PERCORSO STRADALE
Da
Aosta,si
segue la S.S. n.26 fino ad Arvier.Poi si imbocca,a sinistra
(sulla destra orografica della Dora Baltea),la
Valgrisenche,si
percorre la strada regionale fino al capoluogo di
Valgrisenche (166mt-circa 30 km da Aosta).
AVVICINAMENTO
Parcheggiata l’auto in uno dei molti
parcheggi del paese,si attaversa il centro abitato in
direzione della diga. Oltrepassata la chiesa ed il piccolo
cimitero, prima di entrare sotto un nuovo paravalanghe,si
risale una zona prativa sulla destra,verso il monte,in
direzione di una costruzione in pietra (un piccolo magazzino
di fontine),non ancora ultimata alla data di questa salita
(luglio 2000). La costruzione si trova sotto un roccione,alla
quota di circa 1690mt e,sul suo lato sinistro,c’è una
piccola sorgente d’acqua fresca (rifornimento).Sul lato
sinistro della piccola costruzione in pietra,e nelle
vicinanze della sorgente,inizia la lunga sequenza di gradini
d’acciaio.
LA FERRATA
Si sale subito sulla
verticale di una placconata scura, in parte bagnata dalla
fuoriuscita di rivoli d’acqua. Si seguono i gradini che, dopo
un traverso a destra, piegano decisamente a sinistra e si
dirigono in verticale sotto un primo tetto,molto
pronunciato. Appena raggiunto,i gradini lo superano sul bordo
sinistro e proseguono al di sopra,riprendendo un percorso
verticale. Si superano altri tetti in successione e,poco a
poco, si prende quota avendo un’ampia visione della valle,
del bacino della diga sottostante e della catena di monti
che dividono la Valgrisenche dalla Val di Rhêmes verso
est:dalla Grande Rousse al Truc Blanc, fino alla Grande
Traversière. Il primo tratto di ferrata termina sul sentiero
n.17 a quota di 1930mt. Lo si segue in salita per
pochi tratti e,dopo poche svolte (a quota di 1950mt),si
riprende la ferrata percorrendo una nuova serie di pareti
verticali. Si continua a salire sulla lunga scalinata di
gradini d’acciaio,fino ad arrivare ad un piccolo ripiano (la
zona delle Grandes Laures) ricco di bassa vegetazione e di
rododendri. Poco oltre,a quota di 2180mt,terminate le due
prime sezioni della parete,si raggiungono alcuni cartelli
indicatori gialli nei pressi di un bivio di sentieri,accanto
ad alcuni roccioni. Si trascurano le indicazioni verso
sinistra e si piega a destra su un sentiero che si inoltra
in mezzo a rari pini mughi e a cespugli d’alta quota. Il
sentiero perde quota e contorna una larga parete verticale
attraversando pendii scoscesi. Questo percorso può sembrare
facile ma non lo è, soprattutto in presenza di erba
bagnata. Si contornano e si superano alcuni roccioni e lo
spigolo molto evidente della parete,fino a raggiungere un
piano inclinato. Seguendo i gradini e le corde e superando
qualche tornantino,ci si avvicina ad una nuova zona di
parete liscia e verticale. Una lunga serie di gradini,posti
su un’unica linea verticale
,taglia
in due questa nuova parete e si dirige verso la sommità di
un torrione. Superata questa zona,alla quota di circa
2350mt,il percorso piega a sinistra (sud) e si dirige verso
un’importante cresta della montagna. Termina qui la terza
sezione della ferrata e,in questa zona,c’è la possibilità di
uscire dalla stessa e di arrivare direttamente, verso
destra,al sentiero n°18 che scende nel vallone alle spalle
della Becca d’Aouille,raggiungendo infine il villaggio di La
Béthaz. Si risale tutta la cresta
,a
volte molto aerea,fino a raggiungere la parte sommitale,nei
pressi di un alto palo infisso in un basamento quadrato di
cemento. La vera cima di 2605mt,si raggiunge con ulteriori
pochi passi in cresta;essa è sormontata da un grande
traliccio che sostiene un ripetitore televisivo. Su un’asta
del traliccio è ancorato un cartello
indicatore che segnala la via di discesa verso la località
La Béthaz,lungo il sentiero n.18.
DISCESA
Dalla vetta della Becca dell’Aouille,si continua a salire
ancora un po’,fino a raggiungere un piccolo valico che
permette di scendere verso destra,in direzione di un
valloncello che si apre sul versante ovest della
montagna. Poco dopo aver iniziato la discesa nel vallone, si
notano alcuni cartelli indicatori che segnalano (uno in
maniera sbagliata) le direzioni da seguire. Entrambi sono
rivolti verso la parte alta del vallone (a sinistra-sud).Uno
indica la direzione per raggiungere i laghi Morion (2909mt)
ed è correttamente orientato. L’altro indica la direzione per
raggiungere la località La Béthaz,ma è erroneamente
orientato: infatti occorre scendere nel vallone a destra
(nord) e non salire verso la sua testata. Entrambi i
cartelli indicano correttamente il sentiero n.18 che è
proprio quello che segue il vallone. Si discende quindi (e
non si risale) nel vallone e si segue il percorso, prima tra
rocce e sfasciumi e poi in zone prative. Velocemente si
raggiunge la zona dei boschi e quindi la zona rocciosa
(rinomata per l’arrampicata sportiva) al di sopra del
villaggio La Béthaz. Dopo una serie di tornanti si raggiunge
La Béthaz (1615mt). Da questa località si arriva,in
breve,alla strada regionale e si deve risalire quest’ultima
per circa 2,5 km. per tornare di nuovo a Valgrisenche.
CONSIDERAZIONI
Tutta la ferrata è ben indicata dai
cartelli indicatori gialli e dalle evidenti strutture di
protezione. Queste ultime sono composte da 1850
gradini,realizzati con tondini d’acciaio ritorti e sagomati
a <U>,che sono stati infissi nella roccia e cementati con
resine speciali. A fianco dei gradini è posta una corda
d’acciaio,anch’essa ancorata alla roccia,che segue l’intero
percorso. La salita di questa ferrata è lunga e faticosa:è
riservata a persone ben allenate e dotate di tutta
l’attrezzatura da ferrata. Lo sviluppo totale dell’intera
escursione è di circa 10-12 km.(considerando anche il
percorso di discesa che è lungo circa la metà).