PERCORSO STRADALE
Da
Gardone
Riviera
o da
Salò
(dipende
dal senso di provenienza lungo la costa Gardesana,si sale su
strada panoramica,che a tornanti porta all'abitato di San
Michele.Tramite indicazioni si sale al ristorante "Colomber",quindi
si imbocca la strada a sinistra dello stesso,che dopo pochi
metri diventa sterrata e malmessa,e la si percorre tutta
(3-4km;attenzione strada molto dissestata)
arrivando così in località Verghere (525mt).Nella parte
finale della strada sterrata vi è la possibilità di
parcheggiare ai lati della stessa sfruttando alcuni slarghi.
AVVICINAMENTO
Si parcheggia,e seguendo le indicazioni
per il rifugio Pirlo (segnavia n.1) si sale,mai troppo
ripidamente,costeggiando e guadando varie volte il torrente Barbarano,tenendo
sempre la destra nei vari bivi che si incontrano,sino a
giungere ad un bivio
(960mt-30') con frecce segnavia
.Prendere
a sinistra il ripido sentiero per abbandonarlo dopo circa 5'
quando si giunge ad una nuova segnaletica
,presso
la quale risulta comodo imbragarsi,che indica a sinistra
l'attacco della via attrezzata (1.10h)
alla base dello Spigolo della Bandiera (90mt di
parete,attrezzata dal CAI di Salò seguendo una via di 3°
aperta nel lontano 1966).
LA FERRATA
Si
attacca traversando sulla sinistra superando 2mt privi di
appoggi per i piedi
quindi in aderenza per giungere alla base
della linea di salita dello spigolo sicuramente affilata e
verticale nella prima parte mentre diventa più facile e
banale nella seconda.Si affrontano i pochi metri iniziali in
verticale
per "piegare" poi verso il primo punto di sosta
.Nuovamente
in verticale
lungo una linea di salita che non sempre offre immediati
appoggi per i piedi e quindi è necessario progredire con
cautela studiando con calma i passaggi che seppur molto
brevi non sono mai banali.Dopo i primi metri lo spigolo
diventa più gradinato
e l'eventuale arrampicata
più godibile giungendo così dopo alcuni minuti nel tratto
dove è più evidente la "lama" dello spigolo
.Si
supera il tratto senza particolari difficoltà con il cavo
metallico teso ed in ottime condizioni
e ci si trova di fronte al punto chiave della ferrata
rappresentato da una fessura sporgente
dove
l'unico spuntone metallico presente risulta troppo alto
per essere veramente d'aiuto quindi per raggiungerlo è
necessaria una notevole trazione sul cavo servendosi anche
come appoggio dello spuntone roccioso presente alla sinistra
dell'escursionista e che
serve come primo gradino d'attacco al passaggio che comunque
si supera in pochi
movimenti
trovandosi così in piena
crestina
sempre attrezzata con cavo.Uno sguardo alle nostre
spalle,prima di proseguire,ci mostra il sentiero di discesa
"ripido"
che parte dal rifugio e
che è stato incrociato all'ultimo bivio per la ferrata
mentre il proseguo del nostro percorso comporta il
superamento di pochi gradoni di roccia
con le attrezzature metalliche che terminano lasciando posto
ad un breve sentiero
che in pochi minuti
raggiunge la bandiera
da cui trae il nome la ferrata.Giunti alla bandiera si
vede,a pochi metri,il rifugio Pirlo allo Spino (1165mt).La
cima del Monte Spino (1485mt) è eventualmente da qui
raggiungibile tramite ripido sentiero n.4 in 45' ed
adeguatamente segnalato.
DISCESA
Il ritorno avviene tramite sentiero ma
con 2 possibilità iniziali:
1--dal
rifugio è possibile,così come indicato,iniziare il sentiero
di discesa "variante ripida" ma comunque non particolarmente
impegnativo e che porta vicino all'attacco della ferrata per
poi proseguire sullo stesso tratto di sentiero percorso in
salita.
2-dal
rifugio si seguono le chiare indicazioni per il monte
Pizzoccolo e SanMichele con percorso inizialmente in quota e
panoramico fino ai prati

del vicino osservatorio ornitologico.Interessante la visuale
completa dell'intero percorso dall'attacco della ferrata
fino al rifugio
.Dall'osservatorio
si scende lungo l'evidente sentiero fino alla vicina
segnaletica che a destra indica la discesa verso SanMichele;la
si inizia ma dopo pochi metri ad un bivio senza indicazioni
è necessario proseguire a sinistra lungo il sentiero che
costeggia il grande abbeveratoio mentre tenendo la destra si
ritorna in direzione del rifugio e ci si ricongiunge alla
variante ripida che parte dal rifugio stesso.Si prosegue
lungo sentiero mai particolarmente ripido fino a ritrovare
il punto in cui lo abbiamo lasciato durante la salita.
CONSIDERAZIONI
La ferrata in questione risulta essere,a dispetto della
fama,assolutamente non banale dal punto di vista tecnico
anche se l'estrema brevità comporta un impegno fisico
contenuto.
segnalazione
di Daniele Rossini (BS)
Dal rifugio è possibile proseguire il tour delle Creste
della Marmera
(tracce di sentiero,con indicazioni presenti
,ma
poco visibili,il percorso per buona parte si svolge in
cresta e in esposizione,quindi richiede piedi ben saldi).Per
la verità,la salita alla cresta S delle Marmere,dovrebbe
partire dal rifugio Pirlo,io invece,come al solito,ho fatto
il percorso al contrario.Quindi,raggiunta da prima la cima
dello Spino in 45' sono poi ritornato al bivio trovato in
salita,e mi son diretto verso il Buco del Gatto,per tracce
di sentiero,che scendendo ripidamente (molto utili i
bastoncini),portano in 30' al Buco del Gatto (1310mt),dove
per filo di cresta e in piena esposizione,ci si dirige verso
il passo del Buco del Tedesco (1230mt-1.00h).Qui giunti si
scende per un canale dove si raggiunge la base delle belle
placche
della parete S delle Marmere,dove ci sono parecchie vie d'arrampicata.Si
perviene ad un bivio con segnavia,lasciamo la destra che
scende a Collio,in Val Sabbia,tenendo la sinistra,verso il
rifugio Pirlo.Si prosegue,alternando tratti a mezzacosta,a
strappi in salita,dove la fatica e il caldo cominciano a
farsi sentire giungendo finalmente dopo 1.00h alle spalle
del rifugio.Gita faticosa (dal rifugio,e per buona parte del
tragitto,si cammina sotto il sole),ma appagante,con tratti
in grande esposizione,dove è raro incontrare gente (proprio
per la sua difficoltà),ma dalla cresta si dominano entrambe
le valli,che da S a N,racchiudono il gruppo delle Marmere.