PERCORSO STRADALE
Da Brunico,in Val
Pusteria,si prende la statale della Valle Aurina (Ahrntal).La
percorriamo per una quindicina di Km sino a
S.Giovanni
(St.Johann).Dal paese di
St Johann si trova,sempre sulla statale della Valle Aurina,(dalla
parte opposta della strada rispetto alla chiesa del paese)
la stretta stradicciola asfaltata che,con numerosi
tornanti,conduce sino alla malga Stallia (1450mt).
AVVICINAMENTO
Abbandonata l’automobile proseguiamo a
piedi seguendo l’ampia carrareccia forestale chiusa al
traffico che ha termine presso una casa di contadini
(1666mt-25' dalla partenza).Procedendo su sentiero
rasentiamo la bella cascatella posta a sinistra formata dal
Rötbach (Rio Rosso).Poco sopra siamo presso la Schöllberg
Alm che possiamo raggiungere al di là del torrente con una
brevissima digressione (1740mt-40' dalla partenza–punto di
ristoro nei mesi estivi).Si prosegue su bosco più rado sino
alla Daimer Alm (1868mt-1.00h dalla partenza),punto di
ristoro posto in una bella terrazza a pascolo.Da qui in poi
la salita si fa più erta e faticosa:guadagniamo quota con
un’innumerevole sequenza di tornanti rasentando a quota
2110mt (Stabeler Stein) un’altra bella cascata prodotta dal
Rio Rosso.Grandi lastroni rocciosi prendono progressivamente
il posto dei pascoli presso la località Quelle dove troviamo
un’abbondante e fresca fonte (2360mt-2.30h dalla
partenza).Con un tratto assai ripido rimontiamo il
soprastante crinaletto detritico sino alla sommità che
costituisce il bordo della soprastante vasta morena glaciale
(loc.Sandraine-2580mt-3,20h dalla partenza).Poco oltre siamo
ad un bivio: a sinistra si separa lo Stabeler Weg (segnavia
24A) in direzione del valico di Zu Törla;noi manteniamo
invece la destra (segnavia 23) puntando progressivamente in
direzione della Cresta di Rio Torbo.Trascurata a sinistra
un’ulteriore traccia che conduce al Rifugio Vittorio Veneto
per il Rötbachkees (Vedretta di Rio Rosso) ci innalziamo in
ambiente roccioso assai selvaggio ammirando il sottostante
laghetto di fusione.In breve siamo alla base della
strapiombante cresta (circa 2750mt).
LA FERRATA
Affrontiamo ora la breve ma esposta Via
Ferrata Camino (Kamin Klettesteig).Funi metalliche ci
guidano sino al ripidissimo diedro che ha dato nome alla
via.Due lunghe scale metalliche superano in un sol colpo
80metri di dislivello permettendo di rimontare rapidamente
la strapiombante cresta.La difficoltà della via è
naturalmente relativa trattandosi in prevalenza di scale;non
deve tuttavia essere trascurata l’esposizione nel complesso
molto forte del tratto,particolarmente per chi non ha
esperienza per questo tipo di percorsi (d’obbligo il normale
materiale tecnico per vie ferrate).Superate le lunghe rampe
di scale quasi verticali,seguono le ultime funi sino al
termine del tratto attrezzato che richiede in tutto una
scarsa mezz'ora.Segue un tratto tra instabili lastroni
rocciosi incrostati di licheni sino a guadagnare la sommità
della cresta di Rio Torbo, ove è posto,come un nido d’aquila,
il bellissimo rifugio Vittorio Veneto (Schwarzenstein
Hütte-2922mt-4.30h circa dalla partenza). Da rilevare il
panorama, impressionante nella sua spettacolarità,sulla
sommità di vette famose quali il Sasso Nero e la cima di Floite. Notare inoltre la visione,subito sotto il rifugio,dei
larghi e orridi crepacci che caratterizzano la distesa
inclinata del Trippachkees (Vedretta di Rio Torbo) possibile
seguito dell'escursione per guadagnare una cima
rinomata.Dopo una meritata sosta, se le condizioni
meteorologiche sono assolutamente stabili proseguiamo in
direzione della Trippachsattel (Forcella di Rio Torbo) su
terreno sconnesso privo di segnavia.Poco prima del valico
volgiamo sensibilmente verso nord ovest (sinistra) risalendo
tra vasti campi nevosi,la sommità della Felsköpfl (Punta del
Balzo). Un ultimo breve tratto poco sotto la cima,avviene su
roccia di cattiva qualità in quanto instabile e coperta da
ghiaie e detriti:sono qui presenti un paio di malconce funi
di spago sulle quali è bene non fare troppo
affidamento.Dalla cima (3235mt) si apre il panorama sul
vasto versante austriaco,per lo più occupato dalla grande
distesa dello Schwarzenstein Kees.Passiamo sulla vasta
distesa del ghiacciaio risalendolo verso sinistra con deboli
pendenze (pista in genere presente e ben battuta in
direzione della vetta,ora ben evidente).La salita avviene
quindi in territorio austriaco,a pochissima distanza dalla
cresta confinaria:i nostri occhi hanno il tempo di
soffermarsi a lungo sulla vasta distesa di neve e ghiaccio
delimitata verso settentrione dalla caratteristica sagoma
del Mörchner.Superata senza nessun problema la crepaccia
terminale (è generalmente coperta da uno strato nevoso di
parecchi metri) restano gli ultimi minuti di salita lungo il
filo dell’esile cresta rocciosa con elementari passaggi di
I° grado inferiore (fare attenzione a resti di ghiaccio vivo
presenti tra le rocce).L’arrivo sulla vetta rivela una
visione imponente ed indimenticabile sulle più alte cime
delle Alpi Aurine (3369mt-6.30h dalla partenza-2.00h dal
rifugio Vittorio Veneto).
