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Tempo di percorrenza

Moderatamente difficile

Tempo di percorrenza

-da Stallia al rifugio Vittorio Veneto per la ferrata Camino:4.30h

-dal rifugio alla vetta del Sasso Nero:2.00h

-discesa dalla cima a valle:5.00h ca.

Nel complesso:11.00h

Dislivello
complessivamente 1920mt.
Punto di appoggio
rifugio del Vittorio Veneto
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Difficoltà tecniche 1.5
Esposizione 2.5
Varietà passaggi 2.5
Impegno fisico 1.5
Interesse paesaggistico 3.5
Numero votazioni 4
 
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Titolo
 

VIA FERRATA CAMINO-GHIACCIAIO


segnalateci da DAVIDE & RUBEN ONOFRI
 
 

PERCORSO STRADALE

Da Brunico,in Val Pusteria,si prende la statale della Valle Aurina (Ahrntal).La percorriamo per una quindicina di Km sino a S.Giovanni (St.Johann).Dal paese di St Johann si trova,sempre sulla statale della Valle Aurina,(dalla parte opposta della strada rispetto alla chiesa del paese) la stretta stradicciola asfaltata che,con numerosi tornanti,conduce sino alla malga Stallia (1450mt).

AVVICINAMENTO

Abbandonata l’automobile proseguiamo a piedi seguendo l’ampia carrareccia forestale chiusa al traffico che ha termine presso una casa di contadini (1666mt-25' dalla partenza).Procedendo su sentiero rasentiamo la bella cascatella posta a sinistra formata dal Rötbach (Rio Rosso).Poco sopra siamo presso la Schöllberg Alm che possiamo raggiungere al di là del torrente con una brevissima digressione (1740mt-40' dalla partenza–punto di ristoro nei mesi estivi).Si prosegue su bosco più rado sino alla Daimer Alm (1868mt-1.00h dalla partenza),punto di ristoro posto in una bella terrazza a pascolo.Da qui in poi la salita si fa più erta e faticosa:guadagniamo quota con un’innumerevole sequenza di tornanti rasentando a quota 2110mt (Stabeler Stein) un’altra bella cascata prodotta dal Rio Rosso.Grandi lastroni rocciosi prendono progressivamente il posto dei pascoli presso la località Quelle dove troviamo un’abbondante e fresca fonte (2360mt-2.30h dalla partenza).Con un tratto assai ripido rimontiamo il soprastante crinaletto detritico sino alla sommità che costituisce il bordo della soprastante vasta morena glaciale (loc.Sandraine-2580mt-3,20h dalla partenza).Poco oltre siamo ad un bivio: a sinistra si separa lo Stabeler Weg (segnavia 24A) in direzione del valico di Zu Törla;noi manteniamo invece la destra (segnavia 23) puntando progressivamente in direzione della Cresta di Rio Torbo.Trascurata a sinistra un’ulteriore traccia che conduce al Rifugio Vittorio Veneto per il Rötbachkees (Vedretta di Rio Rosso) ci innalziamo in ambiente roccioso assai selvaggio ammirando il sottostante laghetto di fusione.In breve siamo alla base della strapiombante cresta (circa 2750mt).

LA FERRATA

Affrontiamo ora la breve ma esposta Via Ferrata Camino (Kamin Klettesteig).Funi metalliche ci guidano sino al ripidissimo diedro che ha dato nome alla via.Due lunghe scale metalliche superano in un sol colpo 80metri di dislivello permettendo di rimontare rapidamente la strapiombante cresta.La difficoltà della via è naturalmente relativa trattandosi in prevalenza di scale;non deve tuttavia essere trascurata l’esposizione nel complesso molto forte del tratto,particolarmente per chi non ha esperienza per questo tipo di percorsi (d’obbligo il normale materiale tecnico per vie ferrate).Superate le lunghe rampe di scale quasi verticali,seguono le ultime funi sino al termine del tratto attrezzato che richiede in tutto una scarsa mezz'ora.Segue un tratto tra instabili lastroni rocciosi incrostati di licheni sino a guadagnare la sommità della cresta di Rio Torbo, ove è posto,come un nido d’aquila, il bellissimo rifugio Vittorio Veneto (Schwarzenstein Hütte-2922mt-4.30h circa dalla partenza). Da rilevare il panorama, impressionante nella sua spettacolarità,sulla sommità di vette famose quali il Sasso Nero e la cima di Floite. Notare inoltre la visione,subito sotto il rifugio,dei larghi e orridi crepacci che caratterizzano la distesa inclinata del Trippachkees (Vedretta di Rio Torbo) possibile seguito dell'escursione per guadagnare una cima rinomata.Dopo una meritata sosta, se le condizioni meteorologiche sono assolutamente stabili proseguiamo in direzione della Trippachsattel (Forcella di Rio Torbo) su terreno sconnesso privo di segnavia.Poco prima del valico volgiamo sensibilmente verso nord ovest (sinistra) risalendo tra vasti campi nevosi,la sommità della Felsköpfl (Punta del Balzo). Un ultimo breve tratto poco sotto la cima,avviene su roccia di cattiva qualità in quanto instabile e coperta da ghiaie e detriti:sono qui presenti un paio di malconce funi di spago sulle quali è bene non fare troppo affidamento.Dalla cima (3235mt) si apre il panorama sul vasto versante austriaco,per lo più occupato dalla grande distesa dello Schwarzenstein Kees.Passiamo sulla vasta distesa del ghiacciaio risalendolo verso sinistra con deboli pendenze (pista in genere presente e ben battuta in direzione della vetta,ora ben evidente).La salita avviene quindi in territorio austriaco,a pochissima distanza dalla cresta confinaria:i nostri occhi hanno il tempo di soffermarsi a lungo sulla vasta distesa di neve e ghiaccio delimitata verso settentrione dalla caratteristica sagoma del Mörchner.Superata senza nessun problema la crepaccia terminale (è generalmente coperta da uno strato nevoso di parecchi metri) restano gli ultimi minuti di salita lungo il filo dell’esile cresta rocciosa con elementari passaggi di I° grado inferiore (fare attenzione a resti di ghiaccio vivo presenti tra le rocce).L’arrivo sulla vetta rivela una visione imponente ed indimenticabile sulle più alte cime delle Alpi Aurine (3369mt-6.30h dalla partenza-2.00h dal rifugio Vittorio Veneto).

