|
Uno degli angoli più
remoti e solitari delle Pale di San Martino è stato
raggiunto nel 1977 da questo splendido percorso
attrezzato,ideato dalla guida locale Gabriele Franceschini
in memoria del celebre scrittore e giornalista Dino
Buzzati,scomparso nel 1973,appassionato frequentatore di
queste montagne che gli era stato compagno in tante
ascensioni.
PERCORSO STRADALE
Da
Fiera
di Primiero
si imbocca la S.S.347 verso Passo Cereda–Agordo;la si
percorre per pochi chilometri fino ad un tornante a destra
sul cui esterno si stacca la strada asfaltata che immette
nella
Val Canali
-indicazioni-;la si percorre interamente
fino alla località Cant del Gal (1180mt) da dove,passando in
una zona di parcheggi e con alcuni alberghi/ristorante,si
gira verso sinistra e si imbocca una stradina asfaltata in
salita;la si percorre fino ad un punto in cui convergono
alcuni stradelli (asfaltati e non):si prosegue dritti per un
brevissimo tratto asfaltato in salita (divieto di accesso
pochi metri più avanti),parcheggiando la macchina sulla
sinistra negli spazi delimitati dalla segnaletica
orizzontale (solo 4-5 posti auto;all’occorrenza altri spazi
delimitati di parcheggio lungo la strada);complessivamente
sono necessari circa 20' da Fiera di Primiero,e ci si trova
in un punto facilmente riconoscibile sulle cartine,a quota
1326mt.
AVVICINAMENTO
Il tratto asfaltato dove si è
parcheggiata l’auto prosegue con uno stradello forestale,che
si imbocca per giungere in breve,con leggera
pendenza,nell’ampia conca prativa dei Prati Fosne
(1370mt);qui,confortati da abbondante segnaletica,si imbocca
sulla destra un sentiero nel bosco (segnavia n.747) che sale
subito con discreta pendenza,fino ad incrociare un’altra
strada forestale;la si percorre per alcune centinaia di
metri,fino a quando un nuovo cartello segnaletico non invita
ad abbandonarla verso destra e ad inerpicarsi nuovamente nel
bosco.Si procede faticosamente,alternando tratti di stretti
tornanti con lunghi strappi in violenta salita,fino a
raggiungere il limitare del bosco,quasi sotto le pareti
meridionali del Cimerlo (1900mt-1.40h).Da qui si costeggiano
verso destra le rocce,tra mughi e qualche ultimo
albero,imboccando un primo ampio e ripido canale ghiaioso
che si risale a zig zag fino a piegare verso destra su
qualche roccia,raggiungendo una selletta;la si oltrepassa
per immettersi in un secondo erto canalone che,attenuando la
pendenza verso il suo termine,conduce ad uno spiazzo di
ghiaie e massi proprio sotto la paretina ove inizia il
percorso attrezzato (2100mt-25'-2.00h).
LA FERRATA
Il luogo mostra tutto il fascino
caratteristico di questa parte delle Pale di San
Martino,contornato da una selva di campanili,guglie e
pinnacoli dalle forme bizzarre che,talvolta,sembra stentino
a mantenersi in equilibrio.Ci si aggancia alla corda
metallica e si attacca la paretina
,un
po’ concava ed appoggiata,in diagonale verso sinistra,fino a
raggiungere un pulpito che immette in un caminetto che si
risale fino al termine (circa 30mt attrezzati);per facili
ghiaie (15mt ca.) si raggiunge il tratto attrezzato
successivo.Si percorre una facile cengia che sale verso
sinistra,si aggira uno sperone in bella esposizione,quindi
si continua a salire verso destra fino ad una forcellina
(circa 30mt attrezzati).Si scende qualche metro privo di
infissi,quindi per un facile canalino e rocce rotte si
guadagna un’altra forcellina,in prossimità di alcuni
caratteristici campanili.Nel successivo tratto non
attrezzato,si segue una traccia di sentiero (alcuni punti
esposti ma facili),si scende in un canale ghiaioso e lo si
risale sulla sinistra per una ventina di metri fino ad
agganciarsi nuovamente alla fune metallica.Si sale ancora
una ventina di metri sulle rocce alla sinistra del canale
fino al termine delle ghiaie;abbandonata la corda,si
attraversa verso destra il canale e poi si prosegue per
ghiaie.Ci si riaggancia all’ultimo lungo tratto di corda
metallica -circa 80mt complessivi-,e si risale un canale
inclinato verso destra che immette in una zona di ghiaie ed
in un successivo canale con zolle erbose
;ci
si trova all’imbocco di uno stretto ed oscuro antro,
