Nel 1930 la guida Giuseppe De
Silvestro,per molti anni gestore del rifugio Gardeccia,aprì
ed attrezzò questo bellissimo itinerario che consente con
poca difficoltà di raggiungere il cuore del Larsec con un
percorso alternativo al classico Sentiero delle
Scalette.Negli anni gli infissi sono stati gravemente
danneggiati,soprattutto per la presenza di neve e ghiaccio
fino a stagione inoltrata,e non ripristinati in quanto
l’itinerario non costituiva una delle mete classiche del
gruppo;fino a poco tempo fa gli infissi erano diventati
praticamente inservibili e solo da qualche anno le
attrezzature sono state rinnovate.L’antico “Sentiero
Gardeccia” e ora denominato,in ricordo del suo
ideatore,“Sentiero Bepo de Medil” come indicato sul
cartello, posto immediatamente sul retro del rifugio
Gardeccia,che indica l’inizio del percorso
.
PERCORSO STRADALE
Il
rifugio Gardeccia (1948mt) è raggiungibile in circa 20' coi
minibus che partono da
Pera di Fassa
in corrispondenza della
stazione a valle delle seggiovie del Vajolet (prima corsa
alle 7.30 circa,in agosto la frequenza delle corse è ottima
ma in alcuni momenti di punta fatica a smaltire rapidamente
l'afflusso di escursionisti)
AVVICINAMENTO
Sul retro del rifugio si
attraversa immediatamente il devastato letto del rio
Soial,quasi sempre asciutto in estate;salendo subito
decisamente verso N (a destra si stacca il sentiero del
Larsec che porta al passo delle Scalette),si risale la Val
Vaiolet mantenendosi sotto i selvaggi dirupi di
Larsec;zigzagando tra i prati il sentiero porta alla base di
un torrione squadrato (qui,da sinistra,si innesta il
sentiero che proviene dai rifugi Vaiolet e Preuss),che si
aggira sul retro verso destra per imboccare la conca
dominata a sinistra dalla parete SE della Palaccia e a
destra dalla cresta O della Pala di Mesdì;su un fondo molto
accidentato di massi,rocce rotte e ghiaie si risale la
conca,che diventa sempre più angusta fino a diventare uno
stretta gola;sulla destra si apre uno stretto e selvaggio
canale che risale la cresta O:qui inizia il tratto
attrezzato dell’itinerario (1.10h).
LA FERRATA
Si imbocca il canale incontrando quasi
subito il cavo metallico;si sale mantenendosi
prevalentemente al centro o sulle placche di destra, facendo
attenzione alla roccia a tratti piuttosto friabile;non è
infrequente,soprattutto ad inizio stagione,la presenza di
neve e ghiaccio che potrebbero anche richiedere l’uso di
piccozza e ramponi;alcuni passaggi richiedono inoltre
qualche dote di arrampicata,soprattutto dove il cavo è un
po’ lasco e potrebbe muoversi eccessivamente per effetto
delle trazioni di braccia;si raggiunge quindi la base di un
diedrino alto 5 metri:lo si risale con bella spaccata per
uscire nuovamente alla luce del sole e guadagnare il filo
della cresta (fine del tratto attrezzato-30'-1.40h).Da qui
si prende la cresta verso sinistra,si sale per facili
serpentine,si attraversa un primo passaggio delicato ed un
secondo,in corrispondenza di una zona di scure rocce
vulcaniche,per oltrepassare il quale occorre chinarsi per
passare sotto un soffitto da qui un tratto di facili (ma
friabili) roccette conduce ad una caratteristica insellatura
dalla quale si vede per la prima volta la Conca del Larsec;si
prosegue lungo la cresta,qui costituita da pendii ghiaiosi
la cui ripidità si attenua gradualmente,si lascia sulla
sinistra un caratteristico dente roccioso e si raggiunge la
cima,caratterizzata da una croce di legno che fu piantata il
giorno dell’inaugurazione ufficiale del percorso e benedetta
da Don Tita Soraruf,uno dei massimi esponenti di sempre
dell’alpinismo nel gruppo del Larsec,in memoria dei caduti
di tutte le guerre (2758mt-40'-2.20h).Dalla cima e dalla
parte terminale della cresta si possono godere meravigliose
viste sulla conca del Gartl,sulle Torri del Vaiolet e sul
Catinaccio,oltre che spaziare su gran parte delle Dolomiti
Fassane.
DISCESA
Per la discesa,si torna
indietro fino alla caratteristica insellatura descritta
nella salita,e da qui si prende il pendio ghiaioso sulla
destra (fianco nord) che,con stretti e ripidi tornanti,porta
in pochi minuti alla erbosa Conca del Larsec (l'itinerario
di discesa ripercorre la via Normann-Neruda/Wagner del
1885);si prosegue tenendo la destra fino al passo delle
Scalette (2348mt-50'-3.10h) e da qui,per l'omonimo sentiero
attrezzato (qualche facile roccetta ed un breve tratto di
corde metalliche,preceduto da uno strapiombino ben
attrezzato con qualche gradino metallico),si raggiunge la
fascia dei mughi che,con un lungo traverso a mezza costa
lungo la Val Vaiolet conduce nuovamente al rifugio Gardeccia
(1949mt-1.30h-4.40h).In alternativa, giunti alla conca del
Larsec si può girare a sinistra per raggiunere in breve
tempo il passo delle Pope e da qui proseguire per altri
itinerari.
CONSIDERAZIONI
Solo un
passaggio di primo grado superiore nella salita attrezzata
lungo il canalone;attenzione alle rocce friabili (è una
caratteristica del Larsec);nel 2003 vi era una totale
assenza di neve e ghiaccio nel canalone;i cavi erano nuovi e
ben fissati (spesso con anelle attorno a grosse
clessidre),presentavano pochissime sfilacciature ma spesso
erano un po' laschi (mai,tuttavia,in modo
problematico);l'ultimo chiodo sull'intaglio che sbuca sulla
cresta era saltato per effetto di un fulmine lasciando
pertanto penzolare la fune metallica,e quindi l’ultimo
diedrino di 5 metri è stato affrontato senza l'ausilio di
attrezzature;informarsi comunque al Gardeccia sullo stato
degli infissi e sulle condizioni di innevamento.