Le Ferrate di
Casto si trovano all'interno del Parco delle Fucine e
possono essere considerate una sorta di "palestra
attrezzata". I passaggi di Vie Ferrate sono tredici e possono
essere affrontati anche separatamente per cui è possibile
costruire il proprio itinerario in base alle proprie capacità. Il dislivello totale delle ferrate è intorno ai 500
metri ma non è una vera e propria scalata perchè i settori
attrezzati spesso si sviluppano uno di fianco
all'altro,inoltre al termine della maggior parte dei singoli
percorsi vi è la possibilità,tramite semplice sentiero,di
ritornare al punto di partenza.
PERCORSO STRADALE
Lungo la SS.237,in
Valle Sabbia,si
raggiunge il comune di Nozza-Bs dal quale si devia con
chiara indicazione in direzione dell'abitato di
Casto
(6km). Si attraversa il centro di quest'ultimo,si segue una
prima indicazione per le Ferrate ed in direzione della
frazione di Alone si trova,dopo uno stretto ponte,il
parcheggio sulla sinistra con chiara indicazione del posto
.
AVVICINAMENTO
In questo caso è anomalo parlare di
avvicinamento visto che le varie Vie sono distribuite in
ordine sparso nella zona. Dal parcheggio parte la Ferrata n.1
ma in breve è possibile raggiungere l'attacco di buona parte
delle altre mentre alcune sono situate più all'interno del
Parco. Sempre nel parcheggio vi è un tabellone illustrativo
della disposizione degli itinerari possibili,non solo
attrezzati
.
LE FERRATE
N.1
Come già detto l'attacco si trova
proprio nelle vicinanze delle auto. Si raggiunge la fune
metallica con un passaggio non attrezzato,si attacca il
traverso verso destra
sfruttando alcuni appoggi naturali
e pioli metallici
. La
via prosegue in verticale su roccia poco appigliata tanto da
dover esercitare una certa trazione sulla fune
,poi
obliqua nettamente a sinistra in forte esposizione e con
l'ausilio di alcuni pioli
ci si avvicina allo pigolo della parete
(lungo
questo tratto vi è la possibilità di proseguire a destra per
alcuni metri attrezzati privi di indicazione e raggiungere
una piccola grotta naturale). Si
aggira lo spigolo,si salgono bruscamente pochi metri in
verticale
e si ritrova un nuovo esposto traverso ricco di pioli
al termine del quale,oltre un secondo spigolo
,si
trova un utile punto di sosta
. Si
riparte affrontando nuovamente un lungo traverso
ben attrezzato con i soliti pioli a pochi metri dal suolo
mentre la scarsità di appigli costringe quasi costantemente
ad una forte trazione sulla fune. Gli arbusti si
avvicinano,siamo ormai in dirittura d'arrivo così come
conferma la targa metallica
dopo circa 20' dall'attacco. Il
sentiero scende brevemente per ritornare al parcheggio ma indica
anche la direzione per
raggiungere le vie n.2-3-4
,in
particolare si incontra dopo pochi metri la deviazione per
l'attacco della ferrata n.2
che però visto lo sviluppo della via si sconsiglia di
iniziare da qua.
N.3
L'attacco si trova all'inizio del
suggestivo percorso
che senza alcuna difficoltà e fatica porta al rifugio
Paradiso ed è
raggiungibile in pochi minuti direttamente dal parcheggio
con breve sentiero che passa sotto l'attacco della via
n.2,sentiero che si incrocia anche ritornando dalle vie
n.2-3
. Si
inizia sfruttando da subito un piolo metallico
,si
traversa 4-5mt in obliquo a destra con trazione sul cavo e
progressione in buona aderenza
,si
piega bruscamente la traversata a destra,passando sotto una
Madonnina,si percorrono alcuni metri in facile progressione
raggiungendo l'attacco del primo tratto verticale
. Nei
primi passaggi,presenza di un piolo,la roccia offre discreti appoggi per i piedi
ed alcuni appigli
che possono invitare i più esperti a lasciare il cavo. Si
esce da questo primo breve tratto verticale e si affronta un
lungo traverso da prima obliquo verso sinistra in forte
esposizione
poi orizzontale
,altro
piolo,raggiungendo così dopo circa una decina di metri lo
spigolo
dal quale la via inizia uno sviluppo più verticale
. Si
sale sfruttando i discreti appigli presenti
,ci
si sposta leggermente a destra verso un punto della
parete sicuramente più appigliato
e dopo un facile passaggio ci si ritrova ad affrontare un
nuovo spigolo esposto ed insidioso
. Si
è ormai in dirittura d'arrivo: prosegue
per pochi metri la verticalità della via
lungo una placca piuttosto levigata
e si raggiunge la parte sommitale del percorso attrezzato
rappresentata inizialmente da una grossa fessura nella
roccia
,poi
da alcune roccette prive di particolari difficoltà tecniche
.Pochi
passi
e terminano le ostilità
. Non
ci risulta al momento la presenza di un sentiero segnalato
per poter tornare,al termine di questa via,direttamente al
parcheggio bensì si è costretti ad affrontare anche la breve
via n.4.