DISCESA

Variante consigliata per la discesa (Via ferrata Ghiacciaio-Gletscher Klettersteig):a ritroso si rientra al rifugio Vittorio Veneto.Dal rifugio (2922mt) si consiglia di calare alla sottostante località Sandraine (2580mt) per mezzo della Gletscher Klettersteig (Via ferrata Ghiacciaio) costruita nel 1993.Si cala prima tra sconnessi lastroni rocciosi (frecce e bolli bianco rossi) sino a trovare alcuni passaggi più esposti attrezzati con funi metalliche e una scaletta.Segue un traverso su nevaio inclinato (piccozza) sino a ritrovare le funi d’acciaio che guidano su alcune lisce ed esposte placche rocciose lasciate scoperte dall’arretramento del Rötbachkees (Vedretta di Rio Rosso). Terminato il breve tratto ferrato procediamo in ripida discesa sui lembi terminali della vedretta lasciandoci scivolare sulle distese nevose.Guadagniamo il sottostante laghetto di fusione da dove ritroviamo in pochi minuti il segnavia 23 usato per la salita (1.30h dal rifugio Vittorio Veneto).Da Sandraine scendiamo a valle seguendo a ritroso il sentiero descritto per l’ascensione.
N.B. Si consiglia questa alternativa per la discesa,evitando così di perdere quota sulla strapiombante Ferrata Camino che risulterebbe certamente più impressionante che non in salita.Ad ogni modo si consiglia,anche usando la Gletscher Klettersteig,attenzione e piede fermo particolarmente sui ripidi ed inclinati campi nevosi.Una piccozza risulta in questi tratti assai utile come ulteriore sicurezza.La via ferrata è nel complesso piuttosto facile e assai breve anche se resta necessario il materiale tecnico specifico.In generale,quest’ultima via ferrata risulta coperta dalla neve sino a luglio e certe volte anche in agosto rendendo impossibile l’autoassicurazione.Prima di avventurarsi su questo itinerario è bene quindi informarsi preventivamente sulla sua percorribilità presso il Rifugio Vittorio Veneto preferendogli la ferrata Camino in presenza di troppa neve o eventuale vetrato.Un itinerario che permette di scoprire un mondo fantastico lontano anni luce dalle Dolomiti.In questa lunga escursione sono la neve e il ghiaccio a farla da padrone e non la roccia.La ferrata Camino è una via ferrata poco difficile che richiede comunque materiale tecnico specifico (imbracatura,cordino,moschettoni,dissipatore e caschetto).La ferrata Ghiacciaio è invece un percorso tecnicamente facile.I problemi derivano più dai nevai inclinati e dal gelo che non dall'aspetto tecnico dei due tratti attrezzati.Consigliamo vivamente la prosecuzione dell'itinerario sino alla vetta del Sasso Nero.E' vero che questo tratto richiede l’attraversamento di un vasto ghiacciaio,ma non è generalmente crepacciato;è comunque consigliabile avere con sé una piccozza.In piena stagione estiva non dovrebbero servire i ramponi.Se l'itinerario dovesse risultare troppo lungo e faticoso è possibile dividere comodamente la fatica in 2 giorni pernottando al rifugio Vittorio Veneto:

1° giorno lo si dedica alla salita al rifugio per la Via ferrata Camino.

2° giorno si sale al mattino,in 2.00h,dal rifugio alla cima del Sasso Neroper poi rientrare a valle con la Ferrata Ghiacciaio.Consigliamo questo itinerario nel mese di agosto.Luglio e settembre possono essere presi in considerazione accertando l'assenza o meno di neve sul tracciato (informarsi telefonando al rifugio Vittorio Veneto gestito dal CAI Brunico).CI permettiamo di dire che si tratta di un'esperienza indimenticabile in uno degli ultimi settori alpini ancora del tutto incontaminati

CONSIDERAZIONI

Totalmente segnalato nei tratti non su ghiacciaio;necessario comunque senso d’orientamento.

 

 

 

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