costituito da due alte e lisce pareti di roccia, sempre
bagnate e distanti meno di un metro,sbarrate in alto da un
grosso masso:si percorre il camino sul fondo quasi
pianeggiante avanzando con fatica per l’attrito sulle
pareti,fino a raggiungere una prima scaletta metallica
;su
esili appoggi ci si alza in spaccata per raggiungere il
primo gradino,molto alto da terra,si percorrono più
facilmente la prima scala verticale e la seconda
inclinata,poste esattamente in mezzo alle due pareti,fino ad
un ripiano alla base di un salto dove si trova la breve
terza scala, appoggiata sulla parete di destra;per evitare
problemi di ingombro dello zaino,conviene risalire sulla ben
appigliata paretina a destra per raggiungere la scala a metà
della sua lunghezza,e con pochi brevi passi si passa sotto
il masso sommitale uscendo così nuovamente alla luce del
sole
(2360mt-1.15h-3.20h).Quest’ultimo
caratteristico tratto del percorso attrezzato può risultare
molto faticoso,soprattutto per persone di corporatura
particolarmente robusta;conviene disporre di zaini di
piccole dimensioni e privi di ingombri esterni (attenzione a
bastoncini e macchine fotografiche); soprattutto nel caso di
roccia molto bagnata il raggiungimento del primo gradino
della scala può risultare problematico, e può richiedere un
movimento molto atletico;la luminosità all’interno del
camino è molto scarsa,ma comunque sufficiente a non rendere
necessario l’uso di una torcia elettrica.Dall’uscita del
camino si imbocca il facile sentiero in salita che percorre
a zig zag i prati sommitali,fino a raggiungere la Spalla
Orientale del Cimerlo (2480mt-20'-3.40h);si volta verso
sinistra per prati e facili roccette,quindi si prosegue per
alcuni metri traversando sulla destra lungo delle esili
rotture su una liscia placca inclinata lungo la quale
occorre prestare molta attenzione perché a destra si perde
su alti strapiombi;una successiva placca liscia impedisce la
prosecuzione ed occorre aggirarla scendendo alcuni metri
sulla sinistra e risalendo per ghiaie e roccette ad una
forcellina,sul bordo di un catino di sfasciumi e zolle
erbose sottostante le due cime di altezza quasi uguale;si
attraversa il catino fino alla selletta tra le due cime sul
bordo opposto,e senza via obbligata si raggiunge la vetta
(2503mt-15'-4.00h).
RITORNO
Inizia a questo punto il percorso di
rientro,raggiungendo nuovamente la Spalla Orientale del
Cimerlo per lo stesso percorso di salita
(2480-10'-4.00mt).Da qui,agganciando immediatamente la corda
metallica,si imbocca in discesa verso sinistra un canale
caratterizzato da tratti franosi e roccette un po’ instabili
;si
giunge quindi in prossimità di un grosso masso incastrato
che ostruisce parzialmente il canale: occorre attraversare
l’angusto passaggio sotto il masso rimanendo praticamente
seduti a terra,quindi si scende per qualche metro sfruttando
la parete di destra (orografica) e,per un ultimo diedrino
appoggiato,si raggiungono nuovamente le ghiaie del fondo del
canalone,dove termina la corda metallica.Per evidenti tracce
si attraversa scendendo il canalone,fino a riagganciarsi
alla corda metallica sulle rocce di sinistra (orografica);si
traversa verso sinistra fino ad una forcellina sulla quale
incombe la slanciata forma della Torre Moser,la si
oltrepassa e si scende il successivo diedrino;seguono alcune
semplici roccette ed una paretina esposta che immette in un
tratto di saliscendi su facili tracce;un’ultima paretina ed
una facile rampa inclinata,con fondo un po’ friabile,
portano su una sella al termine della parte attrezzata del
percorso di discesa (2400mt-30'-4.35h).In pochi minuti si
risale qualche metro e,percorrendo un aereo ma facile
crinale con belle viste sulla Val Cismon,sul versante
occidentale del Cimerlo e sulle parti sommitali della Cima
della Madonna e del Sass Maor,si giunge sotto la Cima della
Stanga,dove il sentiero attrezzato Dino Buzzati termina
incrociando il sentiero del Cacciatore (cartelli
segnaletici-2420mt-5'-4.40h).Il sentiero del Cacciatore
(segnavia n.742) consente di scegliere tra due differenti