DISCESA
Variante consigliata per la
discesa (Via ferrata Ghiacciaio-Gletscher Klettersteig):a
ritroso si rientra al rifugio Vittorio Veneto.Dal rifugio
(2922mt) si consiglia di calare alla sottostante località
Sandraine (2580mt) per mezzo della Gletscher Klettersteig
(Via ferrata Ghiacciaio) costruita nel 1993.Si cala prima
tra sconnessi lastroni rocciosi (frecce e bolli bianco
rossi) sino a trovare alcuni passaggi più esposti attrezzati
con funi metalliche e una scaletta.Segue un traverso su
nevaio inclinato (piccozza) sino a ritrovare le funi
d’acciaio che guidano su alcune lisce ed esposte placche
rocciose lasciate scoperte dall’arretramento del Rötbachkees
(Vedretta di Rio Rosso). Terminato il breve tratto ferrato
procediamo in ripida discesa sui lembi terminali della
vedretta lasciandoci scivolare sulle distese
nevose.Guadagniamo il sottostante laghetto di fusione da
dove ritroviamo in pochi minuti il segnavia 23 usato per la
salita (1.30h dal rifugio Vittorio Veneto).Da Sandraine
scendiamo a valle seguendo a ritroso il sentiero descritto
per l’ascensione.
N.B. Si consiglia questa alternativa per la discesa,evitando
così di perdere quota sulla strapiombante Ferrata Camino che
risulterebbe certamente più impressionante che non in
salita.Ad ogni modo si consiglia,anche usando la Gletscher
Klettersteig,attenzione e piede fermo particolarmente sui
ripidi ed inclinati campi nevosi.Una piccozza risulta in
questi tratti assai utile come ulteriore sicurezza.La via
ferrata è nel complesso piuttosto facile e assai breve anche
se resta necessario il materiale tecnico specifico.In
generale,quest’ultima via ferrata risulta coperta dalla neve
sino a luglio e certe volte anche in agosto rendendo
impossibile l’autoassicurazione.Prima di avventurarsi su
questo itinerario è bene quindi informarsi preventivamente
sulla sua percorribilità presso il Rifugio Vittorio Veneto
preferendogli la ferrata Camino in presenza di troppa neve o
eventuale vetrato.Un itinerario che permette di scoprire un
mondo fantastico lontano anni luce dalle Dolomiti.In questa
lunga escursione sono la neve e il ghiaccio a farla da
padrone e non la roccia.La ferrata Camino è una via ferrata
poco difficile che richiede comunque materiale tecnico
specifico (imbracatura,cordino,moschettoni,dissipatore e
caschetto).La ferrata Ghiacciaio è invece un percorso
tecnicamente facile.I problemi derivano più dai nevai
inclinati e dal gelo che non dall'aspetto tecnico dei due
tratti attrezzati.Consigliamo vivamente la prosecuzione
dell'itinerario sino alla vetta del Sasso Nero.E' vero che
questo tratto richiede l’attraversamento di un vasto
ghiacciaio,ma non è generalmente crepacciato;è comunque
consigliabile avere con sé una piccozza.In piena stagione
estiva non dovrebbero servire i ramponi.Se l'itinerario
dovesse risultare troppo lungo e faticoso è possibile
dividere comodamente la fatica in 2 giorni pernottando al
rifugio Vittorio Veneto:
1° giorno lo si dedica alla salita al rifugio per la Via
ferrata Camino.
2° giorno si sale al
mattino,in 2.00h,dal rifugio alla cima del Sasso Neroper poi
rientrare a valle con la Ferrata Ghiacciaio.Consigliamo
questo itinerario nel mese di agosto.Luglio e settembre
possono essere presi in considerazione accertando l'assenza
o meno di neve sul tracciato (informarsi telefonando al
rifugio Vittorio Veneto gestito dal CAI Brunico).CI
permettiamo di dire che si tratta di un'esperienza
indimenticabile in uno degli ultimi settori alpini ancora
del tutto incontaminati
CONSIDERAZIONI
Totalmente segnalato
nei tratti non su ghiacciaio;necessario comunque senso
d’orientamento.
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