio a Vò di Moncodeno (1436mt).
AVVICINAMENTO
Arrivati al rifugio Gardeccia
a quota 1965mt,si prende l’ampia strada (sentiero n°546)
che,attraverso la Valle del Vajolet,raggiunge in 40' alle
Porte Neigre i rifugi Preuss e Vajolet a quota 2243mt.Questi
ultimi sorgono su un balcone roccioso,allo sbocco del Gartl,l’aspra
conca rocciosa dalla quale s’innalzano le famose Tre Torri
del Vajolet, Delago,Stabeler e Winkler.Su questa vallata si
affacciano alcune delle cime più famose delle Dolomiti di
Fassa:il Catinaccio con la sua scura parete striata dalle
acque di fusione raccolte dal catino superiore,le
frastagliate guglie del Larsec con i suoi caratteristici
dirupi le Torri del Vajolet che si intravedono di tre quarti
lungo il Gartl e in fondo,a chiudere la valle,il trapezio
scuro del Catinaccio d'Antermoia che,con i suoi 3004mt,è la
cima più alta del gruppo.Si prosegue in direzione nord sul
sentiero n.584 che corre sul bordo destro orografico,fino
alla testata della valle.Qui,nei pressi del passo
omonimo,sorge il piccolo rifugio del Passo Principe,a quota
2600mt (1.15h da Gardeccia).Vale la pena effettuare una
sosta per fare due chiacchiere con il simpatico gestore e
bere qualcosa di caldo prima di affrontare la ferrata.Questo
valico è infatti sempre battuto da venti gelidi e non è raro
trovare temperature prossime allo zero anche in piena
estate.
LA FERRATA
L’attacco della ferrata si trova pochi
metri a monte del rifugio
e segue nel suo percorso iniziale l’evidente cengia obliqua
che taglia la sagoma della montagna.Superato un primo tratto
in un camino-canale di rocce rotte e friabili,si perviene al
passaggio più spettacolare dell’intera salita,una cengia
esposta che,con qualche sali scendi
e un tratto attrezzato con una scaletta
,conduce
ad una forcella dalla quale si può godere una vista
eccezionale
.Da
qui in avanti il percorso diviene più facile e la salita può
essere effettuata in libera con divertente e sicura
arrampicata su roccia generalmente buona.Il cavo metallico è
comunque sempre presente.Un ultimo tratto verticale
,conduce
alla cresta finale
che,con un ampio semicerchio,porta alla croce di vetta
.In
questo tratto non vi sono assicurazioni fisse per cui è
opportuno che i neofiti e i bambini siano assicurati con una
corda.Il filo di cresta è infatti piuttosto largo,ma
presenta una esposizione che può creare qualche problema a
chi non è fermo di piede.Non è raro inoltre trovarla
innevata anche in stagione avanzata.Il panorama dalla croce
è indubbiamente superbo e spazia a 360° su tutte le
Dolomiti.Nei giorni limpidi con vento da nord non potrete
che restare in muta contemplazione davanti ad uno spettacolo
del genere,ringraziando l’autore di questo meraviglioso
affresco,in grado di riconciliare chiunque con la vita.
DISCESA
La discesa può avvenire per la stessa via
di salita (per chi ha fretta),oppure per il facile versante
nord-est. Quest’ultimo non presenta molte difficoltà ed è
attrezzato solo in alcuni punti.Bisogna però sempre prestare
la massima attenzione in quanto è comunque sempre molto
esposto.Chi opta per quest’ultima via,dispone di tre
ulteriori scelte:
Giunti alla base della parete
(Conca di Antermoia),ci sono tre possibilità in ordine di
lunghezza.
1-Prendere
a destra l’evidente traccia e risalire per ghiaie al vicino
Passo di Antermoia a quota 2770mt.Da qui ci si affaccia di
nuovo sulla valle del Vajolet e si può scendere,bordeggiando
le pareti meridionali del Catinaccio di Antermoia,al rifugio
Passo Principe,tornando a Gardeccia per la strada
dell’andata.