N.4 L'attacco
si trova a pochi metri dal termine della via ferrata
n.3. Subito verticale
con roccia che offre buoni appoggi per i piedi ci si sposta
leggermente a sinistra esercitando una certa trazione sul
cavo visto il passaggio impegnativo che "spinge" il busto lievemente
all'esterno
. Si
raggiunge una placca lungo la quale nuovamente non è facile
lasciare il cavo e la si supera progredendo da prima in
diagonale a sinistra
,poi
a destra
in modo da "aggirare" in parte la verticalità. Si
vedono gli arbusti della parte alta del complesso
roccioso,segno che siamo al termine,non prima però di aver
superato ancora per pochi metri alcuni spuntoni attrezzati
. La
targa segna il termine della via
. Nelle
immediate vicinanze una prima segnalazione indica la
possibilità di raggiungere il rifugio Paradiso o l'attacco
di altre vie
,e
proprio in direzione di quest'ultime si procede. Lungo la
strada sterrata si incontra una seconda segnalazione
ed una terza che riporta al parcheggio -Corna Zana-
.
N.6
Dal parcheggio si percorre in salita la
strada asfaltata in direzione Alone passando da prima nelle
immediate vicinanze dell'attacco della ferrata n.12 e dopo
alcune centinaia di metri,dove la strada fà ponte sul
percorso delle fucine,a sinistra si trova il sentiero con
segnaletica
che da subito si biforca in quanto a sinistra
si raggiungono gli attacchi delle vie 7-8-9-10 mentre a
destra si procede per le vie 5-6 e Stretta di Luina. Alcuni
metri nel bosco ed una seconda segnaletica conferma la
giusta direzione
,si
imbocca lo stesso suggestivo passaggio attrezzato
che conduce alla Stretta -attenzione
terreno umido- ed all'inizio di quest'ultima si
prosegue,attraverso un ponticello,in direzione dell'evidente
spigolo
lungo il quale si sviluppa la via. Alla
targa d'inizio
si tralascia un cavo metallico che
prosegue orizzontale sulla destra verso alcune vie
d'arrampicata e si attacca l'evidente
tratto in diagonale a sinistra
che non desta problemi per poi iniziare alcuni
metri verticali con presenza di discreti appigli naturali
anche se,vista l'esposizione
risulta comunque utile l'utilizzo del cavo. Si sale
aggirando gradualmente a sinistra lo spigolo ed utilizzando
la presenza di un piolo metallico
si raggiunge un piccolo pulpito di sosta. Il cavo devia bruscamente a destra e dopo un gradone
roccioso
si superano alcune facili ed affilate roccette
raggiungendo in successione i due passaggi un pò più
delicati che richiedono una certa trazione sul cavo
. Le
difficoltà terminano in coincidenza con la partenza di un
ponte tibetano
che,se percorso,porta direttamente
lungo il tracciato della via n.5 mentre tralasciandolo si
prosegue e completa la via attraverso una breve e ripida
traccia di sentiero
. La
salita continua
ancora alcuni minuti entrando nella vegetazione per poi
ridiscendere a destra ritornando così dopo circa 10' nei
pressi dell'attacco.
