Il tratto più recente del famoso
percorso delle Bocchette è il sentiero Benini,terminato nel
1972 e nato come ideale continuazione di quest'ultime anche
se non offre le stesse emozioni resta comunque un'ottima
passeggiata in quota nel gruppo del Brenta. Gli estremi di
questa escursione possono essere considerati il passo Grostè
e la Bocca di Tuckett e la seguente relazione descrive
l'itinerario con partenza dal passo.
PERCORSO STRADALE
Da
Madonna di
Campiglio-Tn
proseguire per la località
Campo Carlo Magno (1640mt) dove si trova la stazione a valle
della cabinovia per il Passo del Grostè.
AVVICINAMENTO
A piedi
(n.315) o tramite cabinovia si raggiunge,appunto,passo
Grostè -2442mt- inoltre è possibile raggiungere prima il
rifugio Graffer,e poi il passo,da Vallesinella -1681mt- inizialmente attraverso il bosco poi tramite bel sentiero
alpestre in circa 3.00h di cammino. Dal rifugio Stoppani (passo
Grostè-stazione a monte 2° tratto cabinovia
Grostè) la segnaletica indica la direzione del nostro
sentiero n.305 verso la base del massiccio di cima Brenta
con sviluppo abbastanza lineare all'interno dell'altipiano
carsico racchiuso appunto tra cima Brenta e la Pietra
Grande. Si prosegue per circa 20' su terreno detritico sempre
ottimamente bollato di rosso dopodichè la traccia diventa un
sentiero e piega vistosamente a destra dove con brevi
saliscendi porta ad un bivio:
a destra si ritorna al rifugio Graffer mentre proseguendo
diritti si continua il sentiero Benini iniziano
l'aggiramento del massiccio di cima Brenta e raggiungendo
poi proprio il bivio
che permette a discrezione dell'escursionista in circa 1.00h
il raggiungimento della cima che non risulta comunque parte
del sentiero Benini. Il nostro itinerario prosegue ancora una
volta diritto talvolta su sentiero altre volte su sfasciumi
immergendoci così con lo sguardo all'interno della Val
Flavona da dove fuoriescono dal terreno impressionanti
torrioni rocciosi.
LA FERRATA
Si lascia l'ambiente "marziano" per risalire lungo una prima
cengia attrezzata
caratteristica delle Bocchette e come sempre risulta
interessante vedere lo sviluppo della via da lontano mentre
altri escursionisti la percorrono dopo il nostro passaggio
. Questo
primo tratto attrezzato termina in discesa alla bella
Bocchetta dei Camosci -2784mt- con ottima vista sul gruppo
Presanella-Adamello tuttavia questa viene solamente
costeggiata in quanto il sentiero riprende subito attraverso
numerose cenge
alle pendici della cima Falkner dove una targa metallica
indica il punto alto dell'escursione (2910mt) ed una
deviazione non così evidente come la precedente di Cima
Brenta permette il raggiungimento,con facilità ed in pochi
minuti,della cima in questione anche se pure in questo caso
la deviazione non è parte del sentiero Benini e quindi non
obbligatoria. Inizia un lungo tratto in discesa con passaggi
attrezzati che sicuramente sarebbero più interessanti se
percorsi in senso contrario e quindi in salita
. Al
termine della discesa attrezzata una nuova cengia ci
allontana dalla parete ed alle nostre spalle è possibile
vedere nel suo intero sviluppo il tratto appena disceso
. Il
terrazzo che sovrasta la Bocca del Tuckett non è
lontano,alcuni brevi passaggi attrezzati di 2-3 metri
assicurano le cenge
nei tratti più esposti ed a volte un pò franosi fino a
scendere definitivamente con sentiero a zig-zag ed alcune
roccette attrezzate con staffe metalliche il terrazzo della
Bocca Alta di Vallesinella -2875mt- dove è ben visibile in
basso il rifugio Tuckett.
RITORNO
Il terrazzo è una grande distesa di massi
bianchi sui quali tracce di vernice rossa ed un paletto con
segnaletiche indicano le 2 possibili soluzioni per
concludere l'escursione.
1-Aggirare a
sinistra la Cima Sella e scendere tramite scalette ed alcuni
passaggi attrezzati alla Bocca di Tuckett dove è poi
necessario perdere quota lungo il canalone innevato fino al
rifugio.
2-Scendere in circa
1.00h al rifugio Tuckett tramite il sentiero Dallagiacoma
(n.315) seguendo inizialmente i numerosi ometti e bolli
rossi presenti sul terrazzo per iniziare poi una ripida
discesa su pendio scivoloso e poi su roccette attrezzate
fino ad incrociare il sentiero derivante dal canalone del
Tuckett. Da notare che questo sentiero non è,al momento della
relazione,indicato sulla segnaletica presente alla partenza
dello stesso come "Dallagiacoma" bensì più semplicemente è
indicata la direzione per il rifugio Tuckett.