alternative per il rientro,di impegno pressochè equivalente
(anche se la prima soluzione richiede un ulteriore sforzo di
un centinaio di metri di dislivello):la prima soluzione
prevede di imboccare verso sinistra il sentiero del
Cacciatore,risalendo il pendio erboso per ripidi tornanti ed
attraversando qualche facile tratto di roccette fino a
raggiungere il Passo della Stanga (2530mt-20'-5.00h),pochi
metri sotto l’omonima e facilmente raggiungibile cima;da
qui,per facile sentiero e ghiaie,si giunge in breve al
rifugio del Velo (2358mt-30'-5.30h);da qui si inizia a
scendere per il sentiero n.713-721 e,poco dopo,si imbocca la
diramazione verso sinistra per il sentiero attrezzato
Camillo Depaoli -segnavia n.734-,che con alcuni brevi e
divertenti tratti attrezzati concentrati all’inizio
(attrezzatura da ferrata consigliata) e lunghi traversi
sotto le pareti occidentali del Cimerlo,conduce ai Prati
Fosne e,in breve,al punto di partenza (1326mt-3.00h-8.30h)
mentre la seconda soluzione prevede invece di scendere verso
destra lungo il sentiero del Cacciatore,con percorso a lungo
attrezzato ed in alcuni punti impegnativo (attrezzatura da
ferrata consigliata;almeno un tratto di 10-15 metri in
discesa di impegno non inferiore al percorso di salita),fino
a raggiungere la località della Portela,alla base dei pendii
detritici che sotto le pareti del Sass Maor e dalla Val
Pradidali (cartelli segnaletici-1627mt-2.40h-7.20h);si
abbandona la naturale prosecuzione del sentiero del
Cacciatore verso il Cant del Gal,per girare a destra
-segnavia n.719- e,dopo avere attraversato il bianco e
caotico letto asciutto di un torrente,ci si immette su un
tranquillo stradello forestale che,dopo qualche incrocio ove
si procede sempre verso valle ed alcuni tornanti,riporta
finalmente al punto di partenza (1326mt-1.10h-8.30h).
CONSIDERAZIONI
Si tratta di un percorso caratterizzato da
dislivelli importanti su terreni a tratti molto faticoso
(soprattutto fino all’attacco del tratto attrezzato) e con
un rientro lungo e non banale, indipendentemente dalla
soluzione prescelta;in alcuni tratti il fondo di ghiaie e
sfasciumi risulta molto instabile, ed occorre prestare
estrema attenzione a non smuovere sassi qualora si proceda
in gruppi numerosi od in prossimità di altri
escursionisti;nei tratti di arrampicata la roccia è
generalmente sufficientemente solida;in alcuni punti (in
particolare nel camino terminale) i passaggi sono obbligati
e costringono ad avanzare singolarmente per diversi
metri,causando perdite di tempo in caso di affollamento.Si
tratta comunque di un itinerario non molto frequentato,a
causa degli accessi lunghi e faticosi,ma del tutto a torto
perché presenta una grande varietà di situazioni
escursionistiche e di panorami sulle cime
circostanti;nonostante su molte guide venga segnalato come
via di discesa per altri itinerari,si consiglia caldamente
di percorrerlo in salita sia per le continue sorprese che
riserva allo sguardo puntato verso l’alto,sia per la
delicatezza di alcuni passaggi se percorsi in discesa.Nell’agosto
2005 le condizioni della attrezzature erano tali da rendere
consigliabile un intervento di manutenzione:una decina di
chiodi risultavano muoversi con forte oscillazione nella
propria sede,un paio di chiodi si erano sfilati dal foro
(con conseguente corda metallica molto lasca),un chiodo con
anello sottile saldato presentava l’anello aperto e
difficilmente avrebbe potuto sopportare un grosso strappo
trasmesso dal cavo fissato con un morsetto,il cavo metallico
era spesso mal tensionato,con oscillazioni laterali anche di
circa un metro su campate di 5-7 metri;il cavo,inoltre,pur
non presentando ad un esame visivo punti lesionati in
maniera pericolosa,sembrava essere generalmente piuttosto
vecchio,presentava molte pieghe permanenti (presumibilmente
imputabili a vecchi ancoraggi rimossi),e sulle giunzioni era
facile trovare estremità sfilacciate con elevata probabilità
di ferirsi le mani.Il percorso,pur risultando sempre
estremamente logico ed evidente,è accuratamente segnalato
con tracce di vernice (rossa o bianco-rossa) ed ometti di
pietre.
TORNA MENU' RELAZIONI
|