AVVICINAMENTO
Da
San Martino di
Castrozza-Tn
prendere gli impianti della funivia Col Verde
e raggiungere la stazione a monte a quota 1970mt che
coincide con la stazione a valle della funivia per Col
Rosetta.Poco sopra la stazione vi è la partenza (segnalata)
del sentiero n.706
che attraverso mughi,pascoli e ghiaioni
arriva a quota 2270mt dove si trova la targa con l'attacco
della ferrata -50'-
alla base della parete sud-est del Cimon della Pala.Effettivamente
l'inizio vero e proprio della ferrata si trova circa 300mt
più su poichè in questo primo tratto si incontrano solamente
tracce di sentiero
,gradoni di roccia
,roccette in scalata libera di I-II°
,solamente
un momentaneo spezzone di cavo di circa 3-4mt inganna dando
l'illusione dell'inizio della via.I tratti a
scalata libera su roccette che potrebbe spaventare i meno
esperti,non è affatto difficile o problematica anzi diverte
ed aiuta a guadagnare terreno senza
troppo affanno.Dopo
circa 1.00h di progressione lungo l'avancorpo,a quota 2550mt,si giunge alla base
della parete rocciosa e quindi l'inizio delle attrezzature.
LA FERRATA
Alcune roccette attrezzate
portano ad un facile camino
superati i quali,a destra,si giunge ad un facile salto
verticale ed esposto
-2640mt-.Inizialmente
una breve
traccia di sentiero,segnalata con bolli rossi
,poi
alcuni gradoni
conducono in direzione della parete
dove lo sviluppo della via ferrata risulta più verticale
divenendo molto gradevole dal punto di vista della
progressione in arrampicata sfruttando notevolmente le
caratteristiche della roccia ricca d'appigli naturali
.Al
termine di questo primo tratto verticale si giunge ad un
piccolo pulpito alla sinistra del quale si prosegue in
breve traversata gradinata
giungendo rapidamente alla base di una seconda progressione
verticale
gradinata nei primi metri
,meno
nel proseguo pur mantenendosi sempre a livelli di difficoltà
contenuti
.Un
opportuno pulpito panoramico permette di apprezzare
l'imponente massiccio della Pala di San Martino
.Si
riparte superando da prima nuovamente gradoni
,poi
una placchetta triangolare
(grosso masso 2750mt)
dove con l'ausilio di una staffa metallica
si passa in parete
raggiungendo cosi dopo alcuni metri di divertente
arrampicata un secondo passaggio "aereo"
che segna probabilmente l'inizio del tratto più impegnativo
della via pur non raggiungendo mai particolari livelli di
difficoltà di cui talvolta si accenna in alcuni testi.Si
inizia con alcuni passaggi in verticale
con l'affanno che inizia a farsi sentire visto e si
raggiunge la base di una placca caratterizzata nella prima
metà da una serie di staffe metalliche
per divenire poi più tecnica nella seconda
;una
fessura
porta in direzione di uno stretto canalino
dal quale si esce a destra su spigolo esposto
.Deviazione
a sinistra e si affronta in spaccata una rampa verticale
all'uscita della quale,sempre a sinistra
,una
nuova breve placchetta
non crea particolari problemi e ci si prepara a superare gli
ultimi due salti verticali della via
,esposti
ma ben appigliati come lo è stata quasi sempre.Quest'ultimi
salti verticali portano a quota 2950mt là dove le "Beppine"
svettano slanciate
e
la fatica si fà ormai sentire;una rampa in diagonale
di 5-6 metri permette di raggiungere una forcelletta dalla
quale si vede il bivacco Fiamme Gialle
.Tracce
di sentiero ancora attrezzate attraversano una suggestiva
cresta
e segnano la fine della via ferrata.Non resta che
raggiungere in pochi minuti il bivacco tramite semplice
sentiero
ben marcato
.Spettacolare
panorama sul Gruppo delle Pale con in primo piano il
ghiacciaio di Cima
Fradusta
.Proseguire da qui per il Cimon della Pala non è
consigliato ad un ferratista puro in quanto la salita è
alpinistica e si sviluppa nel tratto finale in arrampicata
libera di III°, piuttosto è possibile risalire fino a Cima
Vezzana (3192mt) passando inizialmente sopra il passo del
Travignolo (2925mt) per proseguire poi su ripido pendìo
fino alla sella sulla cresta,da qui a sinistra su roccette e
tratti di nevaio fino alla cima.(1.00h dal bivacco).
DISCESA
Sia che si
scenda a valle dopo la visita a Cima Vezzana o che lo si
faccia direttamente dal bivacco è necessario partire dal
passo del Travignolo (dove generalmente inizia anche il
ghiacciaio) a pochi metri di discesa dal bivacco ed
"immergersi" nel canalone della Val dei Cantoni
dove con
sentiero a zig-zag e,ma ciò dipende dalla stagione,per
tratti di nevaio spesso interrotto da crepacci si arriva in
fondo alla Valle dei Cantoni (2540mt-50').A destra su parete
rocciosa è indicata con grande scritta in rosso la direzione
per il rifugio Rosetta. Dopo iniziale salita su roccette,traversata
sotto la parete est e nuova salita su sentiero si arriva al
passo Bettega (2667mt).Si scende verso ovest seguendo la
traccia di sentiero fino al punto più basso del passo
(2545mt) e ci si trova ai piedi di Cima Corona dove un bivio
segnala a sinistra la salita per il rifugio Rosetta (2678mt)
che ora è anche possibile vedere e dal quale parte la
funivia che scende alla stazione a monte della funivia Col
Verde mentre in discesa si raggiunge direttamente la
stazione Col Verde.La scelta è soggettiva dipende se si
preferisce percorrere circa 500mt di discesa inizialmente su
roccette scivolose e ripide per circa 1.30h od attraversare
l'altipiano che separa dal rifugio Rosetta con saliscendi di
circa 50'.
CONSIDERAZIONI
La
Bolver-Lugli nonostante la sua lunghezza ha pochi passaggi
delicati anche se questi sono da affrontare con un minimo
di tecnica d'arrampicata,la vera attenzione è da dedicare
alla discesa che per lunghezza e sviluppo si diversifica
anno con anno a seconda delle condizioni in cui si trova il
nevaio nella Valle dei Cantoni e che potrebbe dover essere
affrontato con corda e piccozza.Attenzione a non
ridiscendere il canale innevato in scivolata in quanto
quest'ultimo è interrotto da un crepaccio trasversale non
visibile dall'alto!!!.