N.7
La via n.7 ha uno sviluppo
prevalentemente orizzontale,superando in traversata la
porzione di parete "racchiusa" tra l'attacco della via n.8 e
l'arrivo delle vie n.5-6. Dal parcheggio principale del parco
si sale alcune centinaia di metri lungo la strada asfaltata
fino a raggiungere un primo ponte dal quale si stacca un
sentiero
e dal quale si nota la segnaletica per buona parte delle vie
. Dopo
poche decine di metri di sentiero
si raggiunge l'attacco della via n.8
della
quale è necessario,come già anticipato,superare la parte
iniziale per raggiungere l'attacco della n.7. Da subito è
necessario esercitare una discreta trazione sul cavo in
traversata verso destra per alcuni metri
per raggiungere la base
di un tratto verticale provvidenzialmente attrezzato
con un primo piolo
. Si
sale utilizzando anche i buoni appoggi per i piedi
ritrovando dopo pochi metri un secondo passaggio in
traversata verso destra,molto breve
,che porta ad una comoda cengia presso la quale si
trova,oltre alla logica prosecuzione della via n.8,l'attacco
della via n.7
. La
posizione della targhetta può indurre nell'errore di pensare
che la via n.7 si sviluppi in verticale mentre in
realtà,salendo,si prosegue la n.8. Si prosegue in orizzontale
iniziando così un lungo ed esposto traverso
durante il quale le mani trovano appigli praticamente solo
sul cavo metallico. La strada sottostante contribuisce ad
aumentare "l'effetto vuoto"
ed è più che mai necessario sentire l'appoggio sicuro dei
piedi in quanto a tratti si avanza in aderenza
. Lo
spigolo si avvicina
e dopo un delicato passaggio
,lo
si aggira raggiungendo così il tratto finale che termina
lungo traccia di sentiero talvolta umido e scivoloso in
mezzo agli arbusti
. Pochi
metri di sentiero e ci si ritrova presso la segnaletica
iniziale.
N.8
Dal parcheggio principale del parco si
sale alcune centinaia di metri lungo la strada asfaltata
fino a raggiungere un primo ponte dal quale si stacca un
sentiero
e dal quale si nota la segnaletica per buona parte delle vie
. Dopo
poche decine di metri di sentiero
si raggiunge l'attacco della via n.8
. Da subito è
necessario esercitare una discreta trazione sul cavo in
traversata verso destra per alcuni metri
per raggiungere la base
di un tratto verticale provvidenzialmente attrezzato
con un primo piolo
. Si
sale utilizzando anche i buoni appoggi per i piedi
ritrovando dopo pochi metri un secondo passaggio in
traversata verso destra,molto breve
,che
porta ad una comoda cengia presso la quale si trova
l'attacco della via n.7 o,in verticale,la prosecuzione della
n.8. Si "attacca" la verticale da una posizione in
cui il tratto sembra piuttosto impegnativo
ma studiando bene gli appoggi
lo si può superare con molte meno difficoltà del previsto. La
parte alta si presenta sottoforma di un breve diedro
all'uscita del quale si traversa leggermente a destra
raggiungendo un piolo dal quale un passaggio verticale porta
all'inizio di un esposto traverso
. I
primi metri sono "tranquilli",poi le difficoltà aumentano
pur senza eccedere aggirando lo spigolo e raggiungendo così
l'adrenalinica scaletta terminale
presso la quale si trova anche l'arrivo della via n.9
(da qui la si percorrerebbe in discesa). Terminata
la salita della scala si raggiunge il termine delle
attrezzature
. Verso
destra,una
evidente traccia di sentiero porta rapidamente in direzione
della parte alta della via n.5
dove una scaletta metallica
riporta alla segnaletica iniziale.
N.10
Dal parcheggio principale del parco si
sale alcune centinaia di metri lungo la strada asfaltata
fino a raggiungere un primo ponte dal quale si stacca un
sentiero
e dal quale si nota la segnaletica per buona parte delle vie
. Dopo
poche decine di metri di sentiero
si raggiunge l'attacco della via n.8,proseguendo,a breve
si incontra l'attacco della via n.9 e successivamente la
partenza della n.10
. Si
"attacca" in diagonale a sinistra
,vi
sono buoni appoggi per i piedi
,l'impegno
non è eccessivo e ci si porta rapidamente
alla base di un lungo tratto verticale
con maggiori difficoltà
. Si
sale sfruttando anche i buoni appoggi
,si raggiunge un primo breve traverso a sinistra
,poi
a destra
e si riprende per alcuni metri in verticale con difficoltà sostenute
. Gli
ultimi passaggi in diagonale aggirano lievemente uno spigolo
sollecitando le braccia
guadagnando così la sommità del monte dove la roccia
terminale risulta essere instabile
. Al
termine
è possibile seguire a sinistra l'indicazione "Corna Zana"
o,come nel caso delle vie n.7-8,a destra
ritornando poi attraverso la scaletta metallica
alla segnaletica iniziale.
