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Tempo di percorrenza
Facile
Tempo di percorrenza

4.40h

Dislivello
850mt in salita e discesa.
Punto di appoggio

rifugio Gardeccia

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Difficoltà tecniche 2
Esposizione 2
Varietà passaggi 2.4
Impegno fisico 3
Interesse paesaggistico 3.6
Numero votazioni 5
 
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Titolo
 

SENTIERO ATTREZZATO BEPO DE MEDIL


PALA di MESDì

segnalatoci da GIANMICHELE GOZZI (BO)-Agosto 2003
 
 

Nel 1930 la guida Giuseppe De Silvestro,per molti anni gestore del rifugio Gardeccia,aprì ed attrezzò questo bellissimo itinerario che consente con poca difficoltà di raggiungere il cuore del Larsec con un percorso alternativo al classico Sentiero delle Scalette.Negli anni gli infissi sono stati gravemente danneggiati,soprattutto per la presenza di neve e ghiaccio fino a stagione inoltrata,e non ripristinati in quanto l’itinerario non costituiva una delle mete classiche del gruppo;fino a poco tempo fa gli infissi erano diventati praticamente inservibili e solo da qualche anno le attrezzature sono state rinnovate.L’antico “Sentiero Gardeccia” e ora denominato,in ricordo del suo ideatore,“Sentiero Bepo de Medil” come indicato sul cartello, posto immediatamente sul retro del rifugio Gardeccia,che indica l’inizio del percorso .

PERCORSO STRADALE

Il rifugio Gardeccia (1948mt) è raggiungibile in circa 20' coi minibus che partono da Pera di Fassa in corrispondenza della stazione a valle delle seggiovie del Vajolet (prima corsa alle 7.30 circa,in agosto la frequenza delle corse è ottima ma in alcuni momenti di punta fatica a smaltire rapidamente l'afflusso di escursionisti)

AVVICINAMENTO

Sul retro del rifugio si attraversa immediatamente il devastato letto del rio Soial,quasi sempre asciutto in estate;salendo subito decisamente verso N (a destra si stacca il sentiero del Larsec che porta al passo delle Scalette),si risale la Val Vaiolet mantenendosi sotto i selvaggi dirupi di Larsec;zigzagando tra i prati il sentiero porta alla base di un torrione squadrato (qui,da sinistra,si innesta il sentiero che proviene dai rifugi Vaiolet e Preuss),che si aggira sul retro verso destra per imboccare la conca dominata a sinistra dalla parete SE della Palaccia e a destra dalla cresta O della Pala di Mesdì;su un fondo molto accidentato di massi,rocce rotte e ghiaie si risale la conca,che diventa sempre più angusta fino a diventare uno stretta gola;sulla destra si apre uno stretto e selvaggio canale che risale la cresta O:qui inizia il tratto attrezzato dell’itinerario (1.10h).

LA FERRATA

Si imbocca il canale incontrando quasi subito il cavo metallico;si sale mantenendosi prevalentemente al centro o sulle placche di destra, facendo attenzione alla roccia a tratti piuttosto friabile;non è infrequente,soprattutto ad inizio stagione,la presenza di neve e ghiaccio che potrebbero anche richiedere l’uso di piccozza e ramponi;alcuni passaggi richiedono inoltre qualche dote di arrampicata,soprattutto dove il cavo è un po’ lasco e potrebbe muoversi eccessivamente per effetto delle trazioni di braccia;si raggiunge quindi la base di un diedrino alto 5 metri:lo si risale con bella spaccata per uscire nuovamente alla luce del sole e guadagnare il filo della cresta (fine del tratto attrezzato-30'-1.40h).Da qui si prende la cresta verso sinistra,si sale per facili serpentine,si attraversa un primo passaggio delicato ed un secondo,in corrispondenza di una zona di scure rocce vulcaniche,per oltrepassare il quale occorre chinarsi per passare sotto un soffitto da qui un tratto di facili (ma friabili) roccette conduce ad una caratteristica insellatura dalla quale si vede per la prima volta la Conca del Larsec;si prosegue lungo la cresta,qui costituita da pendii ghiaiosi la cui ripidità si attenua gradualmente,si lascia sulla sinistra un caratteristico dente roccioso e si raggiunge la cima,caratterizzata da una croce di legno che fu piantata il giorno dell’inaugurazione ufficiale del percorso e benedetta da Don Tita Soraruf,uno dei massimi esponenti di sempre dell’alpinismo nel gruppo del Larsec,in memoria dei caduti di tutte le guerre (2758mt-40'-2.20h).Dalla cima e dalla parte terminale della cresta si possono godere meravigliose viste sulla conca del Gartl,sulle Torri del Vaiolet e sul Catinaccio,oltre che spaziare su gran parte delle Dolomiti Fassane.

DISCESA

Per la discesa,si torna indietro fino alla caratteristica insellatura descritta nella salita,e da qui si prende il pendio ghiaioso sulla destra (fianco nord) che,con stretti e ripidi tornanti,porta in pochi minuti alla erbosa Conca del Larsec (l'itinerario di discesa ripercorre la via Normann-Neruda/Wagner del 1885);si prosegue tenendo la destra fino al passo delle Scalette (2348mt-50'-3.10h) e da qui,per l'omonimo sentiero attrezzato (qualche facile roccetta ed un breve tratto di corde metalliche,preceduto da uno strapiombino ben attrezzato con qualche gradino metallico),si raggiunge la fascia dei mughi che,con un lungo traverso a mezza costa lungo la Val Vaiolet conduce nuovamente al rifugio Gardeccia (1949mt-1.30h-4.40h).In alternativa, giunti alla conca del Larsec si può girare a sinistra per raggiunere in breve tempo il passo delle Pope e da qui proseguire per altri itinerari.

CONSIDERAZIONI

Solo un passaggio di primo grado superiore nella salita attrezzata lungo il canalone;attenzione alle rocce friabili (è una caratteristica del Larsec);nel 2003 vi era una totale assenza di neve e ghiaccio nel canalone;i cavi erano nuovi e ben fissati (spesso con anelle attorno a grosse clessidre),presentavano pochissime sfilacciature ma spesso erano un po' laschi (mai,tuttavia,in modo problematico);l'ultimo chiodo sull'intaglio che sbuca sulla cresta era saltato per effetto di un fulmine lasciando pertanto penzolare la fune metallica,e quindi l’ultimo diedrino di 5 metri è stato affrontato senza l'ausilio di attrezzature;informarsi comunque al Gardeccia sullo stato degli infissi e sulle condizioni di innevamento.

 

 

 

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