2-Dal
Passo di Antermoia seguire le poco evidenti tracce che
portano in direzione sud al Passo Scalieret a quota
2790mt.Dal passo seguire una evidente cresta che in pochi
minuti conduce alla croce di vetta della cima Scalieret a
quota 2900mt.Questo percorso,insolito e poco frequentato,vi
permetterà di godere di un po’ di solitudine al di fuori
degli affollati percorsi del gruppo del Catinaccio.Dalla
croce di vetta scendere in direzione ovest senza traccia
obbligata,seguendo le deboli tracce presenti lungo il
ghiaione.Alcuni ometti indicheranno a volte la via.Si giunge
così al Passo delle Pope.La via segue ora la dirupata
vallata nel cuore del Larsec,selvaggia e
solitaria,che conduce in una ampia e piatta valle
verdeggiante che,in un simile paesaggio lunare,non ci si
aspetta di trovare.A questo punto si è in vista del lago
Secco e si raggiunge brevemente il Passo delle Scalette a
quota 2348mt,lungo il sentiero n.583 che proviene dal Passo
di Lausa.Un breve ed attrezzato gradino roccioso conduce in
un canale che sfocia su un balcone roccioso sotto al Gran
Cront.Attraverso macchie di mughi e criceti il sentiero
porta velocemente al rifugio Gardeccia.
3-L’ultima
alternativa,consiste nel raggiungere il Lago di Antermoia e
successivamente il rif.Antermoia a quota 2500mt.Questa lunga
e un po’ faticosa digressione,permette comunque di visitare
uno degli angoli più belli e suggestivi del gruppo Antermoia,nella
tradizione ladina,è il nome della bellissima ninfa che
abitava nelle acque del lago del "Giardino delle Rose" (Rosengarten)
ovvero il Catinaccio.Innumerevoli sono le leggende ladine
ambientate sulle rive e nelle acque di questo stupendo
laghetto alpino.Un lago,ed il rifugio che porta lo stesso
nome,deliziosamente appartati in questa zona settentrionale
del Catinaccio.Attorno al lago fanno corona numerose
cime:quelle della Catena del Lago e la Croda dei Cirmei.Il
rifugio sorge a poche decine di metri dalle sponde del
lago.Dopo una sosta ristoratrice prendere il sentiero n.583
che conduce al Passo di Lausa a quota 2700mt e lungo
l’omonima valle al Passo delle Scalette e quindi a Gardeccia.
CONSIDERAZIONI
Questa ferrata,insieme alla Santner,costituisce
una autentica nave scuola.Possiamo definirla tale,in quanto
possiede tutte le caratteristiche che rendono una via
ferrata bella e remunerativa: non presenta difficoltà
estreme,si svolge in un ambiente spettacolare e suggestivo
,offre
dei tratti di arrampicata divertente e sicura,percorre
spettacolari e panoramiche cenge,giunge in vetta ad una
montagna che,per la quota e la posizione,rappresenta un
balcone dalla vista eccezionale.Ilperiodo
consigliato è da fine Giugno ad Ottobre,preferire giornate
limpide per godere dello stupendo panorama dalla vetta
mentre è da evitare in caso di maltempo per il forte
pericolo di fulmini e,data la quota,per l’elevata
probabilità,anche in Luglio e Agosto,di neve e
ghiaccio.Indispensabile il casco e il kit da ferrata.Se vi
portate neofiti o bambini meglio avere una corda per
assicurarli nel tratto finale di cresta dove mancano
totalmente assicurazioni fisse.Nei mesi di Luglio e Agosto
è obbligatorio il bus-navetta in quanto la carrozzabile che
porta a Gardeccia è chiusa al traffico (per INFO:
tel.0462767196).Il prezzo del biglietto a/r è circa 7
euro.Il rifugio Gardeccia è comunque anche raggiungibile da
Vigo di Fassa con impianti di risalita
(tel.0462-763242) fino a Ciampedie,quindi lungo sentiero in
45'.
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