PERCORSO STRADALE
Dal passo Tre Croci situato sulla
strada che collega
Misurina-Bl a
Cortina d'Ampezzo-Bl
si prosegue verso quest'ultima e poco dopo si
trova sulla destra l'albergo Capanna Rio Gere presso la
stazione a valle della seggiovia Son Forca -1698mt- con
ampia possibilità di parcheggio.
AVVICINAMENTO
L'attacco della via ferrata avviene
direttamente dal rifugio Lorenzi -3000mt- raggiungibile da
Rio Gere tramite gli impianti di risalita ovvero con
seggiovia fino a rifugio Son Forca -2215mt- e
successiva,vecchia e lenta,bidonvia
a forcella Staunies
(rifugio Lorenzi). Volendo invece salire a piedi,è
consigliabile parcheggiare al passo 3 Croci,quindi
percorrere i 400 metri di dislivello per il rifugio Son
Forca,dal quale si può prosegue ancora a piedi -700 metri
dislivello- fino alla Forcella Staunies. Pochi passi sulla
scaletta
che collega la stazione a monte della bidonvia ed il rifugio
e si raggiunge la partenza del cavo della Marino Bianchi.
LA FERRATA
Si lascia la terrazza del rifugio e si inizia a mezzacosta
lungo il cavo
in direzione di uno spigolo (targa commemorativa) che si aggira a sinistra
,pochi
passi in salita
e sul filo di cresta
,dopo
una breve cengia,si raggiungono alcuni metri di facili roccette verticali
ed un pulpito panoramico
dal quale si può già apprezzare la prima parte del percorso
attrezzato "Dibona"
che parte dal lato opposto della stazione di arrivo degli
impianti. Si prosegue a sinistra in salita per alcuni
gradoni
e si ridiscende immediatamente in diagonale in leggera
esposizione
raggiungendo un breve tratto orizzontale
al termine del quale si ridiscende un torrione roccioso
ricco di appoggi per i piedi
. Si riprende in leggera salita con cavo che funge da
scorrimano
arrivando ad una forcellina
dalla quale ci si cala per alcune decine di metri
all'interno di un canalino franoso e si raggiunge una
selletta
nella quale è possibile trovare neve anche in stagione
avanzata
,la
si supera comunque assicurati al cavo
e ci si porta
sul lato opposto,in salita per alcuni metri
ed in traversata poi
arrivando ad un ulteriore tratto verticale,ma sempre
assistiti da ottimi appigli
,che
culmina,anche tramite una scala
,nuovamente
sul filo di cresta con la visuale che si apre sempre più sul
versante opposto della forcella Staunies
.
Alternando tratti orizzontali
a brevi salti verticali
si arriva ad una seconda scala
oltre la quale vi è un bel passaggio in verticale
che diverte se effettuato sfruttando gli appigli rocciosi
e,superatolo,si ritrova una terza scala
,sovrastata
da una fessura
che "sbuca" direttamente in cresta
.
Si prosegue lungo la cresta con una alternanza di cenge
inclinate
e gradoni un pò affannosi
mentre,davanti a noi,si vede la cresta terminale con croce
finale
.
Inizia l'avvicinamento a quest'ultima sezione di cresta
scendendo nella selletta
e,superatala in pochi passi,si riprende la salita lungo
sentiero roccioso
raggiungendo un passaggio verticale
caratterizzato da un impegno leggermente maggiore rispetto
alla media della via ma assicurato comunque con pioli metallici
,ed è
rappresentato da una fessura con lieve strapiombo che deve
essere superata con passo deciso ma niente più.
Superato,si può apprezzare il tratto di cresta appena
percorso
mentre per proseguire si aggira un masso
,si
risalgono alcuni metri
e si "conquista" la parte sommitale della cresta
ovvero il Cristallo di Mezzo -3154mt-
situata dirimpetto la cima principale del Cristallo. La croce di vetta
è posta poco più avanti in una zona piana da raggiungere
scendendo alcuni metri di roccette dalla cima
.
DISCESA
Contrariamente a quanto avveniva alcuni
anni fa,il ritorno,nella prima metà della via,avviene
tramite percorso alternativo. Appena scesi dalle ultime
roccette per raggiungere la croce si trova,avendo la croce
alle spalle,un segnavia rosso a sinistra delle roccette
stesse,che rappresenta l'inizio della via di ritorno. Da
subito attrezzata con cavo
,la
lunga cengia
(possibilità di presenza di neve anche in stagione avanzata)
scende decisa nel vallone sottostante, terminando ad un
bivio alla destra del quale si risale
leggermente
e si raggiunge nuovamente la via ferrata percorsa in salita
mentre mantenendo la sinistra,dopo pochi metri con
traccia di sentiero un pò franosa e non attrezzata
si ritrova il
cavo
e la discesa continua
lungo una cengia
a tratti esposta
fino ad incontrare dopo alcuni minuti la via ferrata Bianchi
e da qui il ritorno ridiventa comune all'andata fino al
rientro nel terrazzone del rifugio Lorenzi.
CONSIDERAZIONI
La via ferrata Marino Bianchi si svolge completamente in
cresta attraverso cenge e piccole torri rocciose
alternandosi nei 2 versanti della cresta stessa,quindi,come
tutti i percorsi con questo tipo di sviluppo,il dislivello
reale risulta maggiore rispetto alla quota raggiunta. Vista
la tipologia del percorso ovvero attacco raggiungibile
praticamente con impianti di risalita,difficoltà non
eccessive,dislivello contenuto nonostante alcuni sali-scendi
in cresta,la via ferrata Bianchi risulta essere molto
frequentata quindi,anche se oggi molto meno di un tempo,si
possono creare ingorghi nel tratto comune di andata-ritorno
in particolare nell'unica scala che ancora rimane comune.
Sicuramente da sconsigliarne la percorrenza nei periodi di
maggior frequentazione come Agosto ed i week-end.