N.12
Lo sperone roccioso lungo il quale si
sviluppa la via è visibile,in quanto a pochi metri,dal
parcheggio
. Dall'attacco
si traversa in diagonale a destra con buoni appoggi per i
piedi
,si
aggira lo spigolo
e si prosegue ancora lungo traverso esposto
-anche
se a pochi metri da terra-
. La
parte finale del traverso richiede notevole trazione
sul cavo in quanto ci si trova "buttati all'infuori" dalla
roccia e nello stesso tempo bisogna affrontare un passaggio
in verticale raggiungendo così una provvidenziale cengia
.Si
prosegue attaccando una placca abbastanza levigata
-presenza di piolo- e si supera un tratto verticale
interrotto dalla possibilità di una sosta negli arbusti
dalla quale è visibile lo sviluppo del tratto percorso
. La
via prosegue ancora pochi metri in verticale,esposta e
con notevole ausilio del cavo ma piegando a
destra in direzione di una cengia
che raggiunge il colletto alla base della cima. Da qui un
cavo prosegue con alcuni saliscendi
lungo la parete opposta
in direzione prima di una palestra di roccia e poi
dell'attacco della via ferrata N.11; la nostra via
prosegue,anche se non obbligatoriamente,in verticale
affrontando gli ultimi 5-6mt dello sperone finale
alla cui sommità si trova la bandiera tricolore
. Si
ridiscende dallo sperone a ritroso raggiungendo nuovamente
il colletto da dove parte il lungo e instabile ponte
a fune. Si percorre il ponte lentamente
e sarebbe consigliabile percorrerlo una persona alla volta
per evitare un'eccessiva ondulazione. Al termine 2 le
possibilità:
A-scendere tramite scala a fune piuttosto
scomoda
e che richiede molta attenzione terminando la discesa
lungo sentiero attrezzato
che rapidamente si ricongiunge all'itinerario A in direzione
del parcheggio.
B-al termine del ponte si segue in salita
il cavo metallico
che in breve raggiunge la vegetazione. Si segue una traccia
di sentiero piuttosto scivolosa e apparentemente poco
frequentata scendendo e ricongiungendosi rapidamente al
sentiero attrezzato
proveniente dall'itinerario B.
Stretta di Luina
Oltre alle 13 Vie
ferrate presenti nel parco merita una nota di riguardo un
percorso molto suggestivo denominato appunto Stretta di
Luina che si sviluppa per 300mt ca. all'interno di un canyon naturale
scavato tra pareti di roccia strapiombanti alte decine di metri. Si affrontano passaggi molto semplici a pochi
centimetri dal corso dell'acqua dando comunque attenzione
agli appoggi metallici per i piedi,umidi e quindi
scivolosi. Oltre ai molti infissi per i piedi è presente
anche un cavo metallico che "corre" parallelo al corso
dell'acqua al quale è possibile eventualmente agganciare i
moschettoni di sicurezza anche se,vista la tipologia del
percorso, l'imbrago non risulta strettamente necessario. La
Stretta è situata vicino alla via Ferrata n.5 ma la si può
anche raggiungere direttamente dal parcheggio,senza obbligo
di percorrere alcuna ferrata,a 200mt circa in prossimità del
secondo ponte
proprio di fronte alla guglia sulla quale gli alpini
hanno posto una madonnina
. L'unico tratto che richiede di superare,in
discesa,un brevissimo dislivello è l'inizio
mentre nel
proseguo è una semplice camminata a filo d'acqua con alcuni
attraversamenti da un lato all'altro delle pareti
.
CONSIDERAZIONI
Ci riserviamo di esprimere considerazioni varie quando sarà
completata la stesura delle 13 vie